L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 7 dicembre 2003

LA POSTA

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Un grazie ... che ci viene da lontano, con affetto e tanta nostalgia

Salve,

mi chiamo Roberto Santinelli, lavoro al Centro Europeo per le Ricerche Nucleari di Ginevra (CERN) e sono un cittadino gualdese. Leggo puntualmente via internet il vostro quindicinale e sono molto soddisfatto di questo, perché mi consente di stare al passo con gli eventi che si succedono nel mio paese, ancora più che la "Repubblica". Vi scrivo qualche riga che mi piacerebbe veder pubblicata perché dà voce a noi "i nuovi emigranti d'inizio secolo ...".

Un salve a tutti i lettori de L'Eco e ai suoi redattori. Il motivo per cui mi ritrovo a scrivere queste quattro righe è perché questa vuole essere la replica ad un articolo, in cui mi sono imbattuto casualmente navigando in web, di un mio grande amico, da quando avevamo tre anni (vedi N. 5 del 9 marzo 2003, "Saluti e rammarico dall'America").

Anch'io come il caro Gianluca mi ritrovo, per motivi di lavoro, costretto a stare lontano da mio figlio e da mia moglie, dai miei genitori e da tutti i miei più grandi amici. Anch'io come lui ho nostalgia dei pomeriggi passati camminando spensierato nella pineta di S. Guido o delle lunghe ore passate in palestra, più che ad allenarmi a chiacchierare con il proprietario, in un clima ludico e rilassante al contempo, non riproducibile in ogni altra palestra che io conosca. Come lui ho nostalgia dei supermercati dove ancora, sebbene tutti si lamentino del carovita post euro, con 50 euro puoi ancora fare la spesa settimanale per tutta la famiglia (magari poco numerosa, d'accordo).

Si, verissimo i Giochi delle Porte, anche loro hanno il loro fascino. Quel sapore dolce-amaro che ti porti dietro fin dai tempi in cui si facevano le prime uscite, poco più che bambini. Quell'inebriante atmosfera che puoi palpare con mano, mista all'odore del vino e alla vita che pullula in ogni vicolo e anfratto del borgo. Si anche i Giochi, come a lui, mi mancano ma soprattutto a differenza di lui, non posso dire che mi manchino le serate in piscina o nelle discoteche o nei pubs. Questi sono cliches ormai troppo consumati dal tempo e dall'abitudine, facilmente reperibili in ogni posto di questo piccolo mondo. In compenso mi mancano quei momenti di intimità, davanti al caminetto, con mio figlio, mentre giochiamo con le automobiline e Michela (mia moglie) che prepara la cena in cucina ...

No, non fatemi continuare che veramente mi vien voglia di prendere il primo aereo domani stesso, sola andata e starmene per sempre a casa mia. Tutto questo comunque per dire cosa?

Caro il mio Gianluca, quanto comprendo il motivo che ti ha spinto a scrivere quel tuo bell'intervento. Credo che sia lo stesso per cui ti immagino alle 11 di sera a cercare di nascosto notizie su internet della nostra Gualdo, chiuso magari in qualche freddo ufficio della tua Università, cosi' come sto facendo io nel mio, qui, a Ginevra. Un modo per sentirti vicino alla vita che in realtà ci sfugge, alle vicende locali da cui non vuoi rassegnarti ad essere escluso. E' il tuo contributo che vuoi dare, è una voce che si alza da 6000 km e che reclama la sua identità di cittadino gualdese. Io l'ho trovato lodevole come tra l'altro è pregevole il servizio che ci viene offerto dai redattori de L''Eco: avere disponibile con un click una così preziosa, per noi, fonte di informazioni. Forse solo chi condivide un'esperienza come la nostra può capirci.

Ma caro il mio Gianluca, su una cosa devo proprio puntualizzare. Due omicidi possono far di Gualdo un Far West, secondo te? O è forse vero che è Gualdo che si sta adattando al trend
generale di qualunque altra realtà?! Ma proprio tu che vivi in una città come Boston, dove mi hai detto che, non molto tempo fa, per un oggetto prezioso, una persona è stata accoltellata sotto la metropolitana, dicevo, proprio tu parli di Far West a Gualdo? Onestamente penso che eccezionale sarebbe piuttosto una realtà in cui è consentito ai cittadini di vivere senza chiudere a chiave la porta di casa di notte, o ai bambini di giocare per strada senza correre il rischio di imbattersi in qualche male intenzionato.

No. Continua pure a pensare a Gualdo come al paesello, carico di dolci ricordi, in cui rifugiarti nei momenti in cui ti senti triste e ti mancano gli affetti. Qui c'erano, ci sono e sempre ci saranno persone che ti vogliono bene e che ti stimano. Qui sempre ci sarà una fontanella con la buona acqua che ci contraddistingue e l'aria buona. Qui ci sarà la Rocchetta e San Guido e Santo Marzio e la Valsorda con Serrasanta e la piazza in festa e ... e nulla ci vieta di invecchiarci in questa oasi, semplicemente al passo con i tempi, una volta che la nostra curiosità per il mondo si sarà esaurita lasciando nuovamente il posto alla necessità di avere certezze che solo il tuo paese natio può offrire.

 

CARO DIRETTORE

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Nota della redazione

 

Nota della Redazione

Una lettera come questa lettera, da sola, è sufficiente a ripagarci dell'impegno (e a volte delle amarezze) che ci comporta la pubblicazione del giornale, ponte di collegamento con tanti amici lontani dalla terra di origine, e ci fa vivere la soddisfazione degli amici sparsi per il mondo che, grazie a noi, continuano a sentirsi a casa, anche in virtù dell'impegno con cui l'amico Angelo Pucci cura il nostro sito internet, aggiornandolo ad ogni uscita del giornale.

Ed è bello scoprire che, attraverso di noi, due amici possano scambiarsi le opinioni sulle cose di casa nostra, l'uno da Boston e l'altro da Ginevra. Miracoli dell'evoluzione tecnologica e del progresso, coniugata con il mestiere più bello del mondo.

 

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