L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 3 - 8 febbraio 2004

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Il pannello di Chiara De Megni

in via Storelli

08pandemegni.jpg (17587 byte)In occasione della festa del patrono Beato Angelo è stata inaugurato il pannello in maiolica policroma, realizzato da Chiara De Megni nel quadro del progetto di arredo urbano promosso dal Comune di Gualdo Tadino e dal Centro Ceramica Umbra, che fa bella mostra di sé nel vano di un portale del palazzo in via Franco Storelli che nel 1500 era l'abitazione della famiglia di Castore Durante.

Claudio Carini, presidente del Centro Ceramica, il sindaco Pinacoli, Chiara De Megni, mons. Sergio Goretti e il prof. Mario Becchetti

E' il quinto manufatto realizzato nel quadro del progetto di arredo urbano destinato a caratterizzare il legame fra la città e la produzione della ceramica. Torniamo sull'argomento, del quale nel nostro numero precedente si è data notizia solo sommariamente, per esigenze di spazio.

Il pannello realizzato da Chiara De Megni, giovane artista gualdese che si era aggiudicata il bando promosso per la realizzazione del pannello, riproduce l’immagine del patrono Beato Angelo opera di Ulisse Rubistini, che si trova nell’abside della Basilica cattedrale di San Benedetto.

E' toccato al vescovo diocesano, mons. Sergio Goretti, togliere il drappo che copriva il pannello alla presenza di alcuni membri della commissione giudicatrice, del sindaco Rolando Pinacoli e del presidente del centro ceramica Claudio Carini.

Non è la prima volta che viene raffigurato il Beato Angelo in questi pannelli; l’altro presentato a ridosso di Natale e realizzato da Angelo Carini "Cinquantuno" rappresenta il Santo patrono in estasi davanti alla Madonna e San Michele arcangelo. Una scelta, come ha sottolineato Carini, presidente del Centro Ceramica Umbra, che vuole rimarcare anche la devozione e l’amore che i ceramisti gualdesi hanno nei confronti del Beato Angelo.

E' toccato poi al professor Enzo Storelli, storico locale esperto di ceramica nonché ispettore onorario della Sovrintendenza ai beni architettonici e culturali per Gualdo Tadino, commentare il valore ed il significato di questa iniziativa.


GUALDO TADINO

 

Valori e significati del pannello in onore del Beato Angelo

Valori e significati del pannello in onore del Beato Angelo

Quinto della serie di pannelli in ceramica che stanno prendendo posto nella antiche porte della città, è il "Beato Angelo", che ha visto l’inaugurazione in occasione della sua festività. Un’immagine, quella del Beato, che non doveva mancare tra quelle con riferimento storico prescelte, e che si accompagna alla sua presenza iconografica nella maiolica di Santa Maria, realizzata da Angelo Carini. Il soggetto è, questa volta, tratto dalla teoria dei Santi della terra di Gualdo con cui il pittore Ulisse Ribustini (Civitanova Marche 1852 - Perugia 1944 ) ornò l’abside della cattedrale di San Benedetto nel contesto di un lavoro che in più momenti qui lo occupò dal 1907 al 1924. Una coincidenza da annotare questa traduzione in maiolica di un suo dipinto con la mostra retrospettiva che all’artista dedica il Comune di Perugia, con apertura imminente.

Autrice della maiolica è questa volta la giovane concittadina Chiara De Megni, approdata alla ceramica dopo gli studi compiuti presso l’Istituto d’Arte di Gubbio e l’Accademia di Belle Arti di Perugia. Gli inizi della De Megni nel campo della ceramica fanno ben presagire, siamo lieti di ciò perché questo importantissimo settore dell’economia gualdese ha imprescindibile bisogno di buoni decoratori. Ci complimentiamo sinceramente con lei per quanto oggi offre alla nostra vista e per la volontà di mettere a frutto della pratica ceramica la propria formazione artistica.

Abbiamo visto Chiara non risparmiarsi nel tradurre il testo del Ribustini con la necessaria aderenza all’originale. Si valuta il merito anche nella fatica dell’operare. E’, per altro, ovvia la partecipazione personale, emotiva, che simili operazioni, ormai da tempo note alla tradizione ceramica gualdese, comportano. Quanto al sito scelto, direi che la struttura slanciata dell’arco utilizzato, si accorda perfettamente con la figura eretta, ispirata del soggetto, teso a protezione della terra che gli dette i natali. Si attua in questo modo l’abbellimento della città, si accresce la ceramica artistica pubblica, con una significativa irradiazione di valori culturali, civici, religiosi.

Goethe asseriva che per comprendere l’arte si deve andare nella terra dell’arte, l’Italia. Trasformato il concetto nella nostra realtà, direi che chi vuole comprendere Gualdo deve osservarlo nella sua più rinomata espressione: quella di antico centro ceramico. Ecco perché questi inserti in maiolica nelle vie dell’abitato storico sono importanti, per i gualdesi stessi e per quanti visitano Gualdo Tadino.

Nel contesto iconografico di questa operazione hanno sinora trovato posto figure emblematiche della pratica ceramica del luogo, fatti di storia patria, artisti, santi. Si continuerà su una linea che ha anche valore didattico, rievocativo del passato della città, sino a che l’iterazione in maiolica, l’imitazione di determinati modelli cara alla tradizione ceramica gualdese potrà lasciare spazio, alternarsi con opere calate nella contemporaneità artistica, nelle sue espressioni figurative.

Parlo di arte nativa, nutrita di intuizioni personali, sorgive. Potranno continuare le tracce di imprestiti dal passato, ma, a testimonianza che i nostri ceramisti vogliano anche andare oltre la copia di esemplari d’autore, dovrà subentrare il fare, l’essere per proprio conto.

Rallegriamoci, intanto, per il proseguimento di questa volontà da parte del Comune e del Centro Ceramica, per quanto Chiara De Megni ha realizzato con palese impegno e talento, di onore della sua città e del suo amatissimo protettore.

Enzo Storelli

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