L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| SCUOLA |
Nel numero 19 del 5 ottobre, su questo giornale, è passato un po in sordina un articolo sulla richiesta dellistituzione di una scuola Montessori a Gualdo Tadino. Eppure, a mio avviso, e come uomo impegnato direttamente nelleducazione infantile, credo che, sulle motivazioni addotte per giustificare la richiesta, alcune considerazioni vadano fatte. Nel pezzo si legge che a Gualdo Tadino esisterebbe ancora "il pregiudizio verso le innovazioni ... e in una città come Gualdo, a mio avviso, carente e poco sensibile verso il mondo dellinfanzia". Per formazione mentale sono portato a rispettare le opinioni di tutti, soprattutto quando chi le esprime si firma in prima persona e si espone. Nel pezzo non è specificato, ma, trattandosi, come argomento, della istituzione di una scuola montessoriana, devo dedurre che laccusa di pregiudizio verso le innovazioni e di poca sensibilità nei confronti dellinfanzia sia rivolto in particolar modo alla scuola dellinfanzia ed alla scuola elementare della nostra città. Ebbene, tale giudizio non mi trova concorde. Innanzitutto è sempre sbagliato sparare nel mucchio. Si rischia di colpire a casaccio anche, e soprattutto, chi non lo merita. A meno che non si creda che tutta la scuola primaria gualdese sia da gettare nel cestino dei rifiuti. Secondo poi, credo che sia profondamente ingiusto applicare questa etichetta alla scuola di base gualdese. Negli anni scorsi tutte le innovazioni previste nei vari decreti legislativi sono stati pienamente recepiti. Ed anche di più. Un esempio? La riforma del ministro Moratti ha introdotto, da questanno, lobbligatorietà dellinformatica in tutte le classi e lobbligatorietà dellinglese anche nelle prime due classi (la legge lo prevedeva già per il secondo ciclo). Ebbene, a Gualdo Tadino si fa informatica in quasi tutte le scuole già da diversi anni e la lingua inglese (grazie ad un intervento del comune) era già stata introdotta da alcuni anni nella scuola materna e nel primo ciclo della scuola elementare. Sul piano metodologico, poi, si parla e si opera da anni in termini di progetti e di progettualità e ne sono testimonianza i diversi prodotti (pannelli in ceramica, pubblicazioni, giardini, rappresentazioni teatrali ) che sono stati realizzati. Che la scuola di base a Gualdo Tadino si caratterizzi per immobilismo è, quindi, tutto da dimostrare. Né voglio negare che possano esistere situazioni negative modificabili e migliorabili. Se, però, un test ministeriale propinato alle classi IV delle scuole gualdesi ha dato un esito superiore alla media, ciò significa che non ci troviamo in una realtà così decrepita. C'è da aggiungere, poi, che, soprattutto in questi ultimi anni, la scuola di base gualdese (così come quella di altre realtà) si è presa sulle spalle la difficile incombenza dell'inserimento dei numerosissimi alunni stranieri. Non che questi bambini creino pregiudizialmente più problemi degli indigeni in termini di apprendimento. Il fatto è che arrivano spesso a scuola senza conoscere l'italiano. Il compito degli insegnanti è stato ed è, quindi, davvero encomiabile oltre che faticoso, perché, in qualsiasi periodo dell'anno arrivano questi bambini (spesso a metà anno scolastico), devono rimboccarsi le maniche ed iniziare d'accapo con percorsi didattici specifici per ogni caso. Quanto alle metodologie di insegnamento, poi, io ho una mia teoria, che può essere mutuabile con quanto affermano continuamente gli allenatori di calcio: "Non è fondamentale il modulo di gioco, ma chi lo interpreta". Nella scuola credo succeda un po la stessa cosa. Un ottimo metodo può provocare insuccessi se applicato da un cattivo insegnante; un metodo ritenuto di serie B può risultare molto efficace se applicato da un ottimo insegnante. Piuttosto cè da cominciare a pensare alla scuola che verrà, quella della riforma Moratti e della filosofia che la ispira. Michele Serra, in un articolo su "La Repubblica" uscito qualche giorno fa, ne ha tracciato un profilo alquanto inquietante, parlando della innovazione più esplicita cui si troveranno di fronte famiglie ed insegnanti: il portfolio delle competenze (i genitori delle classi seconde del Capoluogo di Gualdo Tadino sanno di cosa parlo perché lanno scorso è stato sperimentato in classe prima). Ne riporto qualche tratto: "(Il portfolio) è una normale, rassicurante cartelletta con gli anelli, acquistabile nella cartoleria di fronte alla scuola, dove ficcare temi, lavori scolastici, giudizi di maestri e professori e quantaltro. Più minacciosamente il dizionario Garzanti spiega che il portfolio è, nel linguaggio pubblicitario, la raccolta di testi ed immagini destinate alla promozione di un nuovo prodotto o di una linea di prodotti ... La lettura dellopuscolo della Moratti conferma, a partire dal portfolio, il fondamentale ed inquietante dubbio che lattuale classe dirigente veda nella scuola italiana una specie di colossale corso di inserimento aziendale, descritto con mentalità aziendale ... Quando spiega che alla fine del primo ciclo (nella riforma è al dodicesimo anno di età) è necessario percepire il profilo professionale del bambino, informando la famiglia di eventuali scostamenti che possono far divergere da tale direttrice. Una specie di precoce incravattamento del ragazzino (o ragazzina) che nel tempo in cui la formazione personale di solito è più libera, divagante e felicemente ambigua, vengono chiamati a corrispondere, poveracci, addirittura ad un profilo professionale. La povera signora Montessori, potesse rinascere e potesse leggere lopuscolo, sarebbe subito ricondotta alla tomba da un fulminante coccolone ... Lumore che traspira da documenti come questo piccolo dizionario della riforma è indubitabilmente quello dellefficientismo aziendalista, che vede nei bambini soprattutto dei professionisti in erba. Nonostante il gran parlare di persona e formazione della persona, concetti mutuati dalla cultura cattolica, la scuola morattiana rischia di essere, per quelle persone che sono i bambini, una lunghissima anticamera davanti alla porta del capufficio. Una precocissima, spietata selezione del personale". Che dire? Alla luce di queste considerazioni, listituzione di una scuola montessoriana sarebbe auspicabile anche a Gualdo Tadino, ma per contrapporsi alla scuola che verrà, non a quella che cè adesso.
| A PROPOSITO DELLA SCUOLA MONTESSORIANA Qualche considerazione anche sulla scuola che verrà con la riforma Moratti e sull'"inquietante" portfolio delle competenze |