L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 2 - 25 gennaio 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito

Quando il Comune di Gualdo Tadino voleva vendere il Polittico dell'Alunno

 

Una notizia tratta dalle vicende di Paolo Rubboli

01politt1471.jpg (19557 byte)Nell’articolo su Paolo Rubboli pubblicato da L’ECO del 21 dicembre, abbiamo visto come egli giunse a Gualdo Tadino nel 1875 e non nel 1873, e lavorava come "esperto di muffola e cocciaio" nella fabbrica di Galli Marcello Dunn che aveva aperto, dal 15 aprile 1875 nell'ex convento di S. Francesco una "fabbrica di maioliche e porcellane artistiche".

Il Comune di Gualdo Tadino aveva acquistato dal demanio intorno al 1866, per £. 3.011 l’ex convento di S. Francesco ridotto in maniera deplorevole per la sua vetustà decise di restaurarlo, ma non avendo disponibilità economiche per eseguire i lavori, nella seduta consiliare del 21 aprile 1876, (quando Paolo Rubboli era già da un anno circa risiedeva a Gualdo Tadino), il consigliere avv. Farabi propose di vendere il polittico di Nicolò di Liberatore detto l’Alunno per restaurare l’ex convento e realizzarvi le scuole ed alcuni negozi.

Dal verbale di Giunta del 23 aprile 1876, apprendiamo che il consigliere Ugo Guerrieri faceva presente che il mediatore di antichità Paolo Rubboli "... s’incaricherebbe di rendere avvisati i cultori di belle arti portando a loro cognizione la volontà del comune di vendere il detto quadro; ... Esso opina che il Comune lo incaricasse di essere mediatore della vendita, e per far ciò lo si dovrebbe munire di una lettera colla quale s’incarica di rinvenire oblatori per la compera del detto quadro ...". Ugo Guerrieri proponeva di concedere al sig. Paolo Rubboli un compenso per la transazione da corrispondere solo se l’acquirente sarà stato presentato da lui; la Giunta stabiliva che il compenso a titolo di mediazione dovesse essere di lire 1.000, "però se la vendita ha luogo in persona di altro soggetto che non abbia aperto le trattative col detto Rubboli, nulla sarà dovuto al medesimo". Dopo l'approvazione dell’atto il sindaco Mattioli inviava una lettera che "... autorizza il sig. Paolo Rubboli, attualmente dimorante in questa città, a servire da mediatore per la vendita del dipinto di M° Niccolò di Liberatore d.° l’Alunno ...".

Fortunatamente l’Amministrazione Provinciale informata della vicenda, comunicò al sindaco che egli era il custode del polittico, che non era di proprietà comunale e che non poteva quindi alienarlo, per cui il sindaco scrisse il 3 giugno 1876, al Rubboli che "avendo il capo dell’amministrazione provinciale inibito al comune di Gualdo di vendere la tavola dell’Alunno ... le pratiche per la vendita del dipinto non possono avere altrimenti luogo ...".

Evidentemente il nostro Paolo Rubboli aveva già iniziato l’incombenza di mediatore, incorrendo in alcune spese, visto che il 7 giugno rispondeva al sindaco "... poiché, fiducioso come io sono della lealtà di codesto onorevole municipio, avevo già da parecchi giorni, intrappreso le opportune pratiche per la vendita del quadro con mio grave dispendio. La S.V. può ben figurarsi, che la mia condizione non è troppo lieta, e che qualunque perdita, anche tenue, nell’esercizio dell’arte mia, mi sarebbe di specialissimo danno. Però non posso né debbo astenermi dall’esporre alla S.V. che le spese sostenute per l’intrappreso contratto mi sono state assai gravi; e per questa ragione io ne chiedo al comune il rimborso ...".

Da questi documenti si evince che il Rubboli viene accreditato anche come mediatore di antichità, e che le sue condizioni economiche non erano molto floride poiché egli era solo operaio in quella fabbrica che solo più tardi diventerà di sua proprietà. Era costume che chi operava nel settore della maiolica artistica si intendesse di arte e che del traffico di opere artistiche ne facesse quasi una seconda occupazione tanto che anche Giuseppe Discepoli e Temistocle Vecchi praticavano questa seconda attività e gli e ne derivarono problemi con la giustizia.

Mario Becchetti

GUALDESITA'

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito