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I Giochi de le Porte sono la manifestazione che rievoca l'antico Palio di S.
Michele Arcangelo che nel corso del medioevo si svolgeva il 29 settembre in occasione
della celebrazione della patronale. Di questo palio antico si ha notizia per la prima
volta in un decreto del Cardinale Legato, governatore di Gualdo, Antonio Ciocchi del
Monte, emesso "con la fine di regolare il vivere civile e reordinare la vita
amministrativa e politica della città".
In merito al Palio di San Michele Arcangelo, la seconda rubrica della citata
deliberazione stabilisce un aumento di salario al Gonfaloniere e ai Priori, perché
potessero usufruire dei servizi di un cuoco nel palazzo comunale, con lo scopo di evitare
che, per l'insufficienza dello stipendio, ammontante a "quator ducatis de carlenis et
octo carlenos" ogni bimestre, i magistrati obbligati a risiedere permanentemente nel
palazzo pubblico, fossero costretti a farsi recare il dibo direttamente dalle proprie
abitazioni, con notevoli disagi per i familiari.
Per far fronte a questo maggiore impegno di spesa, la somma occorrente viene
reperita, parte con i "proventus spectet macelli supramuri" e parte recuperando
la metà della somma normalmente assegnata al Palio, che si usava correre in "festo
Sancti Angeli", dovendo restare l'altra metà a disposizione dei "Balisteriis et
Scoppetteriis" che prendono parte al Palio stesso.
In questa citazione la documentazione ufficiale consacra il Palio come
manifestazione ludica primaria della città medievale, la cui gestione e organizzazione
era di pertinenza del Comune che assumeva il compito di provvedere all'acquisto del premio
da assegnare al vincitore, di regolare lo svolgimento dei giochi, consistenti in corse a
piedi e a cavallo, in dispute con la balestra e con lo "scoppietto" (prime
armi da fuoco).
Della disputa del Palio, che scomparve agli inizi del XVII secolo, non se ne
ebbe più memoria fino agli anni settanta, quando una più attenta rilettura delle fonti
storiche propose la sua rievocazione in chiave moderna come sfida tra i quattro rioni
cittadini la cui denominazione, Porta di San Benedetto, San Donato, San Facondino e San
Martino, trae origine dalla presenza di altrettante chiese extraurbane corrispondenti alle
Porte di accesso alla città antica. |