L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| VITA GUALDESE |
Il presepe vivente di Roveto si farà anche quest'anno; con una novità: la sacra rappresentazione verrà riproposta anche la sera del 26. La scelta è stata fatta dal comitato paesano sulla base di molte richieste: la sola serata della notte santa e quella di Natale non bastavano per accogliere i visitatori. Così si farà anche l'ulteriore replica nel giorno di Santo Stefano. Quella del presepe della piccola frazione pedemontana gualdese è una delle tradizioni più belle del territorio, delle più schiette e genuine, che si richiamano alla semplicità francescana, alla religiosità, alla cultura popolare contadina che si miscelano felicemente. La singolarissima rappresentazione sacra, della quale i protagonisti sono tutti gli abitanti del piccolo paese, si concretizza su un palcoscenico grande quanto l'intero abitato della frazione: le case, le stalle, i laboratori artigianali e contadini si trasformeranno in altrettante finestre di un presepio, con la scuola, la falegnameria, il mulino dell'olio, del grano, del granoturco, la fucina del fabbro, le stalle, la lavorazione del latte e quant'altro, che richiamano efficacemente la vita e la cultura contadina d'inizio del nostro secolo. E che coinvolgono i visitatori; i quali passeggiano ammirati lungo le erte viuzze del paesino, senza luci artificiali, per vedere e vivere da personaggi semoventi le vie di un presepio che conclude il suo itinerario nella capanna (anch'essa quest'anno ricostruita), dove ci sono Maria e Giuseppe insieme al Bambino, tra un bue ed un asinello vivi e che riscaldano il Natale dei personaggi. Una tradizione bella, coinvolgente, suggestiva, che non ha nulla a che vedere con le sagre e che è lontana anni luce della società consumistica: anche lì ci sono assaggi di vino, di maiale, di bruschetta, di pizza e di ottimo vin brulè scaldato alla fiamma del fuoco che brucia all'aperto, ma tutto viene offerto in dono, con generosità e spirito di fratellanza. Dietro la semplicità di facciata, c'è stato un grande, generoso lavoro degli abitanti di Roveto, assieme ad una ricerca documentaria di sicuro interesse culturale e per chi ama l'antiquariato. Ma lo spirito che si respira in maniera palpabile, quasi epidermica, e che davvero ti prende, è quello della magia di una notte piena di suggestioni per tutti, dai protagonisti-figuranti ai visitatori più smaliziati. Il presepio vivente a Roveto c'è soltanto nella notte santa (si inizia alle 21 con la messa celebrata dal parroco don Carlo, seguita dall'arrivo di Maria e Giuseppe dalla montagna), il giorno di Natale e da quest'anno in quello di Santo Stefano, con inizio alle 17. La replica ci sarà poi soltanto per il Natale del 2004. Alberto Cecconi
| ROVETO |