L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 4 - 22 febbraio 2004

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Pinacoli: un bilancio di fine mandato

A quattro mesi dalla fine del mandato il sindaco traccia un bilancio dell'amministrazione da lui presieduta - Molta amarezza per il dietrofront dell'INAIL sull'ospedale di Branca - Rimaniamo nella ASL con Foligno perché la posizione di Gubbio non è molto chiara -

 

Riccardo Serroni

02rpinacoli.jpg (5345 byte)E’ stato protagonista nell’amministrazione comunale per circa 25 anni, come assessore, come capo dell’opposizione, come vice sindaco ed, infine, come sindaco. Ha attraversato bufere politiche (la rottura a sinistra della giunta Bedini, il ribaltone che portò Di Benedetto alla guida della città, la riconciliazione con i socialisti di Scassellati, lo strappo recente con la Margherita) ed ha affrontato a petto in fuori l’emergenza terremoto prendendosi anche delle responsabilità per accellerare le fasi dell’emergenza e della ricostruzione. Tra quattro mesi, per raggiunti limiti di legge (non è più rieleggibile dopo il doppio mandato) abbandonerà l’attività amministrativa comunale dopo un periodo in cui ha lasciato indubbiamente il segno: "Mi sembra di lasciare una città più grande, più sviluppata, più moderna, più bella, anche grazie alla ricostruzione post terremoto, ed anche più ricca. E, soprattutto, lascio una Gualdo più considerata. Penso che negli anni passati non avevamo un grande credito a Perugia o in altri ambiti. Oggi mi sembra che attraverso la ricostruzione e una politica di immagine che ha funzionato, Gualdo sia tra i comuni più considerati e più stimati".

A quattro mesi dalla scadenza Rolando Pinacoli vuole chiudere questa lunga cavalcata con altri importanti sigilli: "Per quanto riguarda il programma che avevamo previsto all’inizio della legislatura siamo al 90% delle realizzazioni. Rimangono, comunque, questioni importanti che contiamo di concludere nei prossimi mesi". La prima è la Rocca Flea. Dopo aver recuperato tutta la struttura e potenziato il museo con l’ultimo intervento, ci sono da realizzare i percorsi esterni: "Così avremo ultimato il recupero del Colosseo di Gualdo" dice con orgoglio. E a questo si lega un fatto storico "la prima mostra su Matteo da Gualdo, avvenimento culturale di grande rilievo che ci darà grande visibilità, anche perché contemporaneamente ci sarà la mostra sulle opere del Perugino e saranno inevitabili i confronti". Mostra che sigilla, secondo Pinacoli, l’impegno consistente dell’amministrazione da lui guidata a favore della cultura: "In passato era stata un po’ trascurata, ma negli ultimi anni abbiamo recuperato ed oggi Gualdo è una delle città più vivaci dal punto di vista culturale, con un fermento ed un risveglio generale di grande interesse".

Preannuncia imminente anche l’avvio della costruzione della caserma forestale "che insieme alla caserma dei Vigili del Fuoco costituisce una rete di servizi importante" e l’inizio dei lavori per la costruzione di un nuovo centro commerciale oltre la stazione ferroviaria ("Assicurerà circa 80 posti di lavoro, ai quali vanno aggiunti i circa 40 posti del centro commerciale che verrà riaperto presso Tacchi"); due notizie importanti in un contesto in cui l’economia soffre un po’ per la crisi delle attività produttive esistenti.

Sul piano dei servizi è molto soddisfatto della scelta di destinare l’ex carcere al Germoglio ("funziona, vi invito ad andarlo a vedere") ed ora attende l’apertura del centro turistico ricreativo (l’ostello per la gioventù) previsto nella stessa struttura entro il mese di aprile: "Anche questo sarà un bel messaggio perché dimostreremo come il recupero dei disabili, dei più deboli, non è demagogia, non è retorica. Con certe attività, sport ed altro, i ragazzi che vengono seguiti migliorano". Legato all’attività sportiva c’è il recupero della piscina, che verrà inaugurata il 7 marzo: "Sarà una piscina all’avanguardia, la più bella del centro Italia, lo dico senza enfasi".

Sul piano dei servizi c’è tuttavia un intoppo che gli impedirà di celebrare l’ultimo suo atto amministrativo con la posa della prima pietra dell’ospedale di Branca. Il freno imposto dall’INAIL rischia di compromettere il progetto su cui si è impegnato senza riserve negli ultimi anni. E Pinacoli confessa che se l’aspettava: "Dal primo giorno che ho conosciuto il commissario dell’INAIL Mundari e l’architetto Napolitano ho avuto la sensazione che non c’era più interesse a finanziare l’ospedale di Branca". E molti sono gli indizi che secondo il sindaco gli darebbero ragione: "Da tre anni c’è un’indagine, da tre anni si sa che tutto è in mano alla magistratura, da tre anni l’INAIL sapeva che se avevano dei dubbi sulla procedura avrebbero potuto fare subito ricorso all’autority. Perché allora perdere due anni di tempo per scoprire che qualcosa non funziona? Perché il commissario e l’architetto hanno preteso modifiche sostanziali al contratto con la ditta, migliorando le condizioni di favore e di vantaggio per l’INAIL. Quindi le motivazioni che hanno portato alla sospensione sono un pretesto inaccettabile ed offensivo".

L’INAIL quindi non lo farà più? "Spero di sì, perché c’è un contratto firmato con l’impresa che ha già speso 7-8 miliardi e che continua a lavorare perché è convinta che il contratto è valido e ci sarà una bella vertenza sulla quale confidiamo anche noi". Pinacoli, poi, avanza anche un sospetto, che è quasi una speranza: "Ci potrebbe essere l’ipotesi che l’INAIL, il cui commissario è di Forza Italia, ha preso tempo per far passare le elezioni e non dare un vantaggio alle amministrazioni di centro sinistra umbre". Sospetto, naturalmente e niente più, che si appaia ad una convinzione per lui più profonda: "I nemici di questo ospedale non sono solo a Roma, sono anche in Umbria, e non sono pochi". Poniamo come ipotesi che l’INAIL esca di scena, la Regione è obiettivamente in grado di realizzarlo? "Sì. Le possibilità ci sono, ma significherebbe rimettere tutto in discussione. E’ questo che preoccupa, che sconcerta. E questo significherebbe rivedere anche la politica per l’esistenza attuale dei due ospedali. La sanità è in continua evoluzione. Può darsi che fra dieci anni l’ospedale che pensiamo di fare non sarà più idoneo. Quindi non si può perdere tanto tempo e in questo momento l’obiettivo prioritario, l’impegno maggiore bisogna metterlo in campo per salvare gli ospedali di Gualdo e di Gubbio. Non parlerò più dell’ospedale di Branca, parlerò solo dell’ospedale di Gualdo Tadino".

Si allontana anche l’ipotesi di ritornare nella Asl insieme con Gubbio? "Si allontana anche questa ipotesi, anche perché non vedo da parte di Gubbio segnali incoraggianti. Vicenda Liceo, vicenda Esa, vicenda Ospedale ... E’ da tre anni che chiedo di fare un progetto per chiarire quale ospedale vogliamo fare tra Gualdo e Gubbio. Perché non ci siamo mai messi intorno ad un tavolo per chiarire ciò che mette in campo Gualdo e ciò che mette in campo Gubbio? Che fine faranno la chirurgia, la medicina, la pediatria, l’emodinamica di Gualdo? Perché non vogliono parlare di queste cose? Ho il sospetto che vorrebbero un’annessione di Gualdo, non una fusione, con l’obiettivo di trasformarci in un magazzino di scorta. E questo è inaccettabile, non avverrà mai".

Per chiudere una considerazione politica. Nell’ultimo anno Pinacoli ha perso un pezzo della sua maggioranza con lo strappo della Margherita che, alle prossime elezioni, andrà per conto suo considerando ormai irrecuperabile un rapporto con la sinistra. Pinacoli ha da rimproverarsi qualche cosa? "Io credo che la rottura della Margherita sia più dovuta a risentimenti personali che a motivazioni politiche. La cosa non mi preoccupa più di tanto. Chi lascia un treno per salire su un autobus non so quanto faccia meglio. Eppoi mi sembra di vedere che questi dirigenti si stiano spostando a destra e questo atteggiamento credo che sia autolesionista e non stravolgerà il risultato elettorale".

Pensi di aver sbagliato in qualche cosa? "No, perché io ho rotto sulla televisione. Vedevo il rischio che Gualdo TV 23 sarebbe andata in altre mani, non più gestita direttamente da proprietà gualdesi. Ed avevo ragione io, al 100%".

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