L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
| |
| PRIMA PAGINA |
Lultima notizia è che "dove si decide" è stato creato un A.T.O dellAlta Umbria per i rifiuti solidi urbani, comune capofila Città di Castello, che dovrebbe comprendere anche leugubino-gualdese, e con prospettiva di intese anche interregionali (Toscana). Dalla stampa apprendiamo dichiarazioni del sindaco di Gubbio secondo cui la "costruzione dellAmbito Territoriale rappresenta uno strumento fondamentale ed irrinunciabile per nuove opportunità di sviluppo"; tramontano così i sogni di un ingresso nellESA da parte di comuni con i quali continuano tentativi di collaborazione sovracomunale finiti il più delle volte in espressioni di volontà non mantenute. Ma con quali criteri dovremmo entrare in questo nuovo calderone? Per far piacere a chi? Quali interessi comuni abbiamo con lAlta Umbria? O siamo tornati al periodo del Medioevo quando i signori investivano i feudatari, con graziosa donazione di città e territori? Il problema dei RSU daltra parte è di tale importanza che non si può aspettare con le mani in mano che altri decidano e mandino poi dei conti da pagare, come in passato. Che i comuni che si riconoscono nellentità dellAlta Umbria si organizzino è cosa legittima, ma che coloro che dellAlta Umbria non fanno parte (la geografia non è unopinione) tutelino al meglio le loro identità lo è altrettanto, per cui è il caso che, prima che sia troppo tardi, si rifletta su cosa comporti essere aggregati allAlta Umbria per effetto di provvedimenti calati dallalto, in assenza di prese di posizione delle istituzioni locali. Con la fine dei lavori sulla Ancona-Perugia la distanza fra Gualdo Tadino ed il capoluogo di regione, nel giro di un quinquennio, diventerà la metà di quella dallAlto Tevere ed i 70 chilometri che ci separano da Città di Castello sono il doppio di quelli che ci dividono da Foligno ed il triplo di quelli che intercorrono con Fabriano. Se negli anni 70 la dorsale appenninica era un povero territorio da lottizzare per impinguare i vicini, chi fa i disegni sulla nostra testa deve prendere atto che oggi la situazione è cambiata e il completamento delle infrastrutture in corso non farà altro che allontanarci da Città di Castello, ricostituendo una entità appenninica fra Foligno e Fabriano che si caratterizza come terzo polo di sviluppo della regione. E le prospettive di sviluppo della vallata sono in antitesi con quelle dellAlta Umbria. Pertanto intese istituzionali extraregionali per noi hanno un senso con Fabriano, con cui è già stata realizzata una integrazione economica, ma con la Valtiberina toscana cosa abbiamo in comune? Progettiamo lavvenire della città sulla spazzatura? Ora, anche se la politica non è una cosa seria (come dimostrano certe forzature che potrebbero diventare scelte), leconomia lo è, e non si può barare misurando con lelastico! E' opportuno dirlo fin da subito agli interessati sponsor che certi giochi non ci interessano. (v.a.)
| I NODI AL PETTINE Fra razionalizzazioni e imposizioni politiche si spogliano delle competenze gli Enti locali |