L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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Il giorno 11 luglio1944 io, suo figlio Peppino, capopartigiano e ricercato, nascosto in casa in una camera al secondo piano, sento parlare tedesco in cucina, ma non posso fuggire finché Teresa mi chiama "figlio mio questo soldato stava facendo il rastrellamento per minare il ponte della Fossa; era tanto sudato e stanco che l'ho invitato a bere un bicchiere di vino, guarda come si è appisolato". Intanto, mentre i tedeschi erano ancora attestati a Scheggia, i militi della Repubblica di Salò di Cantiano contano di catturare Peppino, quando farà visita alla moglie Marulla che ha dato alla luce il figlio Gabriele; ma la moglie per evitarne la cattura si sposta con una treggia per circa Km.20 portando il neonato di 20 gg fino a Burano, zona controllata dai partigiani, dove Teresa il 30 luglio attraversa le linee e la raggiunge portandole la notizia che il marito è in salvo. Nel settembre 1944 il figlio Peppino, nominato dal governatore inglese sindaco di Costacciaro, dispone nelle casse comunali sole lire 13; poiché l'unica fonte di entrata del comune è costituita dal dazio, sollecita l'addetto a controllare e a riscuotere qualche lira. Il daziere risponde che c'è poco da controllare "tranne sua madre, che gira per il paese con un fiasco sotto il sinale". Allarmati, andammo a controllare in cantina e scoprimmo che una botte da 4 quintali era stata ammezzata, senza che Teresa avesse mai portato una lira in casa; alle nostre proteste osservò che li aveva dati in elemosina, precisando "se avete una salute di ferro è la grazia per l'elemosina". Nella sua bontà si offrì come comare alle due famiglie più povere del paese, il cieco Aristide che viveva di elemosina, e l'Agata di Peppe. Quando morì il vecchio Ragno nessuno voleva lavarlo e pulirlo, persino il vespillone si rifiutò e mamma Teresa mi obbligò a compiere quest'opera di carità; dal 1921 al 1975, finché ha abitato al paese, ha vegliato fino all'alba tutti i morti e sempre mi ha portato a baciarli perché "chi crede non deve temere la morte". Come era consolante veder morire nel proprio letto un familiare già visitato dal sacerdote! A quei tempi ce n'erano due ed avevano tempo, ma ora che tristezza costatare che si ha paura di chiamare il prete! Con quale diritto la moglie o i figli decidono della vita eterna? Ho avuto tante testimonianze di gente che l'ha conosciuta e cito solo quella di Morotti Nicola, moglie di Martella Giuseppe: "Ero in chiesa e tua madre, inginocchiata alla balaustra dell'altare, pregava. Rimasi incantata e senza parola perché sussurrava come in estasi e ripeteva "Signore la pace per tutti, perdona tutti". Aveva una fede convinta, però mai ci ha imposto di pregare o andare a Messa. Il Signore mi ha concesso la grazia di averla per cinque anni con me a Roma. Come fu questa convivenza con i genitori, figlio, nipote e nuora? Una cosa meravigliosa, difficile da spiegare in tempi in cui è considerata impossibile una serena convivenza; persino il secondo marito, Angelino, era diventato un santo e ripeteva "Peppino pedono, Terè, mi voglio confessà!". Mia figlia Antonella un giorno ci disse "ho conosciuto un ragazzo, impiegato del Partito Comunista, venuto per tre mesi alla scuola del partito alle Frattocchie, tra un mese torna a Brescia e ci sposiamo, ma solo in comune". Solo a Costacciaro possono capire cosa abbia significato: io e mia moglie siamo cattolici convinti ed avevo un fratello, padre Luigi. Mamma Teresa disse solo "andiamo a questo matrimonio" e la Antonella commossa rispose "farò battezzare i figli che verranno e li manderò all'oratorio". Lei aveva le ispirazioni: nel giugno 1940, quando partecipando all'offensiva contro la Francia, trascinato da una slavina in un burrone, fui dichiarato morto, Mamma Teresa ripeteva che ero vivo e salvo perché la Madonna della Costa le aveva detto che aveva perduto il marito in guerra, ma non avrebbe perso figlio; quando andammo a farle visita in ospedale, dove era ricoverata per la frattura del femore, ci disse: "Un'ora fa è morto Angelino" (il secondo marito, ricoverato all'ospedale di Albano); non lo sapeva nessuno, tanto che il figlio padre Luigi, prima di ripartire con il treno, ci aveva assicurato che stava benino e l'indomani avremmo potuto fargli visita. Mamma Teresa, una donna di fede eccezionale d'altri tempi vissuta in silenzio, e mancata al mio affetto nel 1981.
| COSTACCIARO Virtù eroiche di altri tempi nella rievocazione del figlio Peppino Ruggero Lupini, già capo partigiano e sindaco di Costacciaro |