L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 2 - 25 gennaio 2004 | |||||
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SAN PELLEGRINO E IL MILLENNIO L'inganno Gli uomini della notte, dopo avere eletto il Capo e protetti dal rumore delle cinque cannelle del pubblico lavatoio, prendevano decisioni secondarie ma ugualmente importanti. A chi dovevano sottrarre lo sterzetto, le funi e le scale? Attrezzi indispensabili senza i quali sarebbe stato impossibile il trasporto e l' innalzamento delle due piante. Un furto d' uso, diremmo oggi. Ai giorni nostri, tempi di vacche grasse, di grandeur, vi è un Associazione che possiede più sterzetti, diverse ruote di scorta, decine di funi di varia grandezza alcune delle quali fatte costruire da un cantiere navale dell' Adriatico, scale rinforzate, asce con il manico scolpito con l' immagine del pellegrino, pale, ecc.ecc. Allora, però, si possedeva soltanto il sacco di canapa adattato a casacca, un maglione sbrindellato, un paio di pantalonacci e gli zoccaroni ai piedi. I vestiti da lavoro erano stati messi da parte perché, quella notte, si rischiava di rovinarli. I vestiti "buoni" (si fa per dire ...) sarebbero stati indossati il giorno dopo, il primo di maggio, nella Messa solenne e sulla piazza con tantissima gente intenta ad ammirare festosa il grande "maggio". Il paese e la pianura erano abitati da famiglie patriarcali di coloni e mezzadri composte da venti, trenta e più persone. Ognuna di queste famiglie aveva, quasi sempre, diverse ragazze da maritare. E questo era un particolare che interessava moltissimo gli uomini della notte. Sceglievano un ragazzo, possibilmente bello e simpatico, da inviare nella casa colonica, bersaglio del prelievo. Insomma si trattava di collocare una quinta colonna nella casa da colpire. Perché questo rituale era necessario? Perché, è risaputo, è notorio ed è a conoscenza di tutti che i contadini di allora avevano il cervello fino e non si facevano abbindolare facilmente. La previdenza era una delle loro doti più grandi. Infatti, nella immediatezza del 30 di aprile, conoscendo benissimo il rituale della Festa del Pioppo, tutte le colonie della valle nascondevano quegli attrezzi. Il ragazzo doveva farsi rivelare quel nascondiglio dalla bella corteggiata, al fine di consentire ai maggiaioli di andare a colpo sicuro e di non perdere tempo prezioso. Solo nel caso, molto frequente, che nel folto branco dei maggiaioli si trovassero uno o due ragazzi di quella colonìa prescelta, tale problema non sarebbe sorto. Infatti, era tanta la passione e la gioia di partecipare alla celebrazione della festa del maggio, che essi rivelavano spontaneamente le coordinate di quel sito segreto, salvo poi a subirne la conseguenze in famiglia. Ma, questo poco importava. Negli anni che partono dal 1895 e per quattro o cinque anni circa, fu scelto un ragazzo sprannominato "gelsomino" da destinare al corteggiamento delle belle. A lui furono consegnati abiti eleganti, "... scarpe basse nere con calzini, un fazzoletto a punti rossi, una camicia bianca, una cravatta a fiori, una mutanda corta, pantaloni grigi a righe e ... cipria e brillantina in quantità ...". Abiti sicuramente di seconda o terza mano, lavati, stirati e rimessi a posto dalle pazienti mani di quelle brave casalinghe. Ma, prima d' indossare "quel ben di Dio", il consegnatario doveva farsi un bagno "... nudo in tinozza grande e con sapone compro ... e risciacquo con acqua di rose o di erba della Madonna ..." Insomma, "gelsomino" doveva andare a colpo sicuro. Non poteva permettersi di puzzare in alcun modo, anche per tener fede al suo soprannome, e siccome gli erano state dettate e imposte quelle condizioni, una specie di commissione di controllo lo avrebbe passato in rivista. Anzi, più che passarlo in rivista, lo avrebbe annusato. "Gelsomino", così agghindato, stirato e profumato, funzionò egregiamente per quattro anni di fila durante i quali dovette, per forza di cose, rivolgere le sue attenzioni a quattro ragazze diverse. Al quinto anno, tutte le fanciulle dei dintorni si allertarono (a quel tempo nulla sfuggiva in un piccolo paese ...) e quando si presentò per la quinta volta alla quinta ragazza, gli fecero un bel passamano e lo rimandarono a casa "... graffiato sul di dietro e senza mutanda ...". Luigi Gaudenzi | FRAZIONI
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