L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 4 - 22 febbraio 2004 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
La solenne celebrazione della Festa del Patrono San Rinaldo
Il programma delle celebrazioni prevedeva lo svolgimento di una processione, la celebrazione di numerose messe da parte del clero del territorio, fra le quali una officiata dallattuale vescovo di Nocera, Assisi e Gualdo Tadino, monsignor Sergio Goretti, e, come consuetudine, lesposizione dellurna contenente le spoglie del Santo. Nel corso della messa pontificale, officiata dal vescovo, si è ripetuto il rito suggestivo dell'offerta dell'olio per alimentare la lampada votiva da parte della Amministrazione Comunale. Questo giorno ricorda la data della morte del Santo, avvenuta il 9 Febbraio 1222, e che fu istituito come festività dal suo successore a ricordo di un uomo amato dalla sua cittadinanza per le attestate doti di benevolenza e umiltà. Secondo una pia tradizione sin da prima della sua nascita vi sarebbero stati presagi della sua futura santità: quando la madre portava Rinaldo in grembo, passeggiando vide un ciliegio carico di frutti maturi ma troppo alti de prendere per lei, data la sua condizione; allora la pianta curvò i suoi rami davanti alla donna, che interpretò levento come un buon auspicio per il suo bambino. Ciò che è storicamente accertato è che San Rinaldo nacque nel 1157 ed era lerede del conte di Postignano, Napoleone Trinci; diciottenne abbandonò le sue ricchezze per vivere unesistenza da eremita prima sul Serrasanta, poi a Fonte Avellana (dove rimase circa 30 anni). Alla morte del vescovo di Nocera Ugo, nel 1218, prese il suo posto fino al giorno della propria morte. Le leggende circa la sua vita e la sua santità sono molte; si narra che per aiutare una donna, Rinaldo avrebbe trasportato dellacqua in un cesto di vimini senza che se ne versasse neanche una goccia. Inoltre, fece tornare in cima al castello di Postignano dal mercato di Nocera dei polli che sua madre non aveva venduto e che Rinaldo, durante il tragitto, per dissetarla, si inginocchiò e dal punto in cui toccò il terreno sarebbe scaturita una piccola sorgente che è ancora esistente. Ma forse, ciò per cui San Rinaldo è più ricordato ed era ed è amato dalla popolazione nocerina furono le sue doti morali, labbandono della ricchezza e del lusso ai quali la sua nascita nobile laveva destinato e la scelta di una vita umile, vissuta in povertà e penitenza. Eirene Mirti | NOCERA UMBRA
| |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||