L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 11 gennaio 2004

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Il rilancio del Concorso Internazionale

01cintcer.jpg (20367 byte)Il concorso internazionale della cera-mica è stato rilanciato con successo pieno nel 2003. Un atto coraggioso: si temeva che la lunga, forzata as-senza dal palcoscenico internazio-nale avesse potuto interrompere una tradizione prestigiosa d’arte, che aveva richiamato in Umbria, nel cor-so degli anni, i migliori nomi a livello mondiale del settore della ceramica.

Il taglio del nastro della Mostra internazionale

La formula del tema assegnato dagli organizzatori si era rivelata felice: gli artisti avevano inviato opere attinenti; si erano visti, nelle varie mostre delle opere ammesse ai concorsi dalle giurie, pezzi di grande valenza ed originalità.

Anni di successo, con il concorso cresciuto per prestigio da quell’ormai preistorico 1959, quando si iniziò con grande umiltà, quasi alla chetichella, proponendo un tema sponso-rizzato da una Banca. Poi, negli anni 60 e 70, c’era stata la crescita quasi esponenziale: richieste di partecipazione da tanti paesi di tutti i continenti, sino a 25, diverse centinaia di artisti presenti con opere pregevoli; e, nonostante le difficoltà legate al reperimento dei fi-nanziamenti, gli organizzatori, con il compianto cav. uff. Giovanni Pascucci in testa af-fiancato da Mario Travaglia, sono andati avanti con coraggio e lungimiranza: il nome di Gualdo Tadino nel settore della ceramica artistica, come in quello della qualificazione pro-duttiva, è cresciuto enormemente; con vantaggi di immagine, ma anche sul piano della pro-duzione della ceramica gualdese: quelle provocazioni costituite da opere nuove ed innovative, quegli smalti, quella terra che sapeva essere sempre più un materiale plastico per realizzare il bello e talora anche il funzionale, hanno messo a contatto diretto gli operatori del settore con quanto di nuovo e di meglio stava avvenendo nel mondo; in più l’arrivo in Umbria di tanti operatori, critici, uomini di cultura e dell’economia, ha favorito quel movimento e quel con-fronto che costituiscono fattore e stimolo positivo per migliorare da tanti punti di vista.

La crisi per la rassegna, diventata sempre più prestigiosa, è arrivata quando non ci sono più state certezze a livello di finanziamenti: si è talora ricorsi alle mostre retrospettive, si è lesi-nato al massimo nelle spese pur con l' evidente obbligo di accrescere il monte-premi; si è passati dall’edizione estiva (luglio-agosto) a quella invernale (dicembre 1996-febbraio 1997), con difficoltà crescenti: l’ultima delle quali è stata la mancanza di una idonea sede per le mostre per effetto degli eventi sismici.

Ora si è ripreso: l’investimento del Comune (77.000 euro) e la disponibilità della Pro Tadino, guidata dal presidente Gianni Smacchi, hanno riproposto l’importante rassegna, che d’ora in poi dovrebbe avere una cadenza biennale con il ritorno all’edizione estiva. Problemi aperti: reperire fonti di finanziamento certe per organizzare in tempi adeguati la biennale e soprat-tutto sistemare le opere vincitrici delle 37 edizioni in un museo permanente della ceramica moderna.

Alberto Cecconi


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- ARTE -

 

Ceramica: una giornata di inaugurazioni

 

Luci ed "ombre"

 

Per l'inaugurazione della maiolica di S. Maria

Ceramica: una giornata di inaugurazioni

 

In evidenza l'impegno dell'Amministrazione Comunale per il mondo della Ceramica: arredo cittadino e Concorso Internazionale

03pann51.jpg (14604 byte)E' stata una giornata di importanti inaugurazioni sabato 20 dicembre; si è cominciato con il pannello artistico, opera di Angelo Carini conosciuto come "Cinquantuno", che fa bella mostra di sé in un portale gotico sull'esterno della Chiesa di Santa Maria - lato destro di Corso Italia - e si è proseguito con l'apertura della mostra delle opere partecipanti alla XXXVII edizione del Concorso Internazionale della Ceramica.

Il pannello di "Cinquantuno" in Corso Italia

Oltre ad un pubblico interessato di ceramisti, provenienti da ogni parte dell'Italia, di concittadini e di Amministratori locali, hanno presenziato alle due manifestazioni l'on. Giuseppe Giulietti, il senatore Maurizio Ronconi, il consigliere regionale Fiammetta Modena ed il sindaco di Fossato di Vico Francesco Monacelli; parole di circostanza sono state rivolte agli intervenuti dal sindaco a nome dell'Amministrazione Comunale, dal presidente della Pro Tadino Gianni Smacchi, dal presidente della Confartigianato Claudio Carini, dal senatore Maurizio Ronconi e dall'on. Giuseppe Giulietti, che si è soffermato dell'importanza che ha la ceramica per la città di Gualdo Tadino.

La giornata si è conclusa poi presso il ristorante Le Terre del Verde, a Badia Val di Rasina, dove, nel corso di una "cena medioevale", allestita con la collaborazione dell'Ente Giochi de le Porte (coreografie curate da Daniele Gelsi e da Linda Panfili) e con oltre cento partecipanti, dal presidente della Pro Tadino e dal vice sindaco Graciolini sono stati consegnati i riconoscimenti stabiliti dalla giurìa per i vincitori del Concorso Internazionale.

Sempre nel corso della serata il prof. Antonio Pieretti ha presentato il volume "La festa", ultimo prodotto delle Edizioni L'Eco del Serrasanta, contenente gli Atti del terzo convegno sulla qualità della vita nell'Appennino umbro-marchigiano, organizzato dalla Pro Tadino nello scorso mese di settembre; in occasione dell'apertura della mostra era stato già distribuita l'altro nostro prodotto editoriale "Catalogo del XXXVII Concorso Internazionale".


Luci ed "ombre"

 

di Fausto Cambiotti

Vi sono momenti in cui nella luce d'oro del tramonto si muta in una bionda bellezza fiabesca, in un solo prodigio di luce e di fulgore, e noi, poveri osservatori, pronti a bruciarsi nella sua fiamma come barcollanti falene: già, ciò che Ripellino scrisse nella sua "Praga magica", si adegua perfettamente alla ceramica, materia che da sempre si sbelletta con. mutevolissimi bistri di luce, che si avvolge in vestaglie fluttuanti di colori, come in bizzarri négligés di bordello e noi incantati.

Più in là, nera materia bruciata, scabrosa, sofferta, intrisa di dolore e solitudine, vicinissima alle origini del pensiero e della condizione umana: ma bella da patime, obbligati a sentire, impegnati emotivamente nella ricerca di un percorso interiore, noi, osservatori, siamo gli artisti, lavoriamo la creta, la solchiamo con la forza del nostro sentire, la bruciamo con la nostra immaginazione, 'e quella materia primordiale geme delle nostre esperienze. Non materia stinta ed, aggricciata,. ma immediatezza assoluta dell'Arte, non il Bello per se', ma il Bello unito al Vero.

Una cosa è certa: la Mostra Internazionale della Ceramica di Gualdo Tadino dell'anno 2003 non è stata avara di produzioni di valore, l'arte gioca con i riflessi delle lucide superfici degli smalti, per poi legarsi inscidibilmente con il crepuscolarismo di espressioni vere e sentitissime, dove muore la bramosia di colori ed una luce nerastra stilla filamenti di dolore. E noi attoniti: non certo incuriositi, non c'è margine per l'approccio, siamo preda dell'immediatezza, siamo l'artista. e la sua opera in solo attimo e quando lo. sguardo si posa di nuovo sulle colorate e luccicanti figure, l'emozione le trasforma in tremule immagini insicure.


Per l'inaugurazione della maiolica di S. Maria

 

di Enzo Storelli

Le antiche porte civili e chiesastiche di Gualdo Tadino, del suo centro storico continuano ad arricchirsi della forma d'arte più praticata e sentita da secoli nella nostra città: la ceramica. Un progetto importante, da portare avanti con riflessione e sicura qualità dei manufatti.

Quarta della serie è la vasta maiolica del concittadino Angelo Carini (meglio conosciuto come ("Cinquantuno") collocata entro l'arcata di un ingresso medioevale tamponato della chiesa di Santa Maria dei Raccomandati, così chiamata per la sua appartenenza all'omonima confraternita gualdese.

Angelo ha voluto denominare la sua opera "Estasi del Beato Angelo", al che, per completezza informativa, segue nel cartiglio: "Il Beato e San Michele Arcangelo venerano l'immacolata Concezione". i due Santi Compatroni di Gualdo Tadino sono, infatti protesi in adorazione verso Maria, verso l'immacolata. Felice coincidenza temporale l'odierna inaugurazione perché nell'ormai imminente 2004 si celebrerà il 1500 anniversario della definizione del dogma dell'Immacolata Concezione da parte di Pio IX (8 dicembre 1854).

Per la figura di questa, nella gloria celeste, Carini ha sentito prepotente il richiamo, il fascino dell'immagine considerata un classico di tale iconografia: l'Immacolata Concezione dello spagnolo Muri ho (1660 ca.), del suo quadro oggi al Prado di Madrid e ha rivissuto, personalizzato il celebre modello con palese partecipazione emotiva.

Il criterio spettacolare, barocco si dilata in tutta la sua composizione, nelle figure dell'intenso Beato Angelo e del San Michele, realizzate con lungo, meditato studio dei volti, dei panneggi, costruiti con eccezionale cura di segno. Ma non manca il gusto dei particolare, del quotidiano, dalle umili cose all'interno dell'eremo alla lucertolina che si scalda al sole, distesa sulla pietra della finestra, al lontanante sfondo del paesaggio, ai rametti del biancospino emblematicamente offerti alla Vergine da un angioletto: significativo tramite tra il Beato e Maria.

In sintesi Angelo Carini ha atteso a questo suo lavoro con maestria di disegno e pastosità cromatica, questa volta con una marcia in più, consapevole di dover consegnare a Gualdo Tadino un'opera pubblica dove il personaggio che porta il suo stesso nome occupa un posto di evidente rilievo.

Ringraziamo sinceramente l'autore per l'impegno profuso nel compito affidatogli e per il risultato conseguito. E' innegabile che queste opere sparse per Gualdo Tadino concorrano significativamente ad accrescere il suo ruolo, la sua fama di "Città della Ceramica".

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