L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 19 ottobre 2003

ISTRUZIONE

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Caprara servizi e ... disservizi

Scrivo ancora una volta sulle pagine di questo giornale per denunciare disservizi, anche se preferirei parlare di notizie positive. Ho comunque speranza nel futuro, anche se posso assicurare che come madre di tre figli garantisco che a volte è veramente difficile vivere in una frazione.

La data del 1° ottobre, mi ricorda i tempi in cui andavo io a scuola: bei tempi, non solo perché ero più giovane, ma perché si andava a scuola felici. Noi bambini non avvertivamo le tensioni dei grandi. Era tutto molto più semplice, veniva rispettata la dimensione del bambino. Oggi invece si arriva al primo ottobre già stanchi della scuola.

Ieri pomeriggio noi genitori abbiamo avuto un incontro con le insegnanti dei nostri figli, della scuola materna di Caprara. Una scuola di periferia, indubbiamente, ma con una grande importanza ambientale perché raccoglie bambini provenienti da un largo bacino di utenza, da frazioni anche molto distanti tra loro. Una scuola indubbiamente di qualità, e parlo con convinzione di madre ed insegnante, dove la dimensione "umana" del bambino è veramente rispettata, in un clima sempre sereno e stimolante. E’ una di quelle poche scuole ormai, e ne vedo poche in giro, dove gli alunni entrano sorridendo.

È successo dunque che i nostri figli sono stati messi in un container perché nel vecchio edificio scolastico devono essere fatti piccoli interventi di ristrutturazione. Fin qui tutto bene, se noi genitori fossimo stati avvertiti, non dico a Giugno, sarebbe chiedere troppo, ma in estate, con una lettera alle famiglie, visto che gli alunni sono pochi, per dare comunque a tutti la possibilità di valutare e scegliere dove mandare i nostri figli a scuola, un ambiente dove, soprattutto i più piccoli, passano gran parte della giornata. Passi anche questa, ma si sono assicurati tutti i responsabili che la struttura sia veramente a norma? Fino a ieri, 30 Settembre, non c’era ancora il telefono, 20 giorni dopo l’inizio delle lezioni, e le insegnanti hanno dovuto utilizzare le schede dei loro cellulari per poter comunicare. Fino a pochi giorni fa non c’era una lavastoviglie, perché serviva in una qualche cucina di una imprecisata taverna di Gualdo durante il periodo dei Giochi delle Porte. Non è ancora stata fatta una tettoia per assicurare il passaggio dei bambini ad una struttura attigua che permette loro di riposare il pomeriggio. Perché i bambini, per andare a dormire, devono entrare in un altro locale, che non è ancora stato liberato.

Se non fosse stato per la pazienza e la dedizione degli insegnanti e degli operatori scolastici al loro lavoro, perché si sa, ormai gli insegnanti non sono solo più professionisti, ma martiri, i nostri figli avrebbero fatto scuola tra gli scatoloni, accampati come in un campeggio. Potrebbe anche essere divertente, se non fosse per la rabbia ed il risentimento di pensare che scuole del genere sono considerate di serie B, e forse dobbiamo solo ringraziare ed essere grati ai nostri amministratori che una tale struttura si regga ancora in piedi?

Basterebbe poco, molto poco, non si chiedono grandi interventi, spese esagerate, ma solo un po’ di attenzione. Si chiede rispetto. I nostri bambini sono bambini come quelli che vanno in altre strutture scolastiche del Comune, e si accontentano di quattro pezzi di plastica e legno come giochi, ma hanno diritto alla stessa qualità dell’offerta formativa.

Sandra Costantini

 

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