L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
| |
| ATTUALITA' |
A mio padre suo padre disse: "Mio padre raccontava spesso che, un mese prima del 30 aprile, gli uomini giovani di San Pellegrino si riunivano nascostamente per eleggere il Capo che avrebbe comandato l'abbattimento del pioppo, il trasporto e l'innalzamento del maggio sulla piazza. Non potendo riunirsi nelle stalle delle loro case perché sicuramente qualche spione avrebbe udito, compresa la parte padronale sempre all'erta sui propri interessi, fu scelto come luogo sicuro il lavatoio sito sulla strada bassa per Col Giglione, semisepolta dai sambuchi e da rovaie impenetrabili. Quei giovani si riunivano dopo la mezzanotte e avevano scelto il lavatoio perché, essendovi ben cinque cannelle da cui sgorgava perennemente l'acqua sorgiva, il rumore che queste facevano avrebbero coperto i loro discorsi ..." Colui che pronunciò queste parole era il nostro bisnonno Francesco: anno 1840, più o meno. Mio nonno le riportò a nostro padre e nostro padre ce le riferì un sacco di volte; classico esempio della storia orale dei popoli e delle tradizioni. Sicuramente, sia il nonno che il bisnonno videro e vissero di persona quelle riunioni, come il padre del padre del padre del bisnonno, sino ad arrivare a quel nostro avo, dal nome germanico, che fece costruire un focolare in pietra serena e scolpire la fascia frontale con una scena bellissima, in bassorilievo, del trasporto del "maggio" e la dicitura: "hic nocte peregrinus venit" e la data: 1730. Tutti i terremoti, compreso il maledetto del 1997, nulla hanno potuto con quel focolare che, ancora oggi, con qualche piccolo e inevitabile aggiustamento, fa bella e orgogliosa mostra di se. Perché quegli uomini si dimostravano tanto timorosi? Perché il prelievo del pioppo, anzi dei due pioppi, costituiva un vero furto e chi lo subiva, nonostante i conosciuti funesti presagi, si opponeva con tutte le sue forze, compreso l'uso delle armi. Quel pioppo era una delle poche, piccole ma importanti risorse per il contadino, per il lavoratore della terra. Era l'albero degli zoccoli e ci si costruivano attrezzi, tavole e si utilizzavano le foglie per l'alimentazione del bestiame; si vendeva anche, per avere in mano quei pochi e miseri denari con cui sopravvivere.Da parte dei maggiaioli non poteva venir loro alcun aiuto in questo senso perché, come suol dirsi, erano tutti alle "pule". I tempi erano durissimi. La pianta, naturalmente, veniva restituita, ma ciò compensava solo in parte il danno. Le autorità dell'800 punivano aspramente questo tipo di furto, retaggio del quarto e quinto secolo in cui il furto di oggetti e risorse agricole era punito con l'impiccagione, senza alcun'altra pena alternativa. Nel primo '900, la legislazione prevedeva ovviamente non più la pena di morte, vivaddio, ma il carcere e la pena accessoria dei lavori forzati. La nostra ex Pretura (quell'ex ci ha fatto perdere una gran fetta della identità storica di Gualdo, purtroppo ...), negli anni 20 e 30, celebrò decine di processi contro i sanpellegrinesi maggiaioli e solo nel 1936 si è riconosciuta la discriminante della affermata tradizione storica, con un dibattimento ed una sentenza assolutoria che sono stati finalmente gli ultimi ed i più giusti. Per i poveri maggiaioli di allora, minacciati dalla forca, dai fucili, dalle sbarre e dalla frusta ce n'era ben donde per nascondersi di notte, sotto il rumore delle cannelle, in un luogo che era da sempre l'arengo indiscusso delle lavatrici ... umane. Il luogo dove, tra spruzzi d'acqua e agitarsi di panni variopinti, le brave donne mettevano in piedi fidanzamenti e matrimoni, relazioni segrete, storie piccanti e relative rotture, sottili maldicenze e risse chiassose in cui quelle brave matrone sfogavano a tavoletta le antipatie ed i rancori a lungo repressi. Non era un luogo ... dignitoso per i maggiaioli, ma sicuro. Ogni epoca ha le sue esigenze. Luigi Gaudenzi
| SAN PELLEGRINO Gli uomini della notte |