L'ECO del Serrasanta |
Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| GUALDESITA' |
E il vecchietto dove lo metto? Dopo una visita a Palazzetto, porgo di nuovo la mia attenzione a Cerqueto e mi rallegro moltissimo del fatto che le mie parole, anche se solo in parte, sono state prese in considerazione. Dopo le mie sollecitazioni sulla pericolosità della Statale nel tratto che attraversa la frazione, sono state disegnate sul manto stradale, correlate da relativo segnale e in corrispondenza della farmacia comunale, delle strisce pedonali per rendere o meglio per cercare di rendere più sicuro lattraversamento della strada. Purtroppo i problemi non finiscono qui. Anzi, ultimamente, con molto rammarico, ho notato che cè un'altra fascia sociale che viene, come quella dei bambini, un pò "emarginata" dalla vita. Considerati come un altro "problema" da gestire, gli anziani non vengono più custoditi, come invece dovrebbe essere, come tesoro inestimabile per le generazioni future. Nessuno, avendo la mente già proiettata verso il futuro, ha intenzione di ascoltare vecchi racconti e aneddoti sulla storia che ha preso vita a Cerqueto e nessuno ha tempo libero da trascorrere in buona compagnia di un anziano che, dopo una vita di sacrifici e duro lavoro, si ritrova a vivere le sue giornate in solitudine. A fargli compagnia solo qualche "acciacco" fisico e dei ricordi che una memoria un po' capricciosa inizia a percepire come confusi. Questo è un problema che accomuna tutta la società ma io mi rivolgo a Cerqueto, piccola frazione che deve la sua storia a quelle vecchie braccia che a suo tempo hanno lavorato con sacrificio la sua terra. La maggior parte degli anziani di Cerqueto passa le giornate al tavolino del bar del paese, giocando a carte o scambiando quattro chiacchiere sul tempo che fa i capricci o sulla moglie che inizia a "perdere qualche colpo". Non è il modo migliore per trascorrere una giornata ma è lunica via per avvicinarsi ai giovani, al resto della società, per non essere completamente esclusi dalla vita sociale, per cercare di riacquistare un po di quella importanza che un tempo era sacra. Mi rivolgo a chi di dovere perché si trovi del tempo per aiutare questi anziani che in passato hanno lavorato senza paura per costruire basi solide per la nostra vita. Anche, attraverso la parrocchia, si potrebbero organizzare delle gite per la terza età per dar loro la possibilità di vedere ora quello che un tempo non hanno potuto visitare soprattutto per ragioni di tempo ed economiche; rubare cinque minuti al nostro tempo libero per scambiare due parole con il "vecchietto" che ci abita accanto che se ne sta tutto il giorno a guardare la televisione; affidargli dei compiti socialmente utili; diffondere i loro racconti per far sì che i loro sacrifici non vengano mai dimenticati. Ogni piccolo gesto è importante purché venga fatto con lobiettivo di ridare vita a quegli occhi, gli stessi che avremo noi tra pochi o molti anni, che stanchi di veder "calpestati" i loro sacrifici e le loro vittorie osservano i giorni come strumento di misura per calcolare la distanza dalla morte. Giuseppina Albini
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