L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 3 - 8 febbraio 2004 | |||||
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Gualdo Tadino merita un museo archeologico Intervista a Mariangela Testa, archeologa, attualmente massima esperta dei preziosi reperti preromani estratti dallarea di Col dei Mori, che giacciono in uno scantinato in attesa di essere restaurati e, soprattutto, esposti al pubblico - e perché non a Gualdo?
Dove si trova, oggi, il materiale finora ritrovato a Colle dei Mori?
Inizialmente? Perché? Dove finirono in seguito? In parte, in piccola parte, restarono a Villa Giulia, dove ancor oggi si trova una raccolta di essi. Il resto finì nei magazzini della Sovrintendenza ai Beni culturali di Spoleto. E per quale motivo? A Spoleto sono finiti perché, quando fu creata la sovrintendenza umbra ai Beni culturali, i materiali archeologici furono assegnati, per pertinenza, allUmbria e finirono a Spoleto. Quanto è consistente questa raccolta di materiali?
La conservazione non è quindi ottimale ... Certo, tutti i materiali sono conservati in ununica stanza, in un sotterraneo. Non che si rovinino, ma, certo, così non servono Faccio un esempio: in alcune tombe, insieme alle fibule, sono stati ritrovati frammenti di tessuto: studiarne la composizione, significa scoprire molte cose sugli antichi umbri. Ma di molti reperti, a parte il numero dinventario, non si sa proprio nulla. Cè un mondo da scoprire in quelle casse ammonticchiate negli scaffali di quello scantinato. E poi, se qualcosa è stato restaurato - alcune cose le ho restaurate io stessa per procedere allo studio dei materiali - va detto che molti dei vasi sono ancora a pezzi: vanno quindi ricomposti e riportati a tutto il loro splendore. Certo, il lavoro sarà davvero molto lungo. Tutto questo materiale basterebbe a fare un museo? Come dicevo, basterebbe per due. Basterebbe per il museo a Gualdo ed anche per un altro allestimento, qui o a Perugia, senza poi contare il materiale che, in ogni caso, è sempre esposto o conservato a Villa Giulia. Ma la Sovrintendenza sarebbe disposta a concedere a Gualdo Tadino i materiali per un museo? Certo che è disposta e lo ha ripetuto più volte. Bisogna pensare che Gualdo Tadino è una delle località più amate dagli archeologi: Col dei Mori è sicuramente il più importante scavo archeologico di età preromana dellItalia centrale. La città merita sicuramente un museo: e questo è la Sovrintendenza per primo a dirlo. Un museo, ma a quali condizioni? Si richiederebbe un locale idoneo, dotato di sistema dallarme, per non ripetere quanto è avvenuto a Foligno. Inoltre, la disponibilità a cercare i fondi per il restauro della raccolta. Il costo è non indifferente, ma si potrebbero trovare delle alternative: ad esempio, organizzare stage di restauro per scuole o istituti di restauro sotto la supervisione della Sovrintendenza potrebbe far diminuire i costi. Inoltre, non bisognerebbe fare il solito museo di vecchia concezione, ma cercare di ripetere quanto, ad esempio, è stato fatto a Colfiorito: un museo vivo, in cui i materiali vengono esposti non in bacheche di vetro, ma disposti a ricreare delle ambientazioni, per mostrare ai visitatori (specie ai ragazzi delle scuole) quale fosse la vita a quel tempo. Quali altre iniziative andrebbero intraprese? Prima di tutto sensibilizzare lopinione pubblica in ogni modo, perché se non è la città a chiederlo, il museo Gualdo non lavrà mai. Unaltra cosa da fare, a mio modesto avviso, è rivolgere lattenzione verso i diari di scavo di Enrico Stefani: precisissimi, con disegni accurati che mostrano con esattezza la posizione dei reperti, il loro orientamento, eventuali particolarità del corredo e dei reperti scavati. Sono, a mio parere, preziosi quanto i reperti che descrivono. Il totale dei carteggi ammonta ad oltre 5.000 fogli: alla Biblioteca Vaticana li conservano e basta, mentre sarebbe opportuno pubblicarli. Molte volte la Sovrintendenza li ha richiesti, ma ancora, quei diari, sono là. Pubblicarli sarebbe la ciliegina sulla torta! | PRIMO PIANO
I preziosi reperti archeologici di Col dei Mori cercano ancora una decorosa sistemazione | |||||
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