L'ECO del Serrasanta |
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Ambiente | CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (73) Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino La brina
Per capire bene che cosa succede, ripercorriamo quanto accade al calar della sera, in una giornata serena. Il terreno, che durante il giorno ha assorbito calore dai raggi del sole e lo ha continuamente riemesso sotto forma di raggi infrarossi verso lo spazio, ora comincia a raffreddarsi: emette, infatti, calore ma non viene più riscaldato dal sole. Il suolo, quindi, diviene sempre più freddo e, poiché laria sovrastante più calda gli cede calore, questultima tende a raffreddarsi sempre di più. Arrivati ad una certa temperatura, detta "temperatura di rugiada", laria diviene satura, cioè non riesce più a sostenere il vapore acque in essa contenuto. Allora il vapore comincia a condensare su ogni oggetto solido: dai fili derba fino alla carrozzeria delle automobili. Questa è la rugiada, che esiste in ogni stagione. Ma, dinverno, ad un certo punto inizia una nuova magia. Poiché dinverno laria è spesso piuttosto fredda e secca, può succedere che la "temperatura di rugiada", al di sotto della quale lumidità condensa, sia negativa, cioè al di sotto dello zero. In questo caso, avviene una cosa stranissima, che ora andremo ad esaminare. Nello strato daria vicino al terreno, che ha una temperatura inferiore allo zero ed è saturo di umidità, il vapore acque tende a passare direttamente dallo stato gassoso a quello solido e a cristallizzare sopra ogni oggetto vicino al terreno. Questo fenomeno, detto "sublimazione", avviene perché, per un fenomeno fisico, i cristalli di ghiaccio tendono ad attirare su di sé molecole di acqua con una forza maggiore rispetto alle goccioline dacqua. Se, quindi, la brina comincia a crescere sui prati, essa "succhia" umidità dallaria ed eventuali goccioline dacqua presenti in sospensione, anche allo stato sopraffuso, evaporano per permettere ai cristalli di ghiaccio di crescere. A questo contribuisce anche lumidità prodotta dalla traspirazione delle piante o, di giorno, dal processo di fotosintesi. Solo la sublimazione permette laccrescimento dei cristalli di ghiaccio. Si verifica, insomma, quello che succede dentro una nube: i cristalli di neve si accrescono a spese delle goccioline dacqua sopraffuse, assumendo anche grandi dimensioni. Non è quindi la brina che una lontana parente della galaverna che, come ricorderete, si verifica per cristallizzazione delle goccioline allo stato sopraffuso allinterno delle nubi a seguito di un urto con un oggetto. La galaverna è dura, spigolosa; la brina leggera, impalpabile. Ecco la vera brinata, quella che ricama di un soffice manto, simile a neve, i prati, gli alberi, le strade, le traversine ferroviarie. Non è solo la "scorza" di ghiaccio che tante volte, dinverno, ricopre i prati. È unopera darte della natura che, se le temperature restano negative anche di giorno, continua per giorni e giorni, fino a ricoprire ogni cosa di uno strato spesso anche diversi centimetri. Condizione, questa, che solo rarissimamente si verifica a Gualdo Tadino, ma che è molto più frequente in altre zone dItalia, come la Val Padana.
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