L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 19 ottobre 2003

FOSSATO DI VICO

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Benessere e buonumore

Sabato 18 ottobre si è svolta la prima edizione di "Città del ben ...essere!!! E buon ... umore, la travolgente storia d'amore" che già l'anno scorso in fase sperimentale riscosse un notevole successo di pubblico. L'evento si è svolto presso la biblioteca comunale presso la scuola elementare e media. Hanno partecipato, fra gli altri, il sindaco e la vice sindaco di Fossato Francesco Monacelli ed Anna Burzacca, rappresentanti della Fondazione Cassa Risparmio Perugia, il nutrizionista dott. Guido Monacelli.

La manifestazione è stata organizzata per approfondire le problematiche legate alla malattia del gozzo tiroideo dovuta a carenza iodica. Sulla sorta di queste problematiche, l’Asl n. 1 di Città di Castello, in collaborazione con il Centro studi nutrizione umana e la Fondazione della Banca dell’Umbria, ha dato il via al progetto "Quo Vadis ...?" che ha coinvolto circa 40 mila persone ed ha affrontato, insieme alle amministrazioni comunali ed associazioni territoriali le problematiche legate alla malnutrizione per difetto di carenza di iodio.

Il dott. Monacelli, parlando dei risultati del progetto "Quo Vadis ...?", ha riferito che l'andamento delle vendite del sale iodato in Italia dal 12% del 1997 è passato ad un 30% nel 2003, quindi la sensibilizzazione della popolazione sulla prevenzione del gozzo tiroideo è in progressivo aumento. Il nostro progetto ha impresso una notevole accelerazione a questo processo nell'area di Gubbio, contribuendo in maniera determinante alla eradicazione del gozzo tiroideo, passato da un valore del 28% nel 1995 al 3,8 nel 2001. In quest'area il consumo di sale iodato passa da un valore iniziale del 13% ad un valore nel 2003 del 70%, più che doppio rispetto alla media nazionale. Un altro obiettivo del progetto era l'estensione di questa consapevolezza ai Comuni della fascia appenninica (dove il gozzo era presente nel 2001 con un valore pari al 9%). Anche in questo caso le popolazioni hanno risposto positivamente, come dimostra l'andamento delle vendite di sale iodato che raggiungono nel 2003 un valore del 50% superiore alla media nazionale.

 

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