L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 17 - 7 settembre 2003

NOCERA UMBRA

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Opposizione del comune a nuovi prelievi di acqua

Con una lettera indirizzata al presidente della Regione dell’Umbria, il sindaco di Nocera Umbra ribadisce "la netta opposizione dell’Amministrazione comunale ad ulteriori turbative alle già esauste risorse idriche" del territorio nocerino e chiede l’immediata revoca dei provvedimenti avviati. Il sindaco lamenta inoltre il grave fatto di essere casualmente "venuto a conoscenza che la regione ha avvitato le procedure per l’occupazione di un terreno ove s’intende effettuare una perforazione primaria denominata ‘TS1’ in una zona prossima alla sorgente del cacciatore in località Centino, evidentemente per realizzare un ulteriore pozzo in questo territorio su falde profonde".

Quello della realizzazione di nuovi pozzi a Nocera Umbra per fronteggiare l’emergenza idrica è un allarme che si ripresenta ogni estate. Tempestivo e risolutivo fu l’atteggiamento di netta contrarietà nel luglio dell’anno scorso verso l’intenzione della Provincia di realizzare un pozzo presso la sorgente Giovenale. Anche questa volta il sindaco avverte che gli attuali prelievi superano di gran lunga la effettiva disponibilità di acque del territorio di Nocera. L’iniziativa, denuncia il primo cittadino, è stata assunta senza neppur avvertire l’Amministrazione comunale che ha già pagato troppo in termini di depauperamento di una risorsa territoriale che ne caratterizzava l’identità. "Senza ripetere le motivazioni già troppe volte esposte ed evidentemente non ben comprese faccio presente che questo Comune, unitamente alla popolazione di Nocera, si opporrà con tutti i mezzi democratici a sua disposizione a questo intervento insensato e perpetrato all’insaputa dell’Ente locale in un momento in cui ampi tratti del fiume Topino sono completamente asciutti per effetto dei massicci prelievi certamente superiori alle quantità consentite".

 

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Gravissimo il fatto che la Regione non abbia minimamente informato il Comune

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