L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 7 dicembre 2003

LA POSTA

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A proposito di demolizioni

Ho seguito passivamente e quasi con un senso di compassione l'inutile diatriba, come sarebbe stato logico aspettarsi sin dall'inizio, se demolire o meno le palazzine cinquecentesche, sottolineo del 1500, poste a divisione della principale piazza cittadina. Vorrei rammentare alla maggioranza dei gualdesi che, rispetto a non molti anni fa, esiste, anche se molte volte furbescamente ignorata, una Soprintendenza che, grazie a Dio, tenta di vigilare e evitare sbagli passati. Ma sembra che a Gualdo Tadino la propria storia non insegni nulla.

Se, come sembrerebbe, esistono soldi e volontà di demolire, perché allora non si cancellano quelli che sono stati i veri scempi architettonici? Se vogliamo allargare le piazze, perché allora non acquistiamo l'ex palazzo Sinibaldi (commento di un fugace turista fu: con quel tetto sembra dì stare ad Amburgo) e lo abbattiamo guadagnandone in estetica e in spazio? Se c'è tutta questa voglia di demolire, perché non ci togliamo di torno, una volta per tutte, forse il peggior intervento edilizio concepito nel centro storico gualdese, e mi riferisco al palazzo posto a contornamento dell'ex chiesa di S. Chiara e sostitutivo dell'Ospedale Vecchio?

Come dire belle le antiche mura urbiche ripulite e ristuccate; ma, signori miei, non osate alzare lo sguardo.

Massimiliano Barberini

 

CARO DIRETTORE

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