L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 11 gennaio 2004

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La crisi nella ceramica

 

di Antonio Campioni

Il mondo della ceramica e delle piastrelle in particolare si trova in una situazione di difficoltà che rischia di travolgere alcune aziende. C'erano stati precedenti segnali che non sono stati visti o non sono stati colti pienamente nella loro portata e sottovalutare "le cose" non è mai una buona politica.

Negli ultimi giorni di questo fine 2003 e vicino al Natale due aziende hanno lanciato l'allarme, gli operai compostamente hanno appreso la notizia e i sindacati tempestivamente sono intervenuti per trovare soluzioni meno traumatiche per i lavoratori.

Sabato 20 dicembre è volata la notizia della crisi aziendale dell'Artcolor, un'azienda nella zona industriale sud che ha annunciato la chiusura della fabbrica e il licenziamento dei suoi 25 dipendenti. Il primo problema sorto e che andava risolto era quello della cassa integrazione, e i sindacati hanno risolto il problema: tra gli ammortizzatori sociali è stata individuato, d'accordo con gli industriali e la Confartigianato, la linea a mobilità integrativa che destina per un certo periodo (12 mesi) l'80% invece del 40% del salario ai licenziati, nella speranza di tornare al lavoro quanto prima. Il 23 dicembre ha avuto luogo una assemblea di tutti gli operai dell'Artcolor, mentre mercoledì 24 c'è stato un incontro con il comune nel quale è stata approvata la soluzione prospettata.

Un'altra azienda in momentanee difficoltà è la Tagina spa, azienda nota a livello internazionale per la quale la crisi ha cause congiunturali e strutturali per una difficile situazione mondiale nel mercato. Il dollaro è troppo debole che facilita le importazioni e l'euro è troppo forte che ostacola le esportazioni (si compra bene ma si vende male). Le organizzazioni sindacali, con l'accordo dei dirigenti della Tagina e l'Assoindustriali hanno ottenuto la cassa integrazione ordinaria a rotazione, per otto settimane a partire dal 5 gennaio per un massimo di 273 operai sul totale di 316. Non ci sarà dunque la chiusura completa dell'azienda; le maestranze per ora sono in ferie e con il ritorno al lavoro il 7 gennaio è scattata la cassa integrazione.

È previsto infine che il 19 gennaio ci sarà l'assemblea con tutti gli operai. L'augurio e la speranza di tutti è che la crisi sia presto superata e tutto possa tornare alla normalità perché, stando così le cose, Gualdo Tadino non è più un'isola felice con la perdita della piena occupazione.


ECONOMIA

 

La cassa integrazione alla Tagina

 

Carini: ripartiamo dal Centro Promozionale

LA CASSA INTEGRAZIONE ALLA TAGINA

Il testo ed i particolari dell'accordo

Il 22 dicembre in Perugia, presso la sede dell'Associazione Industriali, tra l'Impresa Tagina Ceramiche d'Arte spa, rappresentata dai Sigg. Mario Moriconi e Giuseppe Barberini, assistita dal Dr Paolo Castelli dell'Associazione Industriali, e la FEMCA-CISL (sig.ra Francesca Rossi), la CISL Provinciale (Ulderico Sbarra), la CGIL provinciale (Oliviero Capuccini), la FILCEA-CGIL (Massimiliano Presciutti), la RSU, si è convenuto quanto segue.

L'azienda ha fornito un'ampia e dettagliata informativa in merito alla attuale situazione aziendale. In particolare è stata evidenziata la necessità, a causa di una transitoria sfavorevole situazione di mercato, con conseguente momentanea contrazione dell'attività produttiva, di richiedere l'intervento della CIGO nei confronti d'un numero massimo di 273 unità che saranno sospese e/o lavoreranno ad orario ridotto a decorrere dal 5 gennaio e per il presumibile periodo delle successive 8 settimane, previo godimento degli istituti contrattuali maturati (ferie, riduzione d'orario, ecc).

Relativamente alle prospettive di ripresa, sono state illustrate le iniziative ed i programmi tesi a superare, nel breve/medio periodo, l'attuale situazione e basate principalmente:

  1. su una sensibile intensificazione dell'azione di natura commerciale e sulle trattative in corso finalizzate alla acquisizione di nuovi ordinativi di lavoro sia in Italia che nei mercati esteri;
  2. sulla costante ricerca di nuove opportunità di lavoro e di acquisizione di nuovi clienti;
  3. sulle auspicate positive ricadute in termini commerciali delle nuove produzioni presentate alla recente fiera del CERSAIE 2003.
  4. Le parti, dopo ampia e approfondita discussione, convengono sulla fondatezza dei programmi e conseguentemente sulle prospettive di ripresa nel breve/medio periodo. Inoltre, compatibilmente con le esigenze tecnico-organizzative dell'azienda ed in presenza di mansioni fungibili, l'azienda si impegna a realizzare le sospensioni dal lavoro con modalità di rotazione.

Direzione aziendale ed organizzazioni sindacali si impegnano ad incontrarsi durante il periodo di sospensione, al fine di verificare e definire le modalità di utilizzo ed applicative del ricorso alla CIGO in funzione delle programmate esigenze produttive. Inoltre, in caso di ritardo nel rilascio dell'autorizzazione amministrativa alla CIGO, l'azienda si impegna ad anticipare il trattamento di integrazione salariale.

Le parti si danno reciprocamente atto di aver espletato, con esito positivo, la procedura di consultazione sindacale di cui all'art. 5 della Legge n° 164/1075.".


Carini: ripartiamo dal Centro Promozionale

 

di Riccardo Serroni

Tre aziende hanno chiuso i battenti, una ha dimezzato la propria forza lavoro, una ha preannunciato la cassa integrazione: per la ceramica non è proprio un bel momento. Claudio Carini, imprenditore che la crisi la vive sulle proprie spalle (ma si è impegnato in prima persona a trovare una sistemazione per le 9 persone che ha dovuto licenziare) e presidente della Confartigianato, bisogna ripartire dall’inizio, da quell’intuizione degli anni ’80. Ma non sono falliti i Centri Promozionali?

"Sì, ma erano sbagliati i presupposti. Allora si pensava ad Centro Promozionale Regionale. Ma non era una cosa possibile. Troppo diverse le realtà presenti nella nostra regione per poterle racchiudere in un solo progetto. L’errore che si rischia di ripetere a Deruta, dove, leggo, vogliono fare un altro Centro Promozionale Regionale. Non troviamo un accordo tra le aziende di Gualdo, figuriamoci se era possibile trovarlo a livello regionale".

Il discorso è iniziato in occasione dell’intitolazione del Centro Promozionale alla memoria di Angelo Barberini. Ora che ha un nome così importante, la struttura, secondo Carini, andrebbe rilanciata per le finalità originarie per cui fu creata. Oggi al Centro si fa soltanto formazione. E’ un’attività importante che coinvolge ogni anno circa 500 soggetti. Ma in una situazione di crisi così grave il Centro andrebbe rilanciato quale struttura aggregante di aziende omogenee per fare promozione, ricerca e sostenere le imprese aderenti nei servizi che oggi sono indispensabili ma che da sole non riescono a gestire perché troppo onerosi per piccole realtà imprenditoriali.

Carini ribatte caparbiamente un suo chiodo fisso perché, secondo lui, è l’unica via percorribile per salvare la baracca. Le piccole e medie aziende da sole non riescono ad andare da nessuna parte. Si devono mettere insieme, avviare una collaborazione su progetti condivisi in una filiera che le veda equamente protagoniste. L’occasione da prendere al volo è il PIAT, ma non sembra che ci sia molta coscienza sulle potenzialità di questo strumento:

"Purtroppo alla riunione eravamo in tre - dice sconsolato Carini - E’ chiaro che se le aziende sono le prime a non crederci diventa difficile presentare un progetto credibile che possa ottenere i finanziamenti adeguati". Comunque si fa ancora in tempo. Chissà che la congiuntura attuale non aguzzi per lo meno la curiosità di conoscere di che cosa si tratta!

Il 20 dicembre è stata inaugurata la mostra delle opere partecipanti alla XXXVII edizione del Concorso Internazionale della Ceramica. Non è anch’essa un veicolo promozionale di primo piano?

"Indubbiamente sì - afferma Carini - L’idea di rilanciare la mostra è maturata lo scorso anno. Quando c’erano già le prime avvisaglie di ciò che è avvenuto, con il sindaco avevamo tracciato delle strade da percorrere: dal finanziamento dei progetti delle aziende, all’arredo urbano con i pannelli posizionati nelle cosiddette porte del morto, alla mostra della ceramica. Il risultato del Concorso credo che sia stato notevole, sia per numero di partecipanti che per la qualità delle opere presentate. Mi aspettavo, però, qualcosa di più dalla sezione della qualificazione produttiva. Era in quella sezione che avremmo dovuto avere prototipi da mettere a disposizione delle aziende per un’eventuale produzione in larga scala. Credo che questo sia avvenuto soltanto in parte".

La qualità del prodotto è sicuramente l’unica strada vincente per combattere la concorrenza dei paesi stranieri nell’era della globalizzazione. Se la sezione della qualificazione produttiva del concorso non è stata sufficiente si potrebbe tentare un’altra ipotesi di lavoro. Perché, ad esempio, non incaricare uno o più designer di realizzare prototipi da mettere in produzione rispondendo ai gusti ed alle necessità dei mercati odierni?

Chi potrebbe assumersi l’onere della gestione di questo progetto? Chiunque, dalla Pro Tadino al Centro Ceramica, all’assessorato alla programmazione economica.

Chi dovrebbe finanziare il progetto? Le Banche gualdesi, che in una situazione di crisi generale non possono tirarsi fuori dalla mischia, anche perché quando le fabbriche chiudono e i lavoratori vengono licenziati soldi da affidare agli Istituti di Credito ce ne sono sempre di meno.

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