L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| SIGILLO |
Si è sempre scritto dei nostri emigrati allestero, ove hanno formato intere comunità, sempre però legati con filo ideale al paese nativo, e ne parliamo ancora nella ricorrenza della festa di Santa Barbara, loro protettrice. Parlare del lavoro dei sigillani sparsi nel mondo è arduo, e lo farò con tanta umiltà e infinito amore per il paese e per la gente, per la mia gente, che da sempre, altera e dignitosa, ma con il cuore gonfio, da Sigillo si allontana. La piaga dellemigrazione ha sempre ulcerato il corpo della nostra terra; ma è altrettanto vero che limpiego di questo fantastico capitale umano ha dato buon investimento. Si parla poco la nostra lingua nel mondo, ma le nostre opere, comunemente prestigiose e umane parlano per noi e per altri un linguaggio pulito, melodioso, concreto come la nostra lingua. Sto tanto vantando la mia terra che pecco di presunzione, ma è esattamente così perché, parlare di questa gente è giusto, doveroso, umano; è dobbligo un riverente omaggio a questi nostri cari fratelli, che per lunghi anni si consumarono, consci che unallucinante realtà li aveva scelti per esplorare e penetrare nelle viscere della terra; per lunghi anni i loro polmoni inghiottirono aria viziata, che ne doveva essere il preludio di una fine anticipata, tra sofferenze indicibili e inimmaginabili. Questi sono quei sigillani che hanno fatto non solo epoca, ma costituivano un prezioso capitale umano, che rendeva possibile la sopravvivenza e la prosperità della stessa Sigillo. Non è poi una gran disgrazia andare per il mondo con poche cose e grandi speranze, animati dal desiderio di fare qualcosa di buono per sé, ma anche per gli altri, e riceverne di solito in cambio sguardi di grandammirazione e poi la certezza in fondo al cuore di tornare a casa con un prezioso bagaglio desperienze e col necessario per realizzare modesti sogni. La storia spende poche righe; non sono imprese belliche o politiche, ma il conflitto cè e miete ugualmente molte vittime. Misurarsi con la natura è sempre pericoloso; ma la nostra gente anche con questa sapeva stringere un patto in piena coerenza e con magistrale abilità, ne riduceva le ulcerazioni, e stabiliva una cauta convivenza con il pericolo. Uomini che andarono e altri che restarono e che gelosamente ne custodirono la dimora, dolce e desiderata dimora della nostra Sigillo, perché loasi non ne fosse un miraggio, ma una realtà, per chi, desideroso di tornarvi, ne trovasse il necessario conforto. Giuseppe Pellegrini
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