L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 19 - 5 ottobre 2003

TERRITORIO

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Ricordo di madre

 

di Peppino Ruggero Lupini

Non ho conosciuto mio padre Giuseppe Lupini, caduto il 16 novembre 1917 nella ritirata di Caporetto; mia madre, Teresa Morelli, si risposò nel 1920 ed ebbe altri tre figli; sono stato più felice con tre fratellastri che se fossi restato figlio unico. Tutti sanno a Costacciaro quante volte ella fu umiliata dai pubblici adulteri del secondo marito, ma lei ripeteva che il marito deve essere sempre amato, servito e rispettato.

Tutti sanno quanto era ricco Balduccio Morelli, padre di Teresa: aveva due poderi, il palazzo con sei appartamenti, il forno, la bottega dei generi alimentari e l'osteria. Nel 1924 fallì e mamma Teresa gli consegnò tutta l'eredità del marito morto in guerra (L.15.000) anche per aiutare il fratello Bartolomeo che era studente del V anno di medicina a Roma e tornò a casa disperato. Lei in casa cantava e pregava sempre, mai uno scatto d'ira o un rimprovero, ma sottovoce "Figlio mio non fare così"; pregava e mi assicurava che la Provvidenza sarebbe venuta anche per me.

Nel 1927, caricando un carretto di letame, perse la fede d'oro. Era tanto avvilita e mi pregò di andare in chiesa a fare la Via Crucis e ritrovò subito la fede. Molto amica della Morotti la sentivo confidarsi "Quanto vorrei avere un figlio sacerdote!". A 12 anni le dissi che volevo farmi frate e Duilio Bellucci disse che anche lui voleva venire con me. Ricordo la risposta del parroco: "Siete molto poveri, non vi chiederanno la retta mensile, ma almeno il corredo di 8 capi di biancheria ed una imbottita". Mamma passò tutto l'inverno a tessere nel telaio di Lucia Ronconi; io entrai in convento e vi restai solo due anni, ma il mio fratellastro diventò padre Luigi, così pure padre Bellucci e padre Morotti.

Nel 1932, a 15 anni, scappai di casa per cercare lavoro a Roma presso il compare che ogni estate veniva a Costacciaro e scroccava 15 giorni di villeggiatura; mi accolse per tre giorni, ma di lavoro niente! Mamma Teresa, disperata, per ottenere la grazia si recò in ginocchio, con l'ultimo figlio di un anno in braccio, da via Boldrini alla Chiesa.

Nel 1934, il nostro maiale fu colpito dal mal rossino pochi giorni prima della mattazione; in casa tutti piangevano per la disgrazia: a quei tempi il maiale era tutto e ricordo bene quando mamma segnava con un carbone il lento esaurirsi del lardo. Il veterinario chiamò Curzio la guardia, che voleva portarlo via e bruciarlo come prescritto. Per le tante suppliche disse: "Fategli questa iniezione e domattina passerò a controllare ..." Teresa mi diede 5 lire d'argento e mi disse "Vai in chiesa, fai la Via Crucis e metti il denaro nella bussoletta di S. Antonio per il pane dei poveri". Il mattino il maiale guarito stava in piedi e tutto il paese elogiava la bravura del veterinario!

Ho avuto con mamma Teresa un solo motivo di dissenso: nel settembre 1938, già diplomato maestro elementare, con le nostre ultime 220 lire mi ero fatto fare un vestito da spopolare dal sarto Dino Bartoletti, che fece venire la lana da Milano. Mamma mi pregò di rinnovarlo per la festa del Beato Tommaso, ma io - di idee anticlericali - risposi che non lo avrei rinnovato per andare a Messa, ma per andare dalla fidanzata a Sigillo. Ne fu talmente offesa che quando stavo per partire, si affacciò alla finestra e piangendo disse forte: "Non arriverai al monumento a 200 metri ...". Infatti lì caddi dalla bicicletta, strappai il vestito, e dovetti tornare a casa con un ginocchio sanguinante fra le risate dei presenti.

Sempre nel 1938 il fratello Emilio, sergente in aeronautica, ad Acqualagna per evitare un blocco stradale della Milizia con la sua Motoguzzi si schiantò contro un ponte. Moribondo, il fratello medico Bartolomeo lo fece ricoverare all'ospedale di Gubbio dove il chirurgo Fabbrini sentenziò che doveva essere amputata una gamba. Poiché Emilio urlava che non voleva lo portarono al Policlinico di Perugia, dove confermarono la necessità dell'amputazione, e quindi al Rizzoli di Bologna dove lo operarono: nella gamba aveva 32 schegge di ossa! Intanto la sorella Teresa che pregava ebbe l'ispirazione della Madonna "Sei figlia di una nobile casata, i cavalier Morelli, e ti devi umiliare e andare scalza da tutti i contadini di Costacciaro, Torre dell'Olmo e Sant'Andrea, elemosinando il pane per i poveri".

Nonostante l'opposizione dei parenti (il fratello fece intervenire persino i Carabinieri) lei compì decisa questa penitenza e il fratello Emilio, non solo guarì, ma fu dichiarato idoneo al servizio dove terminò la carriera militare come maresciallo dell'aeronautica.

(segue nel prossimo numero)

 

COSTACCIARO

Virtù eroiche di altri tempi nella rievocazione del figlio Peppino Ruggero Lupini, già comandante partigiano e sindaco di Costacciaro

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