L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 22 - 16 novembre 2003

LETTURE

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Segni particolari:

lettrice

Rubrica di consigli librari a cura di Marta Porzi

martaporzi@tiscalinet.it

Carlo Lucarelli, Un giorno dopo l'altro

08ungiorndop.jpg (7710 byte)"Ci sono certi silenzi in cui le parole non dette suonano più forte. Non era solo per l’assenza di rumore intorno, o perché il silenzio della solitudine gli avesse sigillato insieme le labbra, lingua e gola giù, fino allo stomaco, come un tubo inutile e pieno. Era una questione di luce ... Con le voci senza suono, invece, con le parole dei pensieri, è il contrario. Per quelle ci vuole il buio."

Quante volte ci capita di trovarci da soli in una stanza poco illuminata o in mezzo alla natura o in una chiesa deserta, e scoprirci ad ascoltare? Ascoltare è un’azione che non facciamo più al giorno d’oggi, immersi e travolti come siamo dai nostri impegni, dal traffico, dal frenetico caos del nostro secolo. Non conosciamo più il vero silenzio, non sappiamo distinguere i richiami della natura, non sappiamo parlare con noi stessi, perché uno con se stesso ci può parlare solo nel più profondo silenzio. Ci sono poi delle volte in cui desideriamo così ardentemente quella quiete perduta, da arrivare al limite della follia. Oltrepassare il confine…il confine della pazzia, il confine della lealtà e perfino ... il confine della vita ...

"Non l’aveva mai sentito un silenzio così. Era come riempirsi le orecchie di ovatta ma senza sentire il ronzio dentro la testa, il fischio opaco sui timpani. Era un silenzio che avvolgeva tutto, fasciava tutto e non si fermava, scendeva giù e riempiva, gonfiandosi, bianco e compatto. Era il silenzio senza il rumore del silenzio."

La morte ... è davvero questa l’unica soluzione? E’ davvero l’unica via quella di diventare uno spietato - oppure eterno bambino ferito - serial- killer, uccidendo chiunque sia pericoloso anche solo un po’ per le nostre idee o per i nostri piani? C’è davvero della buona logica nel passare di pelle in pelle, di identità in identità, per sfuggire a quel vuoto che abbiamo dentro e che ci vuole afferrare e fare suoi in eterno? Perché, in fin dei conti, la domanda è solo una, cruda e secca,senza sfumature: possiamo fuggire da noi stessi?

"Era così abituato a portare lineamenti diversi, a indossarli e a interpretarli, che così nudo non era più niente, anonimo come una base per il trucco."

Così è questo il nostro personaggio, il protagonista di questa storia. Un fantasma, uno scheletro nell’armadio, un bambino capitato nel posto sbagliato al momento sbagliato, forse, o forse no. Forse è veramente un crudele assassino, un pittbull che sbrana le sue vittime quando meno se l’aspettano, forse ... forse non lo sapremo mai, ma vale comunque la pena di provare a capirci qualcosa, in questo strano mondo che siamo noi esseri umani ... no?


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Libri


Edizione Einaudi tascabili - prezzo 8,80 euro

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