L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 7 dicembre 2003

SIGILLO

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Da noi si taglia altrove si sdoppia

L’Istituto scolastico comprensivo di Sigillo esprime perplessità sulla delibera provinciale relativa al Piano scolastico, dello scorso 28 ottobre. In una lettera, indirizzata alla presidente regionale Maria Rita Lorenzetti, all’assessore regionale all’istruzione, Gaia Grossi, e ai sindaci dei comuni del distretto scolastico, l’Istituto scolastico "pur non entrando assolutamente nella materia del Piano scolastico della Provincia" si chiede per quale motivo la politica regionale relativa alle scuole dell’obbligo preveda tagli e razionalizzazioni mentre, a livello di scuole superiori, si proceda allo "sdoppiamento di un liceo scientifico, con la creazione di due sedi autonome in città distanti poco più di 20 km e lo sdoppiamento di un istituto tecnico commerciale, con la creazione di due sedi autonome nelle due medesime città."

Le scuole della fascia appenninica sono state recentemente penalizzate dal piano di razionalizzazione. "Si è trattato di misure che, pur essendo dal punto di vista legale ineccepibili, hanno di fatto penalizzato le scuole dell’obbligo della fascia appenninica" si scrive nella lettera "con una diminuzione degli organici della scuola primaria e con la mancata attribuzione di alcune classi a due scuole medie. Ciò, a sua volta, ha richiesto un ingente sforzo finanziario, di cui l’Istituto si è fatto finora carico ma che, d’ora in avanti, graverà sulle spalle dei comuni di Costacciaro e Scheggia."

Questi provvedimenti sono stati attuati nonostante i quattro comuni siano situati "in una fascia della Regione marginale, caratterizzata da un insediamento sparso (con moltissimi piccoli centri abitati spesso molto distanti l’uno dall’altro), da un trend demografico negativo, da varie problematiche di ordine economico." "In un ambito territoriale così delicato" continua la lettera "l’istituzione scolastica rappresenta, quindi, uno dei capisaldi fondamentali, irrinunciabili, senza il quale si produrrebbe un depauperamento culturale irrimediabile e si incoraggerebbe un ulteriore spopolamento di tali zone." "Inoltre, da contatti informali avuti fra il Comune di Costacciaro e le istituzioni provinciali e regionali, si prospetta come unica soluzione quella della chiusura e dell’accorpamento di alcuni plessi scolastici. Circostanza, questa, cui l’Istituto comprensivo di Sigillo guarda con grande preoccupazione, perché le disagevoli condizioni che già ora devono affrontare molti bambini e ragazzi dei quattro comuni per frequentare le scuole elementari e medie potrebbero divenire ancora peggiori."

Se questo è valido per la scuola dell’obbligo, non vale invece per quella superiore:

"l’Istituto comprensivo di Sigillo, constata che la politica scolastica promossa dalla Provincia di Perugia per la scuola superiore (come emerge dal Piano approvato lo scorso 28 ottobre) va in tutt’altra direzione." Ragion per cui è inevitabile raffrontare quest’atteggiamento "ai provvedimenti di razionalizzazione già attuati nei confronti delle scuole dell’obbligo della fascia appenninica."

La conclusione è inevitabile: "nella scuola dell’obbligo di taglia e si accorpa" scrive l’Istituto di Sigillo "mentre in quella superiore di sdoppia. Ai bambini di sei anni si chiedono enormi sacrifici, a quelli di quindici si concedono indubbie agevolazioni." Che cosa chiede, dunque, il collegio docenti dell’Istituto comprensivo di Sigillo alla Regione dell’Umbria? "di mantenere gli equilibri attualmente esistenti all’interno del Distretto scolastico così da creare i presupposti non per un indebolimento ma per un potenziamento complessivo dell’offerta formativa, anche e soprattutto a vantaggio delle indispensabili scuole dell’obbligo della fascia appenninica."

 

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SCUOLA E TERRITORIO

Perplessità delle scuole dell'obbligo della fascia nei confronti del Piano scolastico provinciale. Si chiede di mantenere lo "status quo"

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