L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 1 - 11 gennaio 2004

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LICEO SCIENTIFICO

Un caso non risolto

Si è chiusa con una "vittoria", ma che è in realtà un "nulla di fatto", la controversia insorta con Gubbio e relativa all'apertura di un Liceo scientifico nella città dei ceri che, più che arricchire l'offerta formativa del territorio si sarebbe risolta in una frammentazione, quindi un impoverimento, tanto che, nella stessa Gubbio non era stata condiviso da tutti il blitz della sperimentazione forzata attuata presso il Liceo classico e sposata ad uno sciovinismo che aveva trovato interessati sponsor politici in una certa rappresentanza nel Consiglio Provinciale.

E' una materia complessa, già copiosamente oggetto delle cronache regionali, e nel merito della quale non riteniamo sia il caso entrare in questa sede; preso atto che la compatta reazione delle varie istituzioni cittadine - dall'amministrazione comunale alle varie forze politiche, al consiglio d'istituto, al collegio dei docenti alle associazioni - ha consentito di chiudere "momentaneamente" con un "peana" la vicenda, non può e non deve ritenersi chiusa, anche perché il tutto è legato all'imminente riforma dell'istruzione secondaria preannunziata dal Ministero ed il problema resta a covare sotto la cenere, pronto a riproporsi allorché certe decisioni si riproporranno nelle sedi istituzionali. Pertanto, per evitare di dover tornare a difficili rincorse, da questa vicenda si dovrebbero trarre opportune e tempestive indicazioni.

La prima riflessione che proponiamo è di carattere politico. In vista delle prossime elezioni amministrative, quando si dovrà rinnovare il Consiglio Provinciale, con un meccanismo elettorale che nelle ultime elezioni portò alla non elezione di candidati nel collegio di Gualdo Tadino, mentre i "resti" relativi hanno portato alla elezione di ben cinque eugubini, forse sarebbe opportuno che certe "microcandidature" di bandiera non venissero presentate per evitare che la città non abbia un proprio rappresentante nell'amministrazione provinciale che ha assunto un importante ruolo per effetto delle recenti riforme. Non è un discorso di campanile ma, se realmente la politica vuol essere al servizio dei cittadini, i nostri burattinai dovrebbero valutare se e quanto convenga contribuire alla dispersione dei voti su candidature senza prospettive con il risultato di portare un danno alla collettività locale.

Una seconda riflessione è di carattere strettamente amministrativo ed è rivolta sia all'amministrazione comunale che alle Istituzioni scolastiche. La frequenza dei nostri Istituti da parte di alunni provenienti da altre città (e viceversa) è legata alla fruibilità di servizi di trasporto i cui orari andrebbero meglio coordinati con gli orari scolastici, dal momento che l'utenza scolastica è parte notevole del pendolarismo all'interno del comprensorio; è inammissibile che uno studente debba pagare due abbonamenti o che i familiari debbano parzialmente supplire con mezzi propri; se l'Azienda provinciale per la mobilità assolve ad un servizio pubblico, le Istituzioni debbono avere la capacità di contrattarne l'efficienza e non solo di accettarne supinamente le decisioni perugine. Per cui è forse opportuno che fin da ora, anziché adagiarsi sugli allori, per lo "scampato pericolo" chi di dovere si attivi perché il miglioramento dei servizi eviti che il pericolo si ripresenti fra qualche mese.

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