L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 2 - 25 gennaio 2004

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Flaminia: testimonianze del suo tracciato storico

 

Continuano a riemergere dal suolo testimonianze del percorso della consolare

 

di Valerio Anderlini

Flaminia: il semplice pronunciarne il nome, periodicamente, in maniera più o meno accidentale, in questo territorio che la "consolare" attraversa da millenni, apre suggestivi scenari, evoca ricordi di vicende più o meno lontane nei secoli, che la recente offesa del declassamento a "strada di interesse regionale" non ha certamente scalfito, anzi, riproponendo motivi di interesse per aspetti non sempre a tutti noti della sua storia che ha affascinato tanti studiosi, e non solo di casa nostra. Fascino forse legato alla vicenda tragica del console Flaminio, di cui ha tramandato il nome.

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Resti del Ponte dei Pietroni a Villa Scirca

Muri di sostegno della strada consolare a Colle di Nocera

L'interesse suscitato dalla recente scoperta di alcuni resti della strada nella zona industriale nord di Gualdo Tadino ci da occasione per riparlare ancora una volta di questa antica via, concepita e realizzata dai Romani sul finire del terzo secolo a.C., come più breve collegamento fra la città eterna e l'Adriatico, inizialmente per supportare la conquista dei territori abitati dai Galli Senoni, e utilizzata successivamente per la conquista ed il controllo dell'Italia settentrionale: Via Regia Rei publicae, definita ai tempi dell'Impero.

03flam3.jpg (15149 byte)Fin dall'inizio, attraverso i millenni, il tracciato ha subito varianti per situazioni contingenti di carattere politico e milita-re, tanto che autorevoli studiosi (ricor-diamo il Radke, il Roil ed il nostro Si-gismondi) si sono cimentati per rico-struirne la storia, studiando testimo-nianze a volte contrastanti, anche in virtù dei diverticula, cioè le varianti di interesse locale che assumevano tuttavia il nome della strada principale.

Il ponte romano di Sigillo

Con la decadenza dell'Impero la Flaminia, divenuta corsia preferenziale dei barbari che calavano su Roma, fu oggetto di aspra contesa fra i Bizantini ed i Longobardi, per decadere poi a causa delle mutate condizioni politiche con l'affermarsi della via Francigena che, attraverso la Toscana, raggiungeva il nord ovest dell'Italia e la Francia, ma rimase un'arteria comunque vitale per le comunità insediate lungo il suo percorso. Una delle varianti del tracciato che ci interessa direttamente è quella effettuata nel 1500 quando, per decisione delle magistrature gualdesi, fu modificato il tratto fra Gaifana e Fossato di Vico, asportandone tutto il materiale lapideo, per dirottare il traffico attraverso l'abitato di Gualdo, che si era sviluppata lontano dalla consolare.

Da qui l'interesse per le testimonianze, non sempre univocamente riscontrabili sul territorio, come i ponti a Fossato di Vico e Sigillo ed altre in comune di Nocera Umbra, presso la stazione ferroviaria e presso Colle. Un discorso a parte, relativamente a queste testimonianze, meritano poi i miliaria e gli itineraria.

Il miliarius era un cippo stradale calcareo, di varie dimensioni, posto lungo le strade per indicare le distanze da Roma, ma che riportava anche sommarie indicazioni di interesse storico, relative alle personalità politiche che avevano curato la costruzione o i restauri dei tronchi stradali ove erano collocati. Il miglio romano corrispondeva a circa m.1480; dieci miglia erano equivalenti a quindici chilometri, per cui il ritrovamento dei miliari aiuta a leggere le variazioni del tracciato che sono intervenute.

Detto del tracciato attraverso il comune di Gualdo Tadino, nel quale non sono stati rinvenuti pietre miliari, annotiamo che ne sono state rinvenute nelle zone adiacenti: il miliarius di Sentinum, quello di Cantiano e due in comune di Nocera Umbra, in località Santa Croce e Fonte del Coppo: il primo ed il terzo a oriente dell'Appennino, gli altri ad occidente, gli uni sul tracciato di una variante nota come "diverticulum a Nuceria-Anconam" e l'altro sul "diverticulum ab Helvillo-Anconam" (che collegavano Ancona rispettivamente al territorio di Nocera ed a quello di Fossato).

Il miliarius di Sentinum fu rinvenuto nel l950 nei pressi di Sassoferrato e segnava 151 miglia da Roma; quello di Cantiano che risale al 305 e segnava 140 miglia da Roma; il terzo, scoperto nel 1953 fra i monti di Nocera Umbra in località Santa Croce, risale all'imperatore Vespasiano ed indicava 115 miglia da Roma; il quarto infine venne alla luce nel l970 in località Fonte del Coppo e segnava ugualmente 115 miglia da Roma; costituiscono nell'insieme autorevoli testimonianze di questo complesso viario sui due versanti dell'Appennino.

Altre fonti storiche del tracciato della Flaminia sono gli itineraria, un'elencazione delle città situate lungo le vie di grande comunicazione e delle distanze fra loro, fondamentali per la conoscenza geografica del mondo antico; se ne conoscono quattro.

Il primo è l'Itinerario Gaditano, un graffito su alcune tazze d'argento, rinvenute nel l952 presso il lago di Albano e conservate al Museo delle Terme in Roma; data ai tempi di Traiano (I sec.d.C.) e riporta le stazioni sull'itinerario da Cadice a Roma; per il tratto appenninico sono indicate Ad Calem (Cagli), Aesim (Scheggia) - 14 miglia, Helvillum (Fossato di Vico) - 10 miglia, Nuceriam (Nocera Umbra) - 15 miglia.

Il secondo è l'Itinerario Bordigalense o Burdigalense e riporta le località attraversate degli anni 334-337 d.C. da un pellegrino nel tragitto da Gerusalemme a Bordeaux, con le relative distanze; per quanto ci riguarda procedendo in direzione nord, troviamo: Civitas Nuceria (Nocera); Civitas Ptanias (VIII miglia) Tadino; Mansio Herbellonis (VII miglia) Fossato di Vico; Mutatio ad Haesis (X miglia) Scheggia; Mutatio ad Calem (XlIII miglia) Cagli.

Il terzo, l'!tinerario Antonino, che risalirebbe ai tempi di Caracalla o secondo altri ai tempi di Diocleziano (284-305), riporta, in direzione nord-sud, Calem-Nuceria.

La Tabula Peutingeriana infine è una riproduzione su pergamena (forse dell'XI secolo), del sistema viario dell'Impero Romano, ripresa da un documento precedente (II secolo), che è conservata nella Biblioteca Nazionale di Vienna; fu pubblicata dallo studioso tedesco Konrad Peutinger di Augusta (1465-1547) da cui prese il nome, e riporta in direzione nord, Nuceria Camellaria, Helvillum, Ensem, Calem; la sua riproduzione nel sec.XI, coincide con un momento storico in cui la città dei tadinati aveva cessato di esistere, per la distruzione operatane da Ottone III e ciò potrebbe giustificare il vuoto fra Nuceria ed Helvillum.

I quattro testi comunque concordano nelle indicazioni Nuceria, Helvil1um, Haesis, Calem, sia pure con diverse classificazioni (civitas, mansio, mutatio), località più rilevanti perché, da esse o dalle loro vicinanze, si diramavano dalla Flaminia i diverticula di collegamento con altre strade.

LA STORIA

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