L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 2 - 25 gennaio 2004

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DA SAN PELLEGRINO

Una lettera aperta a varie autorità ed ai mezzi d'informazione

06torresanp.jpg (7974 byte)Siamo un popolo civile? C’è da dubitarlo.

Qui, a San Pellegrino, a Gualdo e non solo, siamo tutti in attesa del millennio del nostro Santo e della tradizio-ne, altrettanto millenaria, della Festa del "maggio", su-blimazione del bastone fiorito del pellegrino.

La vecchia torre

Tutti si sono adoperati: la popolazione di San Pellegrino con le sue forze quantitativamente molto limitate; l‘Am-ministrazione del nostro Comune con aiuti sostanziosi, presenti e futuri; la Sopraintendenza ai Beni Arch. i cui funzionari sono stati, e saranno, spalla a spalla con noi, attenti, sensibili e disponibili agli aiuti per quanto è possibile; la Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia in persona del suo Presidente che ringrazieremo per altra via; gli Sposi che hanno ceduto in denaro tutti i regali a loro destinati; il quindicinale "L' Eco del Serrasanta" che ci ha dedicato pagine intere; la RAI Regionale, Gualdo TV 23 e TRG di Gubbio che ci hanno gratificato della loro presenza trasmettendo servizi bellissimi, le Ditte, le Associazioni e tantissimi privati cittadini.

Tutti, diciamo tutti, hanno contribuito e contribuiranno per vestire a Festa il nostro Millennio. Tutti meno uno. Non vogliamo sapere il suo nome, non ci interessa, per il momento.

Ci preoccupa, invece, ci umilia e ci rattrista moltissimo lo stato di degrado dell’Acropoli di San Pellegrino, dove quei fatti di mille anni fa sono avvenuti. Un' Acropoli di proprietà privata.

La cosiddetta "fattoria", che non era altro che il palazzo, sia pure grottescamente modificato, di Ermanno dei Coccorano, con il tetto sfondato ed i tre piani travolti e crollati sino alle cantine (che ci sta a fare quella impalcatura e relativa gru, arrugginite e pericolanti anche loro, piazzate da ben 12-14 anni, tra l‘altro su parte della pubblica strada?) ; la porta Campignole ed il Ridotto delle Guardie semiscomparsi e pericolanti; le Case magazzino della Comunità di Castro Contranense con le loro preziose finestre trecentesche ad arco gotico ridotte ad un cumulo di macerie.

Il tetto ed il muro dell’arco trecentesco sono parzialmente crollati, creando un’ulteriore situazione di pericolo sulla via pubblica; la Casa gentilizia anch’essa con il tetto parzialmente crollato, le cui mura sono sorrette da puntelli, ormai quasi marciti, sistemati dai Vigili del Fuoco.

La Torre, la grande Torre messa in sicurezza grazie agli organi dello Stato, si trova lì, abbandonata, inutilizzata, covo perenne delle serpi e dei gatti selvatici in attesa, magari, che ricominci il suo degrado.

Il suo giardino, da cui si gode una vista impareggiabile sulla città di Gualdo, sugli Appennini e sulla pianura, invaso da rottami, rovaie ed alberi caduti tra i quali sopravvivono miracolosamente alcuni giganteschi ulivi ultracentenari.

Un centro, un complesso storico ultramillenario, di valore culturale e bellezza immensi, lasciato marcire sotto i nostri occhi, qui a San Pellegrino, proprio dentro il paese! In una zona compresa tra Gualdo Tadino e Gubbio dove si ha il culto ed il rispetto profondo di queste cose.

In una Regione ricchissima di questi tesori, dove si ha il vanto e l’orgoglio di possedere testimonianze di un passato di altissima caratura.

Ma, forse, qui a San Pellegrino, ci sono dei buoni motivi per privare la nostra comunità, giorno dopo giorno, dello splendore del suo passato. Motivi che noi non conosciamo, magari in armonia con la coscienza e con la legge.

Sarebbe bene, però, che qualcuno ce li spiegasse questi buoni motivi.

(In ordine alfabetico)

Mario Farneti

Luigi Gaudenzi

Ugo Giacometti

Nazzareno Gubbiotti

Nazzareno Mendichi

Giuseppe Serafini

LA POSTA

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