L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 1 - 11 gennaio 2004 | |||||
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Un gualdese coraggioso
di Luigi Gaudenzi Si chiama Erminio Fofi. E' un giovane gualdese di San Pellegrino ed è l'autista del presidente del Tribunale di Perugia. Noi non desideriamo tessere le lodi di questo ragazzo e nemmeno lui lo desidera, ne siamo certi. Ma, conoscendolo bene, non possiamo esimerci dal fargli un piccolo "ritratto", un disegno appena accennato.E' un ragazzo sportivo, dinamico e perennemente allegro e lui afferma che l'allegria è il sale della vita malgrado che, a volte, "c'è da essere tutto meno che allegri". Ha fatto il servizio per tre anni come carabiniere ma, avendo ritenuto che il servizio militare non gli avrebbe assicurato la libertà nella misura da lui desiderata, ha ottenuto una patente di guida speciale ed è andato a guidare automobili più o meno blindate presso l'ufficio giudiziario di Perugia, come sopra detto. Bene. Sappiamo tutti che quando si entra in un tribunale si ha la sensazione, molte volte suffragata dai fatti, di entrare in un ring affollatissimo da persone agitate, nervose, che vanno di corsa, in perenne lotta con il tempo e con il prossimo. Su quel ring ci salgono oltre quelli che, appartenendo alle Istituzioni, praticano un'attività lavorativa e che siedono dietro una scrivania, anche coloro che rappresentano i cittadini nei loro contenziosi civili e penali e giungono davanti a quella scrivania cercando di porre in atto, in un contesto sicuramente non facile e dalle mille complesse sfaccettature, la loro bravura professionale. Accanto a queste due tipologie di lavoratori, ne scorre un'altra: quella del pubblico. Di un pubblico che si può definire "particolare", che è interessato cioè, o coinvolto, in faccende giudiziarie spessissimo causa di afflizioni, tormenti e affanni. Ed ecco che, ogni tanto, qualcuno di questi viene spinto ad uscire fuori dalle righe e comportarsi in maniera non civile e, addirittura pericolosa. Il 17 di dicembre, il nostro paesano, percorrendo uno di quei corridoi, vede alcuni impiegati agitarsi davanti ad una porta chiusa di uno dei tanti uffici, dal cui interno arrivano grida di aiuto. Bene, Erminio non ci pensa due volte, non pensa che all'interno possa trovarsi un esaltato armato, un pericolo gravissimo e reale; prende la ricorsa e sfonda la porta. Molti giornali riportano ampiamente la vicenda ma noi facciamo parlare lui, il protagonista: "Superata la porta che si è spalancata, ho visto una donna molto robusta che, sul pavimento, aveva afferrato per la gola la dottoressa Rosaria Monaco, giudice delle esecuzioni immobiliari, tenendola saldamente ferma con il suo peso. La dottoressa stava soffocando. Mi sono gettato sopra quell'energumena afferrandola per la testa e per le spalle, cercando di staccarla da quella posizione. Non è stato facile perché era molto robusta e lei opponeva resistenza. Dopo qualche attimo sono riuscito a gettarla di lato e mi sono subito disinteressato di lei e non l'ho dichiarata in arresto, anche perché era entrata altra gente. La mia preoccupazione è stata subito per la dottoressa Monaco che ho aiutato ad alzarsi e che mostrava segni evidenti di quella violenza intorno al collo e dolori in varie parti del corpo. Aveva un dito che non poteva più muovere; probabilmente fratturato. L'ho fatta salire sulla mia macchina di servizio e, a tutta velocità, l'ho accompagnata al pronto soccorso del policlinico. Da qui, alla Procura della Repubblica per sporgere la denuncia penale. Un solo rammarico: nessuno di coloro che è sopraggiunto nella immediatezza ha pensato di dichiarare in arresto l'assalitrice e bloccarla (lo possono fare tutti cittadini, in flagranza di reato ...). Ora ci penseranno la polizia ed i carabinieri, subito allertati. I giornali hanno scritto che le misure di sicurezza degli uffici giudiziari sono fatiscenti. Può essere anche vero ma nei confronti di questi pericolosi esaltati, a mio parere, non esiste alcun rimedio. Il metal detector che si trova all'ingresso del palazzo non sarà mai in grado di scandagliare il cervello di questa gente ...". Bravo Erminio! | VITA GUALDESE | |||||
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