L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 3 - 8 febbraio 2004

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La realtà del Museo dell'Emigrazione

05museo.jpg (12359 byte)Lo scorso 29 novembre è stato inaugurato nella magnifica sede del Palazzo del Podestà il primo Museo regionale in Italia dedicato all’emigrazione all’estero. Un grande vanto per la città di Gualdo Tadino: il museo ha il pregio infatti di essere stato allestito in maniera assolutamente innovativa. Dopo il museo del cinema di Torino, è l’unico altro museo permanente in Italia realizzato con la tecnica delle videoproiezioni: il visitatore viene coinvolto all’interno di un percorso che racconta dell’arrivo nei paesi di accoglienza, dei lavori svolti, dell’organizzazione del viaggio, dei rapporti con la patria. Si parla soprattutto del lavoro nelle miniere, punto focale per gli emigrati di origine umbra, che sia in Europa che negli Stati Uniti, hanno svolto il faticoso mestiere del minatore.

Il museo è stato concepito per dialogare con la comunità e la città, con la regione e con le istituzioni nazionali e internazionali, è stato pensato non solo come luogo di informazione, ma anche come contenitore di quesiti, come contesto cioè in cui si sviluppa un’attività di ricerca continuamente in divenire.

Il progetto, per l’alto valore culturale ed etico, ha ricevuto il Patrocinio del Ministero Italiani nel Mondo, della Regione dell’Umbria e della Provincia di Perugia.

Al centro di questa grande operazione culturale, la volontà di riappropriarsi delle proprie radici per capire la tradizione, lo stile di vita, la memoria storica di tanti nostri connazionali costretti dagli eventi, con sacrifici e sofferenze, ad abbandonare la propria terra "per guadagnarsi il pane". Si tratta di storie di uomini e donne, che hanno un nome e un volto, siamo lontani dalla storia istituzionale dei libri: storie che raccontano l’avventura della scoperta di nuovi mondi, il dolore per lo sradicamento dalla propria terra, storie di conquiste e di fallimenti, storie d’orgoglio per chi è partito da zero, sul braccio solo un fagotto o una valigia di cartone.

Sono queste storie però, fatte di antieroi, dalla gente comune, che danno alle statistiche e ai grafici il sapore della scoperta del passato come patrimonio di vita.

Un importante sezione del museo è dedicata all’emigrazione femminile: le donne emigrano per ricongiungersi ai loro uomini, per rinsaldare i vincoli familiari e sociali; ma anche sotto la spinta di un bisogno di affermazione personale,di rottura con vecchi schemi patriarcali e di subordinazione femminile, specialmente quando a partire per esempio sono le più giovani e scolarizzate. Un esempio per tutti è il mestiere di balia, le donne venivano accolte presso le famiglie più abbienti per allattare i loro figli e per crescerli; godevano di particolari attenzioni, erano tenute lontane dai lavori pesanti e faticosi, erano spesso vestite con dei bei indumenti, ma la nostalgia e la tristezza per la mancanza del proprio paese, per il distaccamento dalla propria famiglia era lacerante.

Il Museo Regionale dell’Emigrazione ha il pregio di rilevare tracce e testimonianze di un passato duro e denso di vicissitudini umane e sociali, e di conservarle in un quadro ragionato ed ordinato secondo scelte di valori che coinvolgono persone e famiglie, la storia di grandi e piccole comunità. Allo stesso tempo il museo si assume l’impegno di sollecitare attenzione a questo grande fenomeno, oramai strutturale, della mobilità umana, nell’intento di partecipare all’impegno civile, organizzativo e sociale, per capire e favorire accoglienza alle persone migranti ancora oggi. E’ difficile non cogliere le somiglianze tra le navi di Lazzaro, che portavano gli italiani nel Nuovo Mondo e le carrette del mare che portano, o tentano di portare, folle di clandestini sulle nostre coste.

Il museo è anche il luogo deputato allo svolgimento dei laboratori didattici per le scuole di ogni ordine e grado. Agli studenti infatti viene data l’opportunità, oltre alla visita guidata del museo, di usufruire anche del laboratorio didattico all’interno di un modulo di una mattina, con percorsi di approfondimento su tematiche specifiche, oppure di aderire al piano formativo annuale che prevede invece lo svolgimento di una serie di ricerche sul tema durante l’anno scolatico.

E’ possibile visitare il museo da martedì a domenica nei seguenti orari: dalle10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.30. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.emigrazione.it , oppure telefonare allo 0759142445.

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