L'ECO del Serrasanta

 

N. 3 - 8 febbraio 2004

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Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (72)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Un gennaio freddo quanto basta


E' proprio vero che i mezzi d’informazione esagerano. Questo mese di gennaio, già classificato come "gelido", "polare", "siberiano" è alla resa dei conti e mostra la sua vera natura: quella di un mese quasi nelle medie stagionali. Al contrario di tanta stampa, Con la testa fra le nuvole sdrammatizza: il gran freddo da tanti descritto non c’è stato. Ne volete la prova? Nella nostra città, il mese appena trascorso è stato solo di 0,4°C più freddo del normale. Più basse specialmente le temperature minime (0,3°C, anziché 1°C), quasi nella media le massime (7,5°C). Altalenante l’andamento termico delle decadi: più fredda la prima (3,1°C), di molto più calda la seconda (7,4°C), ben più fredda la terza (0,9°C). Tuttavia, anche nel freddo, non si sono raggiunte punte record: i -7,4°C raggiunti il 25 gennaio non sono, in linea assoluta, un granché. Molto più freddo fece nel 1985 (-20°C), nel 1992 (-16°C) ed anche nel 2001 (-12°C). Nonostante quest’anno potesse veramente passare agli annali come l’anno del gran freddo proprio per il cospicuo riscaldamento della stratosfera (stratwarming) registrato a dicembre, c’è da dire che le correnti gelide polari hanno investito più direttamente altre zone: la costa orientale degli Stati Uniti, dove si sono registrate temperature fino a – 40°C, l’Europa centro-orientale, la Grecia (dove tanta neve non era mai caduta) e soprattutto la Turchia, che non è un paese nuovo ad episodi di gelo, ma mai consistenti come quest’ultimo. L’Italia e, in genere, il Mediterraneo occidentale sono rimasti tagliati fuori dalle rotte del gelo: è il segno più evidente del riscaldamento globale il fatto che le correnti gelide non riescano più a penetrare come una volta nel bacino mediterraneo.

Non è stato neppure un gennaio nevoso: al massimo qualche spruzzata e, al massimo, 15 cm sopra i 1.000 metri. In compenso, le precipitazioni cumulate sono risultate esattamente nella media, anche se – è d’obbligo riconoscerlo – l’anno appena trascorso è stato più arido del normale. E non bastano certo due dita di neve a ricostituire le perdite! Da notare la pressione atmosferica media piuttosto bassa: 1088,7 hPa. Il motivo è semplice: i grandi assenti di questo mese sono stati gli anticicloni, sia quello termico (il siberiano), sia quello dinamico (delle Azzorre), cosa che ha permesso alle perturbazioni atlantiche di scorrazzare indisturbate sopra il nostro paese, portando copiose nevicate sulle Alpi (ma non sugli Appennini!).

E questo anche perché, dopo molti anni, l’indice NAO di quest’inverno risulta negativo.

Pierluigi Gioia

Rilevamenti gennaio 2004

Palazzo

Mancinelli

Media

(1971-1988)

temp. max (°C)

15.5

---

temp. min. (°C)

-7.4

---

media max I decade (°C)

6.8

7.7

media max II decade (°C)

10.9

6.9

media max III decade (°C)

5.1

8.7

media max mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

7.5

(-0.2)

7.7

media min I decade (°C)

-0.7

1.1

media min II decade (°C)

3.9

0.6

media min III decade (°C)

-3.1

1.5

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla norma)

-0.1

(-1.1)

1.0

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla norma)

3.7

(-0.6)

4.3

giorni di gelo (media <0°C)

3

4/6

giorni di pioggia

10

10

giorni di neve

7

nd

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla norma)

107,5

(+14.8)

92,7

max pioggia /24h

22 (17/01)

nd

temporali

1

nd

pressione atm. media (hPa)

1008.7

nd

grandinate

---

nd

giorni con nebbia

0

nd

umidità relativa media

74.9

83

velocità max. vento (km/h)

88,3

nd

direzione prevalente

NE

nd

 

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