L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 3 - 8 febbraio 2004 | |||||
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La realtà del Museo dell'Emigrazione
Il museo è stato concepito per dialogare con la comunità e la città, con la regione e con le istituzioni nazionali e internazionali, è stato pensato non solo come luogo di informazione, ma anche come contenitore di quesiti, come contesto cioè in cui si sviluppa unattività di ricerca continuamente in divenire. Il progetto, per lalto valore culturale ed etico, ha ricevuto il Patrocinio del Ministero Italiani nel Mondo, della Regione dellUmbria e della Provincia di Perugia. Al centro di questa grande operazione culturale, la volontà di riappropriarsi delle proprie radici per capire la tradizione, lo stile di vita, la memoria storica di tanti nostri connazionali costretti dagli eventi, con sacrifici e sofferenze, ad abbandonare la propria terra "per guadagnarsi il pane". Si tratta di storie di uomini e donne, che hanno un nome e un volto, siamo lontani dalla storia istituzionale dei libri: storie che raccontano lavventura della scoperta di nuovi mondi, il dolore per lo sradicamento dalla propria terra, storie di conquiste e di fallimenti, storie dorgoglio per chi è partito da zero, sul braccio solo un fagotto o una valigia di cartone. Sono queste storie però, fatte di antieroi, dalla gente comune, che danno alle statistiche e ai grafici il sapore della scoperta del passato come patrimonio di vita. Un importante sezione del museo è dedicata allemigrazione femminile: le donne emigrano per ricongiungersi ai loro uomini, per rinsaldare i vincoli familiari e sociali; ma anche sotto la spinta di un bisogno di affermazione personale,di rottura con vecchi schemi patriarcali e di subordinazione femminile, specialmente quando a partire per esempio sono le più giovani e scolarizzate. Un esempio per tutti è il mestiere di balia, le donne venivano accolte presso le famiglie più abbienti per allattare i loro figli e per crescerli; godevano di particolari attenzioni, erano tenute lontane dai lavori pesanti e faticosi, erano spesso vestite con dei bei indumenti, ma la nostalgia e la tristezza per la mancanza del proprio paese, per il distaccamento dalla propria famiglia era lacerante. Il Museo Regionale dellEmigrazione ha il pregio di rilevare tracce e testimonianze di un passato duro e denso di vicissitudini umane e sociali, e di conservarle in un quadro ragionato ed ordinato secondo scelte di valori che coinvolgono persone e famiglie, la storia di grandi e piccole comunità. Allo stesso tempo il museo si assume limpegno di sollecitare attenzione a questo grande fenomeno, oramai strutturale, della mobilità umana, nellintento di partecipare allimpegno civile, organizzativo e sociale, per capire e favorire accoglienza alle persone migranti ancora oggi. E difficile non cogliere le somiglianze tra le navi di Lazzaro, che portavano gli italiani nel Nuovo Mondo e le carrette del mare che portano, o tentano di portare, folle di clandestini sulle nostre coste. Il museo è anche il luogo deputato allo svolgimento dei laboratori didattici per le scuole di ogni ordine e grado. Agli studenti infatti viene data lopportunità, oltre alla visita guidata del museo, di usufruire anche del laboratorio didattico allinterno di un modulo di una mattina, con percorsi di approfondimento su tematiche specifiche, oppure di aderire al piano formativo annuale che prevede invece lo svolgimento di una serie di ricerche sul tema durante lanno scolatico. E possibile visitare il museo da martedì a domenica nei seguenti orari: dalle10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.30. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.emigrazione.it , oppure telefonare allo 0759142445. | ATTUALITA' | |||||
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