L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 2 - 25 gennaio 2004 | |||||
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GIOCHI DE LE PORTE Intervento di Giancarlo Franchi
"Quel papa non doveva essere nominato Niccolò, tanto valeva chiamarlo Facondino" Quando chi dava notizie sulla sfilata di San Facondino ha annunciato l'ingresso sulla piazza del pontefice Niccolò V, ho avuto un sussulto e la sensazione espressa subitamente al mio vicino di gradinata, che quel personaggio entrasse nel periodo storico della sfilata come i cavoli a merenda. La sensazione non era più tale da quando ho cercato la documentazione al riguardo. Come si sente dire spesso dagli astanti quel personaggio era "fuori epoca". Domanda pertinente dal momento che di costui nessuna notizia ci è stata data neanche dalla persona che commentava la sfilata. Quell'imponente Niccolò di casa Sancto Facondino è passato tra gli applausi della gente, attratta dalle bellezza e dalla ricchezza dei costumi che anche i personaggi di contorno indossavano. Un quadro questo che ha meritato il premio della giuria, composta peraltro da competenti della storia antica, che non hanno badato ai tempi di collocazione storica della rievocazione gualdese. Nonostante tutto il dubbio era più forte dell'interesse che in quel momento avrei dovuto avere. Così, dopo aver consultato l'enciclopedia dell'UTET, ho appreso che esistono due Niccolò, seguiti entrambi dal numerale V. Il primo per anzianità e per nome di battesimo, è un personaggio sui generis, un antipapa. Il suo nome è Primo Rainalducci di Corsara (L'Aquila). Nel 1310 circa fu frate minore, famoso per le sue predicazioni che teneva nel convento di Aracoeli a Roma. Venne eletto, il 12 maggio 1328, pontefice dal parlamento del popolo romano su proposta di Ludovico il Bavaro, dopo aver deposto Giovanni XXII come reo di eresia e di lesa maestà. Ebbe vita difficile e le sue difficoltà incominciarono quando Ludovico nel dicembre dell'anno 1329 lasciò Roma e così l'antipapa, che non era stato preso sul serio da nessuno, dovette rifugiarsi presso il conte Bonifacio di Donoratico. Convinto da quest'ultimo a sottomettersi alla Chiesa, non venne condannato a morte ma rinchiuso in prigione dove il frate mori poco dopo. L'altro Niccolò V, alias Tommaso Parentucelli era nato a Sarzana il 15 novembre 1397. Giovò molto alla sua carriera ecclesiastica l'amicizia con il cardinale Albergati. Divenne vescovo di Bologna nel 1444; fu eletto cardinale nel 1446 e il 6 marzo 1447 fu nominato successore di Eugenio IV. Il suo pontificato durò sino all'anno 1455. Fu un capace mediatore per ricucire lo strappo dello scisma di Basilea. Celebrò in Roma il Giubileo nel 1450 ed incoronò (fu l'ultima cerimonia romana del genere) l'imperatore Federico III il 19 marzo 1452. Il suo pontificato ha segnato il trionfo dell'umanesimo in Roma. Restaurò edifici civili ed ecclesiastici, costruì un nuovo palazzo vaticano, decise l'abbattimento della vecchia basilica di S. Pietro per costruirne una nuova, fece affrescare dall'Angelico la cappella di San Lorenzo in Vaticano. Protesse ed impiegò alla sua corte, con grande larghezza di spirito, gli umanisti più insigni: Poggio Bracciolini, Valla, Filelio, Marsuppini. Creò la Biblioteca Vaticana. Durante il suo pontificato recandosi da Fabriano ad Assisi sostò la notte del 14 novembre 1447 nella nostra città per poi proseguire per Roma. In una successiva circostanza, dopo essere fuggito da Roma ove era scoppiata una terribile pestilenza, passando per le nostre terre, dovendosi recare a Fabriano, assegnò a Gualdo la qualifica di Terra Murata. Ora sappiamo tutto sui Niccolò, due personaggi che appartengono al periodo in cui di lì a poco finirà il Medioevo, periodo che come spesso dice l'on. Di Pietro "non ci azzecca". La rievocazione storica, al di là del fatto che Gualdo correva il Palio già nel XIV secolo, è ancorata agli statuti gualdesi approvati dal cardinale Antonio Ciocchi del Monte con decreto del 3 settembre 1525. Siamo in pieno Rinascimento che tutti sanno va dalla scoperta dell'America (1492) a tutto il XVI secolo, periodo che segna la fioritura di una civiltà nuova nel costume, nelle lettere e nelle arti. La scelta del pontefice è stata senza dubbio felice. Ma la scelta di Niccolò V ha mandato i Giochi a ritroso di alcuni lustri. Che dire? L'attinenza al periodo storico è troppo importante se nell'animo dei Portatoli c'è veramente la volontà di documentarsi a dovere per intervenire sui vestiti dei personaggi, avere dimestichezza con gli usi e costumi del tempo, fare cultura tra la gente e nella redazione dei bandi di sfida (oggi sono solo scambi di offesa!), rappresentare le sedici corporazioni, curare la composizione e la rappresentazione del corteo storico, fare un passo a ritroso perché nelle taverne l'antica arte del cucinare sia il "piatto forte" di ogni porta. Giancarlo Franchi | GUALDESITA' | |||||
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