L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| POLITICA |
"Io mi candido con la lista del Rosone". Walter Biagiotti, attuale consigliere comunale di AN eletto con il Rosone, non ha tentennamenti e va diritto allo scopo. E Roberto Morroni? "Non lo so, non mi riguarda. Non è un mio problema". Decidano, quindi, a Perugia come credono sulla candidatura di Morroni, ma Biagiotti sarà comunque in lizza. Due perciò le alternative per il centro destra gualdese. Una doppia candidatura Morroni e Biagiotti, oppure una ritrovata unità sul nome di Biagiotti. Con Walter c'è naturalmente schierata AN e l'UDC l'appoggia. Il problema è Forza Italia, che non accetta altri che un suo candidato e l'ha individuato nell'ex socialista Roberto Morroni, il soggetto ideale, secondo lei, per contrastare il passo al socialista Angelo Scassellati, probabile candidato del centro sinistra.
Biagiotti non si scompone più di tanto di fronte ad una doppia candidatura nel suo schieramento: "Io non mi presento contro qualcuno. La mia candidatura è la logica conseguenza di un percorso che ho iniziato quattro anni fa con l'elezione in consiglio comunale. Dopo quattro anni in cui ho avuto la possibilità di seguire ed entrare nei problemi di questa città, mi presento, sostenuto da un gruppo di amici, con un progetto per cercare di risolverli. Se anche altri hanno dei progetti da proporre ben vengano". Nel centro sinistra la situazione è in pieno movimento. Angelo Scassellati ha ricostituito il Partito Socialista Gualdese ed ha esplicitamente avanzato la sua candidatura a guidare lo schieramento. Fino ad ora ha incassato un solo esplicito sì, quello della sezione Ds di Cerqueto. Giovedì 11 dicembre si sono incontrati i partiti del centro sinistra (DS, Margherita, Socialisti, Rifondazione e Comunisti Italiani) su iniziativa della Margherita. E' stata una prima ripresa di contatto dopo le polemiche aspre (tra DS e Margherita) dei mesi scorsi e, forse, sarà anche l'ultima. La Margherita, infatti, esprime tutta la sua delusione per come sono andate le cose. Padoin e compagni hanno avanzato una proposta centrata su sei criteri fondamentali: "recupero della centralità del ruolo dei partiti e di uno spazio politico collegiale; rinnovamento dei metodi di lavoro improntato sulla massima concertazione possibile, pari dignità tra tutte le forze politiche; alternanza nella guida del governo della città; elaborazione di un programma amministrativo di rilancio economico e sociale della città; messa in campo di una nuova classe dirigente che possa aggiungere nuovo vigore all'azione amministrativa; individuazione del candidato a sindaco condiviso e coerente con i criteri appena indicati". La proposta, accolta dai Comunisti Italiani, non ha suscitato molto entusiasmo nelle altre forze politiche e la Margherita, irritata anche dalle dichiarazioni di Rifondazione ("Sarà contrastata qualsiasi ipotesi di deriva e di assetto moderati e centristi") e del segretario DS (la Margherita ha osteggiato l'attuale amministrazione e non può pretendere l'alternanza), ne deduce che "è impossibile individuare reali punti di convergenza. La Margherita ribadisce la propria volontà di non sottostare ad alcun tipo di subalternità politica, impegnandosi ad elaborare un progetto concreto per il rinnovamento ed il rilancio della città di Gualdo". A meno di un miracolo, quindi, Angelo Scassellati non potrà contare sui centristi. Domenica 21 dicembre avrà un quadro più preciso anche sulla posizione dei Ds, che si riuniranno in assemblea. Rifondazione non gli ha detto un sì esplicito, anche se ha gradito gli apprezzamenti dei socialisti sul suo operato in giunta. Per il futuro, però, vuole garanzie precise sul riconoscimento di un ruolo importante per i suoi rappresentanti. Dopo l'assemblea DS i partiti che attualmente sono rappresentati in giunta (DS, Socialisti e Rifondazione) concorderanno una proposta comune da sottoporre, poi, alla Margherita ed ai Comunisti Italiani (Megni). Dubito, però, che la Margherita abbia ancora voglia di ascoltarla. Ma in politica "mai dire mai".
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