L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 3 - 8 febbraio 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito

Affresco del Perugino a Villa Scirca

"L'Eterno Padre ha tratti identici all'affresco di S. Sebastiano a Panicale"

12chiesascirca.jpg (13202 byte)Quel vasto insieme di tecniche, di conoscenze e di oggetti concreti che chiamiamo "arti visive" costituisce materia di studio ben più difficile e complicata di quanto normalmente non si pensi. Già le definizioni più comuni, come quella appena citata, presentano problemi, giacché appaiono tutte per qualche motivo insufficienti o inadeguate. Così come inadeguato risulta anche quel concetto di "immagine" che dovrebbe stare al centro del "linguaggio visivo" ma che, specialmente, nell’epoca in questione, può significare "tutto o nulla" contemporaneamente. Gli ostacoli alla lettura sono notevoli, sia che lo studio abbia carattere storiografico, cioè di ricostruzione dei vari meccanismi evolutivi e causali della storia dell’arte, sia che si soffermi, invece, sull’interpretazione diretta delle opere, intese come testi culturali ricchi di significato.

Nel primo caso si tratta di analizzare i rapporti tra l’arte e le situazioni politiche e sociali del tempo; oppure tra la produzione artistica e il mercato, tra arte e ideologia, tra arte e potere, determinando le relazioni interne e di reciproca influenza tra gli artisti, sulla base degli stili creati, dei temi trattati, degli schemi compositivi posti in essere, in ogni caso si tratta di decifrare l’opera con il sistema di segni e di simboli. Il problema dell’arte e della sua storia è il resoconto di un’attività in continua ed incalzante mutazione, al punto che per essa, anche quando si faccia riferimento ad un periodo breve e circoscritto, non si possono stabilire parametri costanti. Ancor meno lo si può fare se l’argomento,(è il nostro caso), spazia attraverso i secoli e le aree geografiche, offrendosi come territorio complessivo della produzione.

Il santuario mariano di Scirca, di stile romanico, arricchito di pregevolissimi affreschi è un gioiello d’arte che testimonia la fede dei padri e la meravigliosa fioritura artistica della scuola umbra. La delicatezza dei colori, la dolcezza dei visi, la morbida ricchezza dei panneggiamenti, l’accuratezza e la precisione di ogni minimo particolare, pongono questi affreschi tra i migliori della zona. Di tale avviso è anche Mariano Guardabassi nella redazione dell’indice guida: "Monumenti pagani e cristiani nella provincia dell’Umbria", edizione di Perugia 1872 - che cita: "Chiesa di Santa Maria della Scirca a tre chilometri dal Paese (Sigillo) - La chiesa è interamente affrescata". Sopra l’altare maggiore (la chiesa ha un unico altare), si erge un "retabulum" a colonne e bella trabeazione, su cui il Perugino ha affrescato l’Eterno Padre in atto di incoronare Maria SS.ma Assunta in cielo.

Vicino alla Chiesa di Scirca, sull’omonimo fiume, c'è una cartiera che era in attività anche al tempo dei duchi d’Urbino, al tempo stesso sappiamo quanto il Perugino fosse stimato dai duchi d’Urbino. Scirca è lungo la consolare Flaminia per il Passo del Furlo.

Giuseppe Pellegrini

SIGILLO

13sigillo.jpg (10639 byte)

 

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito