L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| SPECIALE "LA FESTA" |
Di nuovo centro. No, non stiamo parlando degli arcieri dei Giochi de Porte - che pure sono ormai imminenti - ma del III convegno su La qualità della vita nellAppennino umbro-marchigiano", il cui tema, La festa, è risultato di notevole interesse per il pubblico intervenuto, non traboccante, ma comunque numeroso rispetto ad altre pur pregevoli manifestazioni che spesso vengono organizzate nella nostra città. Un altro successo, insomma, per la Pro Tadino e per il collaboratore Mauro Mancini che è stato, tre anni fa, lideatore della serie di convegni e che anche in questoccasione si è distinto per il suo impagabile impegno. La sala convegni del Verde Soggiorno, riempita quasi a metà, ne è testimonianza evidente. Sicuramente largomento ha interessato i presenti, anche perché la tematica è stata sviscerata sotto ogni punto di vista, sotto lattenta moderazione del dott. Fausto Cambiotti, che, a varie riprese, è parsa proprio lanima portante dellincontro, col suo stile pacato e la sua capacità di contribuire allargomento con sempre nuovi elementi. "Festa" sotto ogni punto di vista In primo luogo la tematica è stata valutata sotto laspetto economico e, nello specifico, turistico da parte del prof. Luciano Maddoli, ordinario di Storia greca allUniversità di Perugia ed, attualmente, assessore alla cultura della Regione dellUmbria. Il prof. Maddoli andava a sostituire allultimo minuto lassessore Bocci - che ha una delega molto più attinente al taglio dellintervento - ma ha saputo individuare alcuni punti forza della questione: le feste, tradizionali e riscoperte, che ormai punteggiano tutta lItalia centrale e, in particolare lUmbria, sono davvero una basilare risorsa economica ma solo a patto di riuscirle ad incanalare nei grandi flussi del turismo culturale italiano e a connotare ognuna delle manifestazioni folcloriche in maniera tale da allungare la permanenza degli ospiti nelle nostre città. Il più grande difetto del turismo umbro è, difatti, non tanto la capacità attrattiva - che è notevole - quanto la brevità delle vacanze, rispetto almeno alle limitrofe regioni. In secondo luogo, la festa è stata analizzata sotto il profilo etimologico, etico e sociale dal prof. Pieretti che, in un interevento complesso dal punto di vista dei contenuti ma estremamente godibile per la consueta piacevolezza delleloquio, ha analizzato il significato che levento festivo ricopre nella vita sociale degli uomini, delineandone le caratteristiche salienti: lallontanamento dalla routine quotidiana, linterruzione degli impegni, la gioia, il divertimento, la condivisione, la continuazione della memoria storica, il rapporto fra ancestrali pratiche agricole e lelemento religioso precristiano e cristiano. Niente feste di serie B! Lanalisi è stata poi approfondita, sotto laspetto schiettamente socio-antropologico, dalla prof.ssa Paola Falteri che, dopo aver delineato in maniera schematica le costanti antropologiche che caratterizzano le feste, ha preso in esame le due categorie di ricorrenze che oggi solitamente si individuano: le feste millenarie, come il Maggio di San Pellegrino e i Ceri di Gubbio, e quelle reinventate, come la Quintana o i Giochi de le Porte. E qui la sorpresa: non esistono feste di serie A e feste di serie B. Entrambe, infatti, rispondono ad un medesimo meccanismo di reinvenzione continua che tende, pur reiterando alcune costanti, a modificarle continuamente in funzione della società di cui rappresentano la memoria collettiva. Una festa come i Giochi de le Porte, insomma, pur inventata - su basi storiche - ha comunque avuto successo proprio perché coerente col bisogno della comunità, in cui è nata, di perpetuare la sua memoria storica presso le nuove generazioni. E ora quindi di uscire dal complesso di inferiorità dei portatoli gualdesi nei confronti dei ceraioli eugubini. Il Concorso Arti visive Nel pomeriggio, dopo il delizioso buffet doltre Appennino - della serie: la qualità della vita e ... del cibo non è una fola! - si è svolta la premiazione del III Concorso arti visive, anchesso sul tema La festa, connesso al Convegno. E risultata vincitrice Simona Piccardi, di Bastia Umbra; al secondo posto il folignate Bruno Diafena e terzo il perugino Francesco Vivenzio. Menzioni speciali per Marco Giacchetti, di Bastia Umbra, e per i gualdesi Marta Barberini ed Enrico Scaramucci. Unedizione sicuramente di successo, con una quarantina di partecipanti, e con opere di indubitabile qualità sotto il profilo tecnico, iconografico e tematico, cosa che ha reso assai arduo il giudizio della commissione, presieduta dal prof. Edgardo Abbozzo, direttore dellAccademia di Belle arti di Perugia. Le feste del territorio Di seguito, si è svolta la presentazione delle più importanti feste tradizionali e riscoperte del territorio. In primo luogo il Maggio di San Pellegrino, che lanno prossimo compirà lambito traguardo dei mille anni, che la pone come la festa più antica della regione, persino dei Ceri. Ne ha parlato, a nome dei Maggiaioli sampellegrinesi, Vittorio Serafini, che ha ripercorso la leggenda del santo pellegrino e ha descritto la miriade di preparativi che caratterizzano la manifestazione. Sergio Ponti, poi, in un intervento estremamente denso e documentato, ha analizzato la storia, la simbologia e i significati ancestrali delle più importanti feste di Grello: la Guazza di San Giovanni Battista e la Corsa del fuoco. E stata poi la volta di Valerio Anderlini, che ha posto in relazione la Festa della Madonna della Ghèa di Purello con gli antichissimi cultu mariani delle popolazioni greco-bizantine giunte in Italia nellepoca della Guerra greco-gotica. A nome del comitato organizzatore della Festa degli Statuti di Fossato di Vico, Mirko Staffaroni e William Stacchiotti, hanno poi letto un lungo intervento del prof. Luigi Galassi sulle feste tradizionali fissatane e, in particolare, sullorigine della Festa degli Statuti. Infine, Cinzia Tini, in un intervento godibile, vivace e con stile - giustamente - giornalistico, ha ripercorso lorigine storica del palio de San Michele Arcangelo, da cui, negli anni Settanta del secolo scorso ebbero origine i Giochi de le Porte di Gualdo Tadino, che, in poco tempo, sono riusciti ad imporsi non solo nellambito della città ma anche a livello regionale, grazie alla perfetta coerenza fra la storia gualdese e la rievocazione storica dei Giochi, il cui emblema - il somaro - pur se, da un lato, oggetto di scherno per i gualdesi, rappresenta davvero un frammento vivente della storia cittadina: una storia fatta di fatiche immani sulle balze di questa rude catena appenninica. Ma senza lAppennino, noi, oggi, non godremmo di una vita qualitativamente superiore a quella di molte altre località, in cui la vita trascorre, snaturata, su binari forse più veloci. Ma meno genuini.
| Il 3° convegno su "La qualità della vita nell'Appennino umbro-marchigiano" Sotto ogni punto di vista, la festa è patrimonio prezioso di una comunità ma anche un'imprescindibile opportunità di nuovo sviluppo umano ed economico |