L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 23 - 7 dicembre 2003

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Il fantasma del comprensorio

L'ultima seduta del Consiglio Comunale si è sciolta per mancanza del numero legale al momento della presentazione di un documento della maggioranza che avrebbe dovuto impegnare l’amministrazione a "sostenere, nelle opportune sedi istituzionali, le iniziative idonee ad ovviare alla situazione determinatasi nella Sezione Distaccata di Gubbio e Gualdo Tadino del tribunale di Perugia, sollecitando in un primo luogo la applicazione a tempo pieno del Magistrato togato ...".

Sull'argomento si è registrata una presa di posizione del gruppo di minoranza "Il Rosone" in merito alla politica comprensoriale; in un suo comunicato si legge che "Solo quando Gubbio dimostrerà nei fatti il proprio interesse per l’intero comprensorio e non solo per il proprio campanile, noi non ci sottrarremo dal sostenere le sue esigenze".

Il comunicato prosegue polemicamente "Quando gli amministratori gualdesi avranno l’interesse, la volontà e la fermezza di ricordare agli amministratori eugubini che l’apertura dello scientifico a Gubbio, da loro fortemente voluta e sostenuta, male si concilia con una armonica politica comprensoriale, forse potremmo iniziare una nuova fase nei rapporti con i nostri vicini" e termina con la puntualizzazione "Lo spirito che ha determinato la bocciatura del documento, da parte dei consiglieri del Rosone, non è stato quello della ripicca, ma di voler inviare agli amministratori eugubini, un chiaro messaggio politico: Gubbio non può continuare e Gualdo Tadino non può più tollerare la politica del doppio gioco. Una armonica e coordinata politica comprensoriale va fatta riconoscendo pari dignità alle esigenze ed alle aspettative di tutte le comunità che lo compongono tutti i giorni del mese e tutti i mesi dell’anno".

E' un forte segnale in materia di politica comprensoriale che va ad aggiungersi alla decisa presa di posizione già espresse dal sindaco e dall'assessore Cappelletti, in merito alla tante volte sollecitata trasmigrazione del comune di Gualdo Tadino, dall'ASL di Foligno a quella di Città di Castello: Gualdo Tadino non può solo fare passivamente demografia per la "grandeur eugubina"; e quanto all'ospedale unico di Branca non può essere un cappio al collo: allorché sarà funzionante l'utenza gualdese l'utilizzerà o meno a seconda delle proprie esigenze, non dimenticando che, per la sua posizione geografica, da Gualdo Tadino si può arrivare indifferentemente a Fabriano, Foligno e Perugia. E, per restare in argomento, fa un certo effetto leggere sulla stampa regionale l'ordine che arriva da Città di Castello "Gualdo entri subito nell'ASL n.1"; ma questa città ha ancora degli amministratori propri o viene già dato per scontato che sia alla mercè di conquistatori di ventura?

E' tanto difficile per il sindaco Cecchini capire che Gualdo Tadino non ha nulla in comune con l'Alto Tevere?

 

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