L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 21 settembre 2003

SIGILLO

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La festa dell'antica civiltà contadina

 

di Giuseppe Pellegrini

Raramente avviene durante l’anno di assistere ad una manifestazione d’autentica e spontanea genuinità, ricordata con entusiasmo, come in occasione della "festa dell’antica civiltà contadina - antichi mestieri"; ciò dimostra, quanto radicato sia nella nostra gente il ricordo del tempo, o dei tempi trascorsi nel lavoro dei campi.

La festa è nata dall’iniziativa del sodalizio sigillano dell’antica civiltà contadina, un’associazione sorta da appena un anno, ma che ha dimostrato di avere le carte in regola, per iniziative e generosità dei suoi iscritti, di far rinascere nei cuori della gente, e far rivivere la vita della civiltà contadina e dei mestieri che hanno caratterizzato più di una generazione. Non si tratta di promuovere improbabili crociate in nome di un ritorno al passato, né di organizzare un suo infecondo e rattristante rimpianto, si tratta di prendere atto che ogni persona costituisce, di fatto, un archivio prezioso e insostituibile di dati culturali, che sono la sedimentazione della sua singolare esperienza di vita e quanto più l’arco temporale di tal esperienza è ampio, tanto più l’archivio della memoria individuale è denso di dati, spesso preziosi, in ogni caso utili a ricostruire il quadro della vita trascorsa ed i suoi tratti caratterizzanti.

Nel nostro mondo moderno, in continua e frenetica evoluzione, ci sono poche cose in grado di ricordarci il tempo passato come gli odori, i profumi, i sapori di una volta. Forse non è esagerato affermare che quei ricordi che toccano l’olfatto o il gusto, prima che la vista, sono i ricordi più autentici. Insomma, quando abbiamo la possibilità di sedere a tavola con davanti un piatto cucinato come si faceva una volta o quando ci capita di annusare profumi che credevamo spariti per sempre, realizziamo un’operazione meno "materiale" di quel che pensiamo, perché dietro quelle ricette e dietro quegli odori c’è sicuramente una storia con un perché, legato a stili di vita che ora non ci sono più. E’ per questo che ricordare con una "sfilata storica" la vita ed il costume di un tempo, siamo convinti di fare cultura; è un guardare le cose del passato inserendole nel presente: "man mano la generazione rimasta morì. L’ultimo vecchio attese invano che i giovani ritornassero per insegnare loro quanto aveva appreso dai padri, per tramandare gli usi, i costumi e le tradizioni che avrebbero permesso loro di continuare a vivere nella propria terra, arricchiti di quanto potevano aver appreso. Quando i giovani tornarono l’ultimo vecchio era morto ed i giovani non riuscirono a sopravvivere senza il suo consiglio".

Questa è una favola che risponde all’attuale realtà, anche se, da noi, gli anziani sono ancora rispettati e onorati, ma, quanti vecchi consigli abbiamo perduto, quanti tesori d’esperienze e di saggezza potevamo aver appreso e sono andati perduti.

L’Associazione dell’antica civiltà contadina, nel ringraziare tutti, per la partecipazione, dà appuntamento al prossimo anno, con un programma ancora più intenso di "antichi eventi".

 

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