L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 21 - 2 novembre 2003

TERRITORIO

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Antichi sapori

Un viaggio nella terra che digrada in tutta la sua maestosità dal Monte Cucco sino al Chiascio rimane soltanto un’escursione se non prevede un’immersione nell’enogastronomia locale. Le mille specialità del territorio, il più piccolo del Parco del Cuoco, 26 Kmq, offrono al turista sensazioni e sapori difficili da dimenticare tanto in fretta.

Iniziamo dal pane: fino ad un passato non troppo lontano, il pane bianco di frumento era consumato soltanto in occasioni particolari, mentre nel quotidiano si utilizzava il pane "bruno" di segale, che un tempo era cotto in forni comunitari per risparmiare sulla legna. Oggi il "pan bruno", consigliato dai dietologi, rappresenta un prodotto tipico della zona, le cui caratteristiche si sposano perfettamente con la gran qualità dei formaggi locali.

Il più celebre dei prodotti caseari, il "pecorino di fossa" ricordato nei testi degli scrittori greci oltre 2500 anni fa (Ateneo, Archestrato), prodotto in alpeggio con metodi esclusivamente tradizionali, e due secoli dopo, Crisippo e il romano Catone il Censore descrivono: "un cibo somigliante alla polenta di farro al formaggio."

Lo stesso incanto gastronomico si riscontra nella gran varietà d’insaccati, prosciutti e salami, tutti realizzati con lavorazioni particolari e arricchiti di spezie ed erbe aromatiche. Tra i più rinomati il prosciutto affumicato, i mazzafegati (salsicce di fegato), insaccati vari, guanciale, cotechino, coste, fegatelli, zampetti, spalletta. pancetta arrotolata, barbozza, lonza, capocollo, ecc.

Un tipico menù sigillano prevede, come antipasto: formaggio di vario tipo a cubetti. Primo: gnocchi con patate lesse e pecorino grattugiato e ricotta. Secondo: padellaccia con ritagli di maiale e pane inzuppato. Contorni: erbe cotte e insalate fresche. Il tutto accompagnato da buon vino locale.

E’ però significativo il fatto che il termine latino "caseus" (formaggio) deriva dalla parola degli antichi, Umbri "Ouatseio" (alimento fermentato). Nel corso della sua storia Sigillo ha sempre custodito gelosamente le sue tradizioni antichissime legate all’allevamento, alla pastorizia ed alla produzione degli alimenti che ne derivano, sia per l’eccellente vocazione del territorio che per la particolare esperienza ed abilità delle persone che vi si dedicano.

 

Le mille specialità enogastronomiche del territorio

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