L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 24 - 21 dicembre 2003

ATTUALITA'

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118: la telefonata che allunga la vita

La decisione di questo articolo nasce dalla constatazione che, di fronte a un incidente stradale, casalingo, malore ecc, la maggior parte delle persone coinvolte si lascia prendere dal panico, ma una volta superato lo shock iniziale, spesso scopre di non avere quelle conoscenze basilari per prestare un adeguato aiuto a chi si trova in difficoltà o addirittura in pericolo di vita. Spesso il primo intervento può costituire un intralcio a soccorsi realmente utili, o peggio, costituire un ulteriore danno per l’infortunato. Ecco alcune tecniche per rendersi utili in una situazione d’emergenza e tutte le coordinate per richiedere un aiuto specializzato, che sarà più rapido ed efficace se ben utilizzato sin dalla prima comunicazione.

La svolta al sistema di emergenza sanitaria nel nostro paese è giovane; ha preso piede solo dal 1992 con l’entrata in vigore del Dpr 27 marzo 1992.

Fino ad allora, il pronto intervento veniva inteso come semplice trasporto dell’infortunato all’ospedale, che peraltro non era adeguatamente organizzato per gestire le emergenze. Chi si trovava nella necessità di richiedere un pronto aiuto doveva rivolgersi a strutture diverse, scollegate l’una dall’altra, che gestivano ambulanze e mezzi di primo intervento organizzati in altrettanti modi diversi. Due sono stati quindi gli obiettivi prefissati dalla nuova concezione di pronto intervento: sviluppare, unificare e diffondere su tutto il territorio nazionale la dottrina dell’urgenza e ristrutturare l’organizzazione dei servizi di emergenza.

Il primo importante passo avanti è stata l’istituzione di un numero telefonico unico per tutto il paese per comunicare un’emergenza: il 118.

Un numero gratuito, facile da ricordare, ma soprattutto un servizio unificato capace di interagire con le forze dell'ordine, gli ospedali, vigili del fuoco, le prefetture e tutte le altre istituzioni in qualche modo coinvolte in caso di incidente o disastro naturale.

Il 118 non è solo un numero telefonico: dietro questa sigla operano complesse strutture organizzate per far fronte in tempi rapidi e con efficacia ad una qualunque emergenza. Il cuore del servizio è la centrale operativa: in Umbria ve ne sono tre (Perugia -Terni -Foligno), cui affluiscono tutte le richieste di emergenza, attiva 24 ore al giorno, che organizza, coordina e gestisce i radiocollegamenti con ambulanze, eliambulanze e, ovviamente, con gli ospedali che rappresentano la struttura finale della fase di primo intervento: un intervento complesso, gestito da infermieri che hanno seguito un apposito corso di pronto intervento, e sostenuto da competenze mediche di appoggio.

Il 118 si serve di linee telefoniche proprie e di radiofrequenze protette.

La grande rivoluzione messa a punto col 118, oltre alla centralità dell’organizzazione, è l’intervento standardizzato, unico quindi per tutte le centrali operative dell’intero territorio nazionale, che si basa su precisi codici alfanumerici e non, come succedeva nel passato, sulla valutazione personale dell’operatore che riceveva la chiamata.

Assieme alla nuova concezione dell’intervento sono entrati a far parte della cultura del primo soccorso organizzato gli standard europei sui tempi dei soccorsi: (8 minuti per le zone urbane, 20 minuti per quelle extra urbane, attivazione delle prime cure già sul luogo dell’evento, quindi predisposizione ad hoc del mezzo da impiegare, ambulanza con medico ed infermiere a bordo.

Ma ... cosa dire al 118?

L’utente che si rivolge al 118, deve adottare un linguaggio il più chiaro possibile per dare modo all’operatore della centrale di attivarsi e attivare i mezzi e i luoghi idonei. Dovrà quindi comunicare:

  • l'indirizzo esatto e completo del luogo: comune, via, numero civico, scala, piano;

  • riferimenti utili per trovare il luogo dell’incidente, soprattutto se è avvenuto in località isolate o difficilmente raggiungibili;

  • la propria identità e il numero telefonico, del telefonino o il luogo della cabina telefonica da cui si chiama;

  • la descrizione di che cosa è successo, dinamica dell’incidente il numero delle persone coinvolte e se ci sono ulteriori situazioni di pericolo, come crolli, incendi o presenza di sostanze tossiche, malore ecc ... oppure descrivere in caso di malore improvviso del soggetto la presenza di malattie come il diabete, cardiopatia, epilessia ecc.

  • da quanto tempo è avvenuto l’infortunio;

  • l’età dell’infortunato;

  • il suo stato di coscienza (respira - risponde se chiamato)

Fornire dati completi ed esaurienti non significa perdere tempo ma guadagnarlo; a volte vuoi dire salvare una vita!!!

N.B. Durante la telefonata, l’operatore presente in centrale, dopo aver raccolto i primi dati, attiva immediatamente il mezzo di soccorso più vicino al luogo dell’evento continuando ad interloquire con la persona che è al telefono.

 

Il 118 tra Gualdo Tadino e Nocera Umbra

Il 118 tra Gualdo Tadino e Nocera Umbra

Alle dipendenze della centrale di Foligno, due sono le postazioni di 118 che interessano i comuni di Gualdo Tadino e Nocera Umbra.

Le due postazioni previste dalla ASL di Foligno sono dislocate presso il presidio ospedialiero di Gualdo Tadino, e presso il poliambulatorio di Nocera Umbra. Entrambe attive 24 ore su 24 interagiscono tra loro per motivi sia logistici che prettamente sanitari.

La postazione di 118 di Gualdo Tadino è dotata di un mezzo di tipo A (ambulanza medicalizzata dove la presenza del medico è costante 24 ore su 24).

La postazione di Nocera Umbra invece è dotata di un mezzo definito di tipo B (senza medico a bordo, ma soltanto con autista soccorritore e un infermiere professionale). La vicinanza tra le due postazioni, la necessità della presenza del medico negli interventi eseguiti da Nocera Umbra, la presenza del presidio ospedaliero di Gualdo Tadino fa sì che le due postazioni si trovino molto spesso ad interagire tra loro.

La copertura del territorio viene poi ancor più capillarmente fatta tramite dei sistemi cosiddetti elastici con i quali si intende lo spostamento di una ambulanza a copertura del territorio lasciato libero dalla prima ambulanza uscita. Semplifichiamo il tutto con un esempio: se l'ambulanza di Nocera esce per un intervento che presumibilmente durerà più di mezz'ora, l'ambulanza di Gualdo Tadino viene spostata a Gaifana, vale a dire a metà strada tra Gualdo e Nocera in modo che possa intervenire sia sul territorio di Nocera che su quello di Gualdo nel più breve tempo possibile.

Viceversa se ad uscire per un intervento superiore alla mezz'ora è l'ambulanza di Gualdo quella di Nocera viene fatta posizionare a Gaifana.

Francesco Cardoni

caposala del PS di Gualdo Tadino

 

 

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