L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 11 gennaio 2004

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Alla ricerca delle sorgenti del Chiascio

 

di Giuseppe Pellegrini

"Intra Tupino e l’acqua che discende dal colle eletto del Beato Ubaldo". Con questa perifrasi il sommo poeta Dante cita il Chiascio, il fiume che trae origini dal nostro Appennino, a poca distanza da dove nasce pure il Sentino; ma mentre questo sale verso l’Adriatico, il Chiascio invece scende verso il Tirreno.

Questa che può sembrare una stranezza idrogeologica, è nota come lo spartiacque fra i due mari segnalata anche da una pietra miliare, in verità molto mal ridotta, nel piazzale antistante al Cimitero di Scheggia, ai margini della Flaminia. Volendo scoprire le scaturigini del Chiascio, occorre raggiungere la Madonna della Cima, inoltrarsi poi nella zona di Villa Magna, località ben nota a cacciatori e tartufari, e risalirne il corso.

Nel greto, pieno di ciottoli e di ghiaia, l’acqua scarseggia e ad un certo punto si disperde sino a scomparire del tutto. Ma, continuando a risalire il pendio della collina, ecco da una parete di muschio, sotto una fitta vegetazione, fuoriuscire una sottile vena d’acqua che si raccoglie in una pozza che da origine ad un piccolo rivolo che faticosamente si apre un varco fra le felci.

Il torrentello poi non tarda molto a prendere la fisionomia di un fiume vero e proprio con il pomposo appellativo di Chiascio Grande e tale diventa poi, arricchito dalle acque del Chiasciolo, nei pressi della Pettinara, dello Scirca, della Doria, del Vetorno, della Sciola, e specialmente in seguito a piogge torrenziali che a volte lo fanno gonfiare a dismisura e anche straripare, infatti, le piene del Chiascio sono "famose e luttuose".

Il Chiascio, che in molti tratti segna la linea di confine dei vari Comuni dell’Alta Umbria, presso Branca, descrive una leggera ansa, entra nella piana di Gubbio, piega poi verso Colpalombo in mezzo ad un paesaggio molto spettacolare per arrestare la sua corsa presso Valfabbrica, dove finisce imbrigliato in un’enorme diga. Il Chiascio si getta nel Tevere nel territorio di Torgiano, dopo aver percorso 64 chilometri e quattrocento metri.

TERRITORIO

 

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