L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 11 gennaio 2004

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COSTACCIARO

Ricordi della grande guerra: quando i nemici si scambiarono doni di Natale

 

Un ritratto di Isidoro Vergari, combattente nella grande guerra, da parte della bisnipote tredicenne

13ivergari.jpg (11409 byte)Il mio bisnonno, Isidoro Vergari, combatté nella "Grande Guerra" e queste notizie le ho avute da mio zio il quale, quando era bambino, le ha sentite da lui. Isidoro Vergari nacque a Costacciaro nel 1893 e, a diciassette anni, si trasferì in America, dove lavorò nelle miniere. Dopo qualche anno, ritornò in Italia e il 24 Maggio 1915, giorno in cui il nostro paese entrò in guerra, fu tra i primi a partire per il fronte dato che faceva il servizio di leva. Faceva parte del 3° Reggimento Bersaglieri, come mitragliere. Il suo reggimento venne aggregato alla brigata "Como", e schierato nel Cadore, in provincia di Belluno. Combatté sul Col di Lana, sulla Marmolada, sul Monte Civetta e sulle Tofane. Nel 1917, dopo la ritirata di Caporetto, anche la sua unità ripiegò e fu schierata sul massiccio del Monte Grappa, precisamente sul Monte Pertica. Poco tempo prima della fine della guerra, durante un combattimento, venne preso prigioniero dagli Austriaci, però riuscì a fuggire e tornò al suo reggimento.

Il 4 novembre, giorno che segnò la fine del primo conflitto mondiale, si trovava ad Opicina, nelle vicinanze di Trieste. Raccontò che le trincee erano molto vicine, tanto che i soldati nemici potevano parlarsi e, il giorno di Natale di uno degli anni di guerra, accadde che invece delle fucilate si scambiarono gli auguri e dei piccoli doni: gli Austriaci tirarono verso le trincee italiane sigarette e cioccolato, mentre loro ricambiarono con arance e fichi secchi. Durante la guerra aveva fatto amicizia con il tenente che comandava la sua compagnia e che era di Arezzo. Quando si avvicinava l’offensiva, i due uscivano di notte per cercare di tagliare i reticolati in modo da creare dei passaggi. Tra loro era nata una forte amicizia e si erano fatti una promessa: se uno dei due fosse morto, quello che fosse sopravvissuto sarebbe andato a trovare la famiglia dell’altro. La sorte volle che nell’ultimo mese di guerra il tenente fosse ferito e morisse. Il mio bisnonno mantenne la promessa e, quando fu congedato, andò ad Arezzo e fu accolto calorosamente dai familiari dell’amico caduto.

Di lui mi rimangono, oltre a questi racconti, alcune fotografie e alcune cartoline che ogni tanto inviava alla sua famiglia e alla sua fidanzata, che sarebbe poi diventata la mia bisnonna, e la "Croce di Guerra" che ha ricevuto per la sua condotta. Nel 1960, in occasione di una gita, tornò sul monte Grappa a rivedere i luoghi in cui aveva combattuto. È morto a Costacciaro nel 1975 a 82 anni.

Giorgia Tommasoni

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