L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 19 - 5 ottobre 2003

SAN PELLEGRINO

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La vicenda del pellegrino è storia

 

Servizio di Mauro Mancini e Riccardo Serroni

1004-2004: mille anni di storia e tradizioni perpetuate con orgoglio ed uno spirito di appartenenza straordinari. Mille anni che nel 2004 la comunità di San Pellegrino ha deciso di festeggiare con un investimento notevole in termini economici e di impegno umano rivolti verso tre direttrici: iniziative di carattere culturale, iniziative di carattere folkloristico ed iniziative di carattere religioso. Un comitato presieduto da Mario Farneti ha già messo in moto la complessa macchina delle manifestazioni. L’impegno più gravoso ed oneroso dal punto di vista culturale è il restauro degli affreschi della chiesa parrocchiale e noi siamo andati a verificare di persona l’andamento dei lavori. Ci accompagna il parroco don Luigi Merli ed è un fiume in piena, con una ricca aneddotica di informazioni.

La visita inizia dalla prima sagrestia e Luigi ci spiega gli affreschi che illustrano la vicenda del santo pellegrino, e del ragazzo che l’accompagnava, che, in pellegrinaggio per andare a Roma, chiede ospitalità al conte Ermanno. Il conte avrebbe concesso anche l’ospitalità, ma il suo servo Ono li manda via ed entrambi troveranno la morte in una notte di tempesta: "Forse fino a qualche mese fa si poteva ritenere che fosse quasi una leggenda - dice don Luigi - Dopo l’inizio del restauro degli affreschi dobbiamo, al contrario, più precisamente adoperare il termine "storia"".

Curiosità. Perché Don Luigi sostiene che dopo l’inizio dei restauri si deve parlare di storia e non più di leggenda?

"Perché abbiamo trovato delle date che accertano la realizzazione di molti degli affreschi presenti in questa chiesa nel 1300. Data in cui il ricordo della vicenda del santo pellegrino deve essere stato ancora molto fresco, tramandato di padre in figlio. Un avvenimento quindi che deve essere realmente accaduto".

Nella chiesa ci sono molto affreschi. Alcuni, una decina, sono di Matteo da Gualdo. Gli altri a chi appartengono?

"In questa chiesa hanno lavorato diversi autori e probabilmente anche di scuola marchigiana. E c’è una ragione storica ben precisa, perché questa chiesa anticamente dipendeva da Fonte Avellana e sino al 1700 era retta dai monaci di Fonte Avellana. Quindi questi monaci portavano autori marchigiani, perché erano quelli che conoscevano. Troviamo infatti il polittico di Di Girolamo da Camerino. Ci sono degli affreschi commissionati da Antonia Magni che sono opera di un pittore che ha realizzato almeno otto dipinti, riconoscibili da un particolare: delle rose con una corona di 8 pallini., oltre ad altre testimonianze di altri autori".

Quali problemi state incontrando per il restauro?

"Durante i lavori sono emersi nuovi affreschi o nuovi frammenti di affreschi che erano affogati dal cemento. Noi eravamo partiti con un certo baget per recuperare un certo numero di metri e ci troviamo nella necessità di intervenire su una quantità di metri superiore. Quindi occorre una spesa maggiore".

Quale altre scoperte avete fatto?

"Le colonne che sorreggono le tre arcate sono tutte staccate dalle pareti. Le colonne sono state realizzate, quindi, in epoca successiva, dopo il 1400, ed in qualche punto nascondono anche frammenti di affreschi".

Altra curiosità. Come mai a San Pellegrino si trovano tante opere d’arte?

"San Pellegrino era una parrocchia molto povera. Fino a 40 anni fa tutte le altre parrocchie avevano qualche podere, San Pellegrino non aveva un metro quadrato di terra. Perché, nonostante ciò, la chiesa è ricca di opere d'arte? Abbiamo fatto uno studio insieme a Gaudenzi ed a Giacometti ed abbiamo scoperto che in passato la gente, quando moriva, anziché lasciare tutto in eredità ai familiari, elargiva una parte consistente del suo patrimonio per arricchire la chiesa. Il polittico di Girolami di Giovanni è stato commissionato da un prete, don Angelo di Gualdo Tadino. Altra tela del Giammarchi è stata commissionata da un altro devoto".

 

SPECIALE SAN PELLEGRINO

FOTO

SAN PELLEGRINO VERSO IL MILLENNIO

Don Luigi Merli: "Durante il restauro degli affreschi della chiesa parrocchiale scoperte delle date del 1300 che inducono a pensare che la storia del pellegrino non sia una leggenda ma storia vera".

"Regali? No, offerte per la chiesa"

I tecnici: "Affreschi dal 1300 al 1600"

Gaudenzi: "Una chiesa museo"

Regali? No, offerte per la chiesa"

 

Nella preparazione dei festeggiamenti del Millennio della vicenda del Pellegrino di San Pellegrino, una parte preponderante l'occupano il restauro degli affreschi della chiesa. Un intervento prezioso sul piano culturale ma costoso sul piano economico per una realtà piccola come quella sanpellegrinese. Ma il parroco don Luigi Merli ed il Comitato dei festeggiamenti presieduto da Mario Farneti non si sono persi d'animo:

"Siamo partiti con le tasche vuote, con un briciolo di incoscienza e molta fiducia nella Provvidenza - racconta Mario Farneti. - E la Provvidenza si è subito manifestata con l'intervento consistente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia che grazie all'interessamento del presidente Colajacovo ha messo a disposizione 25.000 euro". Una cifra consistente ma non sufficiente perché di soldi ne occorrono tre volte tanti. In corso d'opera, infatti, sono venuti alla luce altri frammenti di affreschi, quindi altri metri da restaurare ed altri soldi. Ed ecco la tradizionale generosità e l'attaccamento straordinario dei sanpellegrinesi al loro paese.

Il gesto straordinario, forse unico nella storia, è stato quello di una coppia di sposi. Agli invitati che chiedevano indicazioni sul regalo di nozze da acquistare, i due giovani hanno stupito tutti: "Niente regali - hanno detto - I soldi che avevate destinato per acquistare un regalo per noi offritelo alla chiesa per finanziare il restauro degli affreschi. Questo è il regalo più prezioso che ci piacerebbe avere". Hanno quindi aperto un conto corrente in una banca cittadina e parenti ed amici vi hanno versato la somma che avevano destinato per acquistare il regalo di nozze. La singolare sottoscrizione si è chiusa a metà settembre e la cifra raccolta è stata consistente. Don Luigi non si sbottona, né sull'identità degli sposi né sull'entità della somma raccolta, perché ha promesso di mantenere il segreto, però assicura che si è trattato di una cifra consistente. Non ancora sufficiente, però: "Non bisogna dimenticare che è intervenuto anche il nostro Vescovo, con due finanziamenti - precisa don Luigi - Poi ci sono alcune persone di San Pellegrino che si impegnano personalmente per un metro di affresco. Quella che mi ha fatto tenerezza è stata un’anziana signora che in gioventù, oltre ai suoi, avendo molto latte, allattava anche i figli degli altri. Ebbene questa signora si è impegnata a finanziare il restauro della Madonna del Latte, che è uno degli affreschi presenti nella chiesa". Questo straordinario sforzo di generosità dei sanpellegrinesi rischia, però, di non coprire tutto il necessario ed allora un gruppo di cittadini ha deciso di affidarsi anche alla cabala. Giocheranno al lotto, all'enalotto e al totocalcio. Chissà che una mano dal cielo non indirizzi la dea bendata all'ombra del pioppo?

 

I tecnici: "Affreschi dal 1300 al 1600"

I lavori di restauro degli affreschi della chiesa di San Pellegrino sono realizzati da una ditta di Casacastalda. Patrizia Mariani è una delle restauratrici.

In che stato sono gli affreschi?

"Gli affreschi vanno dal 1300 al 1600 della crocifissione e la datazione è certa perché su molti abbiamo trovato delle date. In alcuni casi lo stato di conservazione è buono, in altri è peggiore perché gli intonaci sono deteriorati con infiltrazioni di umidità ed i dipinti hanno riportato ferite abbastanza drammatiche, sulle quali è molto difficoltoso intervenire".

Là dove ci sono delle ferite, senza più colore e senza più intonaco, cosa fate? Riportare l’intonaco e dipingete il pezzo rifatto o lasciate evidente la ferita?

"Dobbiamo aspettare l’ispettrice della Sovrintendenza o chi per lei che deciderà che cosa fare. Le mancanze sono molte. In alcuni casi riprenderemo l’affresco con dei toni morbidi per ridare una nuova lettura all’immagine. In altri dovrà decidere la Sovrintendenza perché ci sono delle mancanze in punti in cui la ricostruzione sarebbe impossibile e si verrebbero a creare dei falsi pittorici".

Di chi sono gli affreschi?

"Alcuni sono di Matteo da Gualdo ed i suoi dipinti si riconoscono perché i tratti sono caratteristici: ripete sempre gli stessi moduli e le indicazioni sono precise. Il resto è ancora da studiare perché notiamo altre mani di pittori diversi e purtroppo, se non c’è una firma, sono di difficile identificazione".

Perché gli artisti non firmavano gli affreschi?

"Non lo sappiamo di preciso. Probabilmente per il fatto che in evidenza non doveva esserci l’artista, ma il committente, colui che pagava per la realizzazione dell’opera. In uno dei dipinti si legge infatti che è stato commissionato da una certa Antonia Magni".

I tempi?

"La scadenza contrattuale prevedeva la fine dei lavori il 30 settembre. Ma probabilmente verranno concesse delle proroghe perché abbiamo ritrovato nuovi dipinti ed il lavoro è aumentato. Quindi necessita più tempo".

 

Gaudenzi: "La chiesa di San Pellegrino è un museo"

"Questa chiesa ormai è un vero e proprio museo - dice Luigi Gaudenzi, nostro collaboratore e appassionato di storia locale. - Lo dimostra l’interessamento della Sovrintendenza che segue attentamente i lavori. E’ un vero tesoro della nostra zona, che non è particolarmente ricca di queste cose. Si parlava di fare un percorso della cultura con la riscoperta di Matteo da Gualdo. Io credo che la chiesa di San Pellegrino deve essere messa tra i punti principali perché in uno spettacolo di questo genere un uomo di cultura ci va a nozze. Ci sarebbe da organizzare un ufficio, a livello comunale, che si occupi esclusivamente di queste cose con competenza ed obiettività. Poi ogni affresco dovrebbe avere un’icona con una descrizione adeguata".

Una proposta che non si può che condividere ed il presidente del Comitato per il Millennio Mario Farneti conferma che gli organizzatori dell'evento su Matteo da Gualdo ci hanno già pensato: "Nella mostra itinerante su Matteo da Gualdo - dice - è inserito anche San Pellegrino, così come le altre frazioni dove esistono gli affreschi di questo grande pittore". Gaudenzi, però, va oltre: "Si pone anche un altro problema - conclude - Per mantenere integri questi affreschi occorrono degli umidificatori per far sì che la temperatura sia sempre costante. Noi siamo una realtà di 350 persone, impegnatissime anche con il pioppo. Non possiamo sobbarcarci tutto sulle nostre spalle. Bisogna che anche altri ci diano una mano".

 

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