L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 21 settembre 2003

TERRITORIO

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Ricordo dei caduti nella guerra 1915-1918

Sul monumento ai ventuno caduti di Villa Col de’ Canali nella Grande Guerra, innalzato tra il 1923 ed il 1926, è riportato, fra gli altri, il nome del sergente Feliciano Pellegrini. Nato, a Villa, il 12 maggio 1893, il sergente Pellegrini fu un mitragliere,che "tormentava" gli austriaci con la sua arma. Perì "sulle aspre alture degli scogli di Alpofiu", in Trentino, il 19 giugno 1916 (all’età, dunque, di ventitré anni). A Feliciano Pellegrini la comunità di Villa Col de’ Canali volle dedicare una via del paese. In guerra, suo fratello, Francesco Pellegrini, bersagliere, ricopriva invece il grado di caporale. Nato, a Villa, il 3 giugno 1889, andò al fronte con il 20° reggimento, e, dopo tre anni di guerra, cadde sul Monte Maio, il 30 agosto 1917 (all’età, perciò, di ventotto anni), falciato da mitraglia austriaca.

Fra i soldati semplici di Villa, caduti per la Patria, vanno poi citati: Carlo Bellucci, Salvatore Mariucci, Luigi Bucciarelli, Pompeo Mascolini, Gustavo Cherubini, Alfredo Mascolini, Marco Coldagelli, Paolo Morelli, Giovanni Filippini, Salvatore Pace, Vincenzo Guidarelli, Francesco Panunzi, Tommaso Guidarelli, Costantino Panunzi, Giovanni Lisandrelli, Nazzareno Panunzi, Pasquale Lupini. Altri abitanti di Villa che partecipando alla prima guerra mondiale, ed ebbero la ventura di sopravvivere, furono: Giuseppe Bellucci, Luigi Casagrande, Umberto Righi ("classe di ferro"1888), Sante o Santino Righi, Carlo Morelli, Benedetto Pambianco. Quest’ultimo, alla tragica notizia della disfatta di Caporetto, avvertì il dovere morale di andare a combattere per la patria in pericolo; tornò in Italia dagli Stati Uniti, si arruolò volontario durante il 1918, combattendo vittoriosamente a Vittorio Veneto.

Fra gli altri Villanti, che dimostrarono valore nel conflitto, non va dimenticato Genesio Bucciarelli, il quale fece tutta la guerra col grado di sergente, riportandone una brutta ferita alla spina dorsale e tre medaglie, fra cui la bronzea croce di guerra. Incaricato, assieme ad altri, di una missione di spionaggio in un caposaldo austriaco attestato su un’altura difesa dal letto incassato di un torrente, Bucciarelli, assieme ai commilitoni, fu scoperto e sottoposto ad un intenso fuoco di fucileria e d’artiglieria. Lui e gli altri ebbero, però, la prontezza di gettarsi immediatamente nel corso d’acqua e farsi trascinare verso valle dall’impetuosa corrente, finché, aggrappatisi ad alcuni rami penduli e radici affioranti dalle sponde, ebbero modo di portarsi in salvo. Dapprima puniti dai superiori, per l’apparente fallimento della missione, giudicata frettolosamente maldestra, dopo la presa della postazione austriaca, resa possibile grazie alle loro precise indicazioni, furono invece elogiati e premiati dagli stessi ufficiali che li avevano precedentemente redarguiti.

Fra i grandi invalidi di guerra, oltre al pluridecorato tenente degli arditi Ettore Vivani, il quale, con tredici medaglie, sembra essere stato il più decorato dell’Umbria nella Grande Guerra, vanno almeno segnalati: Giuseppe Dragoni e Luigi Cianfichi. Giuseppe Dragoni (detto "Dragone"), doveva essere sui diciotto anni quando fu ferito ad una gamba, forse sull’Isonzo, in una offensiva austriaca, che annientò, praticamente, l’intera sua unità militare, risparmiando soltanto lui ed altri due fanti. Perse però l’arto, ma, nascondendosi in una trincea, prima, e sotto un cumulo di cadaveri poi, ebbe salva la vita. Il Cavaliere di Vittorio Veneto Giuseppe Dragoni fu decorato con tre medaglie, fra cui la croce di guerra in bronzo. Luigi Cianfichi fu, invece, raggiunto alla testa, forse da schegge di granata, e dovette poi subire un delicatissimo intervento chirurgico di parziale ricostruzione della calotta cranica.

Fra le truppe d’appoggio a Sua Maestà Vittorio Emanuele III, si segnalò Antonio Puletti, maresciallo maggiore dei reali carabinieri, che narrava d’essere stato "addetto alla persona del re". Tutti i reduci citati, ed altri ancora, che saranno involontariamente sfuggiti a questa ancora preliminare ricerca, facevano parte della sezione ex-combattenti di Villa Col de’ Canali, che contava numerosi decorati al valore.

Euro Puletti


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VILLA COL DE' CANALI

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