L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 19 ottobre 2003

SIGILLO

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Toponomastica sigillana

Il primo uomo e la prima donna si chiamarono, Adamo ed Eva. A noi, loro lontanissimi discendenti, non è consentito chiamarci col solo nome e, quindi, per bene individuare le personalità, dobbiamo aggiungere al nome il cognome; per di più, specialmente negli atti pubblici, al nome ed al cognome dobbiamo aggiungere ancora, secondo i casi, altre indicazioni, come il luogo di nascita, la professione o il mestiere, oppure i titoli accademici, il domicilio, indicazioni che tutte insieme formano le cosiddette "generalità".

Il cognome è invece il nome proprio di tutta la famiglia, che necessariamente si tramanda di padre in figlio e rimane comune a tutti i suoi rami servendo a distinguere una famiglia da tutte le altre. L’importanza dei nomi propri di persona ha determinato lo sviluppo di una disciplina storico-linguistica detta "onomastica". L’onomastica è la scienza, non molto antica, infatti, i più importanti studi in questa materia risalgono al secolo XVIII., dei nomi di persona e quindi lo studio dell’origine etimologica dei cognomi. Il "casato" non è che la specificazione della famiglia aggiunta al nome proprio e così va scritto dopo il nome. Cornelia Gigli vuol dire: "Cornelia della famiglia Gigli"; se si scrivesse Gigli Cornelia sarebbe una posposizione non ammessa dal buon uso dei nostri vecchi e di tutto il mondo civile.

Il nome dopo il casato si mette solamente negli elenchi alfabetici dove le persone vengono raggruppate per famiglie e allora si capisce. In quanto all’etimologia della parola "cognome" essa è evidentissima: "cum nomine", che va cioè unito al nome.

Pur essendo vecchia regola di proprietà del dire e del sistema onomastico italiano che il cognome non deve essere preposto al nome, è invalso ormai l’uso, derivato probabilmente dagli ambienti militari, di mettere prima il cognome e poi il nome. Questo brutto uso, da utilizzare soltanto nella formazione di indici e di registri, da alcuni anni è stato adottato purtroppo anche nella toponomastica stradale sigillana; quindi accanto alle vecchie vie che si chiamano Via Giacomo Matteotti, Via Dante Alighieri, Via Alessandro Manzoni, Via Ippolito Borghesi, ecc, nella toponomastica di formazione recente sono apparse Via Moro Aldo, Via Togliatti Palmiro, Via Nenni Pietro, Via Luconi Geremia, Via Viola Edoardo.

In un momento in cui Sigillo sta ampliando l’agglomerato cittadino con nuove lottizzazioni e quindi con creazione di nuove vie o piazze, sarebbe opportuno non adottare il sistema toponomastico più recente, ma ritornare all’insegnamento consolidato dei nostri antenati.

Giuseppe Pellegrini

 

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