L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 21 settembre 2003

SPECIALE "LA FESTA"

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommarioCerca nel sito

La festa, ieri, oggi e domani

Di nuovo centro. No, non stiamo parlando degli arcieri dei Giochi de Porte - che pure sono ormai imminenti - ma del III convegno su “La qualità della vita nell’Appennino umbro-marchigiano", il cui tema, La festa, è risultato di notevole interesse per il pubblico intervenuto, non traboccante, ma comunque numeroso rispetto ad altre pur pregevoli manifestazioni che spesso vengono organizzate nella nostra città. Un altro successo, insomma, per la Pro Tadino e per il collaboratore Mauro Mancini che è stato, tre anni fa, l’ideatore della serie di convegni e che anche in quest’occasione si è distinto per il suo impagabile impegno. La sala convegni del Verde Soggiorno, riempita quasi a metà, ne è testimonianza evidente. Sicuramente l’argomento ha interessato i presenti, anche perché la tematica è stata sviscerata sotto ogni punto di vista, sotto l’attenta “moderazione” del dott. Fausto Cambiotti, che, a varie riprese, è parsa proprio l’anima portante dell’incontro, col suo stile pacato e la sua capacità di contribuire all’argomento con sempre nuovi elementi.

"Festa" sotto ogni punto di vista

In primo luogo la tematica è stata valutata sotto l’aspetto economico e, nello specifico, turistico da parte del prof. Luciano Maddoli, ordinario di Storia greca all’Università di Perugia ed, attualmente, assessore alla cultura della Regione dell’Umbria. Il prof. Maddoli andava a sostituire all’ultimo minuto l’assessore Bocci - che ha una delega molto più attinente al taglio dell’intervento - ma ha saputo individuare alcuni punti forza della questione: le feste, tradizionali e riscoperte, che ormai punteggiano tutta l’Italia centrale e, in particolare l’Umbria, sono davvero una basilare risorsa economica ma solo a patto di riuscirle ad incanalare nei grandi flussi del turismo culturale italiano e a connotare ognuna delle manifestazioni folcloriche in maniera tale da allungare la permanenza degli ospiti nelle nostre città. Il più grande difetto del turismo umbro è, difatti, non tanto la capacità attrattiva - che è notevole - quanto la brevità delle vacanze, rispetto almeno alle limitrofe regioni.

In secondo luogo, la “festa” è stata analizzata sotto il profilo etimologico, etico e sociale dal prof. Pieretti che, in un interevento complesso dal punto di vista dei contenuti ma estremamente godibile per la consueta piacevolezza dell’eloquio, ha analizzato il significato che l’evento festivo ricopre nella vita sociale degli uomini, delineandone le caratteristiche salienti: l’allontanamento dalla routine quotidiana, l’interruzione degli impegni, la gioia, il divertimento, la condivisione, la continuazione della memoria storica, il rapporto fra ancestrali pratiche agricole e l’elemento religioso precristiano e cristiano.

Niente feste di serie B!

L’analisi è stata poi approfondita, sotto l’aspetto schiettamente socio-antropologico, dalla prof.ssa Paola Falteri che, dopo aver delineato in maniera schematica le “costanti” antropologiche che caratterizzano le feste, ha preso in esame le due categorie di ricorrenze che oggi solitamente si individuano: le feste millenarie, come il Maggio di San Pellegrino e i Ceri di Gubbio, e quelle “reinventate”, come la Quintana o i Giochi de le Porte. E qui la sorpresa: non esistono feste di serie A e feste di serie B. Entrambe, infatti, rispondono ad un medesimo meccanismo di “reinvenzione continua” che tende, pur reiterando alcune costanti, a modificarle continuamente in funzione della società di cui rappresentano la memoria collettiva. Una festa come i Giochi de le Porte, insomma, pur “inventata” - su basi storiche - ha comunque avuto successo proprio perché coerente col bisogno della comunità, in cui è nata, di perpetuare la sua memoria storica presso le nuove generazioni. E’ ora quindi di uscire dal “complesso di inferiorità” dei portatoli gualdesi nei confronti dei ceraioli eugubini.

Il Concorso Arti visive

Nel pomeriggio, dopo il delizioso buffet d’oltre Appennino - della serie: la qualità della vita e ... del cibo non è una fola! - si è svolta la premiazione del III Concorso arti visive, anch’esso sul tema “La festa”, connesso al Convegno. E’ risultata vincitrice Simona Piccardi, di Bastia Umbra; al secondo posto il folignate Bruno Diafena e terzo il perugino Francesco Vivenzio. Menzioni speciali per Marco Giacchetti, di Bastia Umbra, e per i gualdesi Marta Barberini ed Enrico Scaramucci. Un’edizione sicuramente di successo, con una quarantina di partecipanti, e con opere di indubitabile qualità sotto il profilo tecnico, iconografico e tematico, cosa che ha reso assai arduo il giudizio della commissione, presieduta dal prof. Edgardo Abbozzo, direttore dell’Accademia di Belle arti di Perugia.

Le feste del territorio

Di seguito, si è svolta la presentazione delle più importanti feste “tradizionali” e “riscoperte” del territorio. In primo luogo il Maggio di San Pellegrino, che l’anno prossimo compirà l’ambito traguardo dei mille anni, che la pone come la festa più antica della regione, persino dei Ceri. Ne ha parlato, a nome dei Maggiaioli sampellegrinesi, Vittorio Serafini, che ha ripercorso la leggenda del santo pellegrino e ha descritto la miriade di preparativi che caratterizzano la manifestazione.

Sergio Ponti, poi, in un intervento estremamente denso e documentato, ha analizzato la storia, la simbologia e i significati ancestrali delle più importanti feste di Grello: la Guazza di San Giovanni Battista e la Corsa del fuoco.

E’ stata poi la volta di Valerio Anderlini, che ha posto in relazione la Festa della Madonna della Ghèa di Purello con gli antichissimi cultu mariani delle popolazioni greco-bizantine giunte in Italia nell’epoca della Guerra greco-gotica.

A nome del comitato organizzatore della Festa degli Statuti di Fossato di Vico, Mirko Staffaroni e William Stacchiotti, hanno poi letto un lungo intervento del prof. Luigi Galassi sulle feste tradizionali fissatane e, in particolare, sull’origine della Festa degli Statuti.

Infine, Cinzia Tini, in un intervento godibile, vivace e con stile - giustamente - giornalistico, ha ripercorso l’origine storica del “palio de San Michele Arcangelo”, da cui, negli anni Settanta del secolo scorso ebbero origine i Giochi de le Porte di Gualdo Tadino, che, in poco tempo, sono riusciti ad imporsi non solo nell’ambito della città ma anche a livello regionale, grazie alla perfetta “coerenza” fra la storia gualdese e la rievocazione storica dei Giochi, il cui emblema - il somaro - pur se, da un lato, oggetto di scherno per i gualdesi, rappresenta davvero un frammento vivente della storia cittadina: una storia fatta di fatiche immani sulle balze di questa rude catena appenninica. Ma senza l’Appennino, noi, oggi, non godremmo di una vita qualitativamente superiore a quella di molte altre località, in cui la vita trascorre, snaturata, su binari forse più veloci. Ma meno genuini.

Pierluigi Gioia

 

ALBUM FOTOGRAFICO

Il 3° convegno su "La qualità della vita nell'Appennino umbro-marchigiano"

Sotto ogni punto di vista, la festa è patrimonio prezioso di una comunità ma anche un'imprescindibile opportunità di nuovo sviluppo umano ed economico

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommarioCerca nel sito