L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 7 dicembre 2003

FOSSATO DI VICO

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Albatros: un volo per

guardare dall'alto

Un’associazione culturale a Fossato volontaria e spontanea è un fatto che desta curiosità a noi ed ai nostri lettori. Questa è Albatros; una quarantina di soci, per lo più giovani, alcune iniziative che hanno attratto l’attenzione dell’opinione pubblica: un’assemblea sulla pace in occasione della guerra in Iraq, una successiva sul Parco del Monte Cucco ed ora sta organizzando una mostra di arti visive. Ma perché una associazione culturale a Fossato, quale ruolo svolge, quali sono gli obiettivi che si pone? Ne parliamo con il presidente. E’ un giovane ingegnere di 31 anni, si chiama Mauro Monacelli. E’ responsabile del controllo qualità della Faber Flaminia, un’azienda leader nel settore delle cappe aspiranti ed in possesso di sistemi di sicurezza aziendale e tecnologie all’avanguardia con relative certificazioni ISO 9001, 14001 e OHSAS 18001. Nel passato ha fatto parte della polizia di stato nella Digos in quel di Pisa, dove sono molto attive forze eversive di estrema sinistra, svolgendo pure indagini sul terrorismo. La scelta di ritornare a casa, dopo la laurea, è dovuta all’assoluta soddisfazione del lavoro attuale ed alla volontà di risiedere nel paese d’origine.

Gli chiedo il perché di Albatros. "Il nome non è una mia idea: è nato dal gruppo dei soci fondatori in particolare da un’idea di Gianni Galassi, amministratore dell’associazione, ispirato dalla famosa poesia di Charles Baudelaire. L’albatros è un uccello dalle ali smisurate senza timore dell’ignoto, sempre in volo sopra immensi spazi marini alla ricerca di nuove terre è da sempre il simbolo dell’avventura, della libertà, della necessità di scoprire e conoscere. Infatti tra gli scopi dell’associazione c’è proprio quello di conoscere, di approfondire, di acquisire maggiore consapevolezza su tutti quei temi che possano interessare direttamente o indirettamente i cittadini di Fossato. Ecco questo è il senso. L’associazione è rivolta ai gruppi locali e punta molto sui giovani. E’ un momento di aggregazione per discutere ed approfondire i temi di interesse locale e generali."

Il direttivo dell’associazione Albatros è composto, oltre al presidente Mauro Monacelli, all’amministratore Gianni Galassi, dal vice presidente Roberto Bartoletti, dal segretario Stefano Bertolino, da Rossella Sborzacchi, Silvia Mariani e Daniele Bellucci.

D.: Per i temi che tratta, i componenti, il tipo di messaggio l’associazione viene percepita nell’ambito della sinistra ...

R.: I temi della politica fanno parte del dibattito culturale; l’associazione è aperta a tutti, in particolare a chi ha qualcosa da proporre. Una proposta è portata avanti senza pregiudizio.

D.: Ci sono difficoltà?

R.: L’associazione è ancora molto giovane, non ha risorse economiche, si basa esclusivamente sul lavoro volontario dei soci e la difficoltà maggiore sta nel tempo limitato che i soci possono dedicarvi. Tuttavia crediamo valga la pena di impegnarsi per migliorare il luogo in cui si vive e tutti gli interessati possono contattarci tramite l’indirizzo albatrosfossato@libero.it.

D.: Cosa significa per voi fare cultura a Fossato?

R.: Significa riscoprire una cultura esistente, la promozione di manifestazioni artistiche, favorire iniziative locali. In pratica la cultura come aggregazione. I giovani in particolare hanno bisogno di parlare d’altro dei soliti argomenti sportivi o musicali: vogliono anche più impegno. In questo senso noi vogliamo fare da tramite, vogliamo rivolgersi a chi sa, vogliamo cercare di capire. La mia scelta di partecipare per esempio è data dalla volontà di apportare un contributo al territorio, di stare con gli altri giovani che fanno parte dell’associazione, con i quali inizialmente ci siamo incontrati per caso e con i quali abbiamo trovato gli stessi interessi.

D.: Nell’assemblea sulla guerra in Iraq sono emerse posizioni piuttosto estremistiche, antiamericane, ultrapacifiste, radicali ...

R.: Io non sono un estremista, sono un moderato.

D.: Nell’assemblea sul Parco di Monte Cucco è venuto fuori il concetto di sviluppo sostenibile. Che cosa significa per te sviluppo sostenibile?

R.: Il concetto di sostenibilità è già insito nel significato di sviluppo, soprattutto se si pensa ad uno sviluppo sano e duraturo, e la valutazione io non la farei solo sull’utilità, ma anche sul valore aggiunto reale che apporta alla comunità: quindi più che l’utilità, valuterei l’opportunità. Di fronte all’insediamento di un’azienda che comporta dei rischi ambientali ma anche un vantaggio occupazionale, io approfondirei l’argomento e valuterei i pro ed i contro, poi prenderei una decisione. Ci vuole buon senso. Comunque lo sviluppo è un obiettivo fondamentale, crea enormi vantaggi e ricchezza per tutti, in particolare per i giovani.

La nostra conversazione finisce qui. Abbiamo parlato anche di altri argomenti: per esempio il terrorismo, il fondamentalismo religioso in particolare islamico, il ’68, ma sarebbe lungo e complesso riferire il tutto. Probabilmente ci saranno altre occasioni visto l'interesse pubblico che questa associazione ed i suoi componenti stanno accumulando.

Ottavio Giombetti

 

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A colloquio con il presidente Mauro Monacelli

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