L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 4 - 22 febbraio 2004 | |||||
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MONACELLI CHIUDE IL SUO MANDATO DI SINDACO Onore al merito, Francesco, grazie a nome di tutti i cittadini Francesco Monacelli esaurisce il suo mandato di sindaco.Probabilmente, come ha dichiarato, se la lista di centro destra vincerà, rimarrà in consiglio a dare il suo contributo di esperienza, ma sarà soprattutto un ruolo di consigliere e non lo avremmo più in attività come in questi anni. Così colgo loccasione per rivolgergli anticipatamente il mio saluto di commiato, proprio in questo momento, prima che inizi la nuova campagna elettorale per sottrarlo alle speculazioni del momento ed esprimere un giudizio su questi anni di amministrazione il più obiettivo possibile; non orientato cioè alle preferenze per il futuro, ma al ruolo che Francesco (se mi è permesso chiamarlo così per lantica amicizia) ha svolto effettivamente per Fossato come sindaco. Un ruolo entusiasmante per la fase storica ed economica che il comune ha vissuto e che continua a vivere e per i successi che sono stati ottenuti. Lui sa molto bene che io non condivido le sue idee politiche e che idealmente sono sul versante opposto, ma cè un interesse generale per le vicende del luogo dove vivi che ti spingono a guardare le cose senza remore e senza pregiudizi di appartenenza. Il boom industriale, artigianale e commerciale, lo sviluppo edilizio, lurbanizzazione di unarea pubblica ad Osteria del Gatto (per intendersi la cosiddetta impropriamente Piazza di Osteria) sono obiettivi prioritari che ci eravamo posti 25 anni fa con le amministrazioni di sinistra ed ora sono una realtà. Noi non siamo stati in grado di realizzarli. Onore al merito. Non voglio scendere in polemiche con i miei compagni di allora - ve ne sono state anche troppe e purtroppo non indolori - ma la realtà è questa; e per fortuna la dialettica democratica ha permesso di cambiare una classe dirigente alla frutta e di portare una ventata di novità e di freschezza - questa volta fautrici le amministrazioni di centro destra - capace di esprimere una attività prolifica e costruttiva. E finita questa fase? La sinistra si è liberata delle scorie e delle zavorre del passato? Il centro destra ha esaurito quella che noi chiamavamo "la spinta propulsiva"? Questo ce lo dirà la nuova campagna elettorale ed i personaggi che saranno chiamati a viverla da protagonisti. Per ora noi vogliamo ringraziare Francesco, a nome di tutti i cittadini, per aver guidato ed orientato questo periodo splendido di prosperità, ricchezza e di esplosione delle attività economiche, sia collettive che individuali. Quali sono stati i suoi meriti? Molti e molte volte inconsapevoli. Innanzitutto quello di mettere da parte la discriminazione politica. Tutti coloro che avevano idee, progetti e voglia di fare sono stati invitati senza discriminazione, senza far pesare la posizione di potere, fare lo scrining politico, giudicare le capacità personali o peggio ancora agire secondo simpatie od antipatie. Ognuno abbia la possibilità di realizzare i propri sogni e liberare le proprie ambizioni. E stata scoperchiata una pentola a pressione e gli effetti sono stati clamorosi. Lamministrazione è al servizio del cittadino e non della politica. Questa è stata la filosofia, questo ha dato luogo al recupero di energie e di risorse umane che erano giacenti o quantomeno compresse in uno stato di scetticismo sulla possibilità di successo delle iniziative ed ha coinvolto il cittadino nel progetto di sviluppo che era nelle intenzioni dei nuovi amministratori, la cui mancanza aveva prodotto il fallimento dei precedenti. Da qui la parola magica: sviluppo. In questi anni ve nè stato moltissimo a Fossato, dopo anni di stagnazione dopo il primo impulso negli anni 70/80. Le responsabilità degli amministratori di sinistra sono state gravissime. Io stesso prima di vederlo non credevo al nuovo boom economico e come gli altri pensavo che la possibilità maggiore di sviluppo per il territorio fosse la valorizzazione dellambiente. Le amministrazioni di sinistra hanno privilegiato il Parco del Monte Cucco, il recupero e la valorizzazione del Centro Storico e dellambiente ed in funzione di questi hanno operato. Hanno posto vincoli e paletti ambientali, culturali, normativi, regolamentari, percorsi burocratici ed amministrativi asfissianti a livello di piano regolatore e nelle attività produttive e sociali, in funzione della "qualità" e con tutti i processi guidati dallamministrazione pubblica. Il centro destra ha operato la "deregulation"; il testimone è passato al cittadino, alle sue esigenze pratiche, ai suoi bisogni del momento. Anche qui è stata scoperchiata la pentola. Anche se penso che questa è unimpostazione iperliberista, dove lintervento pubblico ha un ruolo troppo marginale, vi è stata una sana ventata di realismo e di concretezza, ma soprattutto dinamicità e vivacità diniziativa. Ma non solo economia. Ciò che più mi ha sorpreso è la sensibilità verso lassociazionismo ed alcuni problemi sociali, come quello degli anziani, temi più patrimonio della sinistra. Comunque lazione di rilancio economico è stata dirompente anche per alcune situazioni esterne favorevoli come l'ormai certa realizzazione della Perugia-Ancona e della Flaminia, che hanno il proprio punto di incontro proprio a Fossato, proponendola come centro importante nella viabilità interregionale, dunque favorendo gli interessi e gli investimenti degli imprenditori. La nuova situazione è entrata in rotta di collisione con le vecchie aggregazioni territoriali, dove Fossato si trovava nellarea dei quattro comuni della fascia. Soprattutto negli interventi economici e nei servizi vi sono stati attriti e contrasti. Per esempio nellinsediamento delle aziende e nella costruzione delle abitazioni vi è un ruolo negativo della soprintendenza che impedisce un rapido espandersi dello sviluppo; nei servizi - la scuola, la sanità, lassistenza, lefficienza e la rapidità degli interventi pubblici - sono stati trovati ostacoli insormontabili nei servizi aggregativi della fascia, i quali hanno posto lesigenza delluscita dal Parco del Monte Cucco, quanto meno del ridimensionamento dellarea contigua e della ricerca di nuove aggregazioni, in particolare verso Gualdo Tadino, più consone alla realtà che stiamo vivendo. Certo i risultati in questo senso sono stati irrilevanti e gli obiettivi posti sono ancora molto lontani. Ed ecco quindi gli insuccessi. Pur nel giudizio estremamente positivo alcuni errori. Leccessiva impostazione liberista - "senza lintervento del privato non si prendono iniziative perché significa che la cosa non serve" - ha penalizzato settori fragili come lambiente, il turismo, la cultura, a causa di una incentivazione insufficiente da parte pubblica sia delle organizzazioni che vi operano sia degli imprenditori. Alcune scelte sbagliate come lampliamento della scuola media per collocarvi la scuola elementare hanno congestionato urbanisticamente zone indadatte per carenza di spazi e di viabiltà ed hanno causato la disincentivazione di unarea urbanisticamente ben avviata come quella degli impianti sportivi. Una diversa collocazione politica con gli enti territoriali superiori, Provincia e Regione, hanno dato luogo ad un isolamento e soprattutto ad una scarsa intraprendenza nei canali di finanziamento di questi enti. Ma sono semplicemente dei nei che non inficiano il giudizio generale. Io penso che questa fase di crescita, in particolare economica, non sia terminata e per gli interessi di Fossato la presenza di Francesco in qualità di sindaco sarebbe stata ancora necessaria. Coloro che verranno vivranno un periodo di ambientamento prima di prendere in mano la situazione e questo potrebbe danneggiare alcuni processi in atto. Per questo unaltra legislatura di Francesco non sarebbe stata unidea sbagliata, ma tantè. Per concludere: non è stato ancora istituito un premio per il migliore sindaco di Fossato, ma se ci fosse, Francesco Monacelli sarebbe stato certamente il candidato maggiormente accreditato. O.G. | FOSSATO DI VICO
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