L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 17 - 7 settembre 2003

TERRITORIO

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La croce di legno sul monte Cucco

Domenica 24 agosto, l’Università degli Uomini Originari di Costacciaro ha provveduto a ricollocare e far benedire, sul Monte Cucco, una grande croce in legno di castagno. L'iniziativa, a lungo meditata e meticolosamente preparata dalla locale università agraria, ha inteso rinnovare l’antica tradizione della presenza simbolica d’una grande croce lignea, in corrispondenza della località, ancora significativamente detta "La Croce de Legno".

Da tempo imprecisabile, infatti, gli abitanti di Costacciaro vollero piantare una gran croce di legno in vista del loro paese, e che da esso fosse perfettamente visibile, fungendo da costante punto di riferimento spirituale per tutta la comunità paesana. Come i Sigillani piantarono la croce di ferro, così i Costacciaroli confissero, nel duro terreno roccioso, quella di legno.

L’ultima croce di legno sul Monte Cucco, risale all’Anno Santo 1950, quando un gruppo di Costacciaroli, rimise a dimora "La Croce de Legno" nei pressi della "Fonte de l’Acqua Ghiacciata", portandola a destinazione con un mulo. Il padre francescano Giovanni Bovi celebrò la Messa, su di un minuscolo altarino di fortuna, ma circondato dalla devota presenza di tante persone di Costacciaro, uomini, donne e bambini e con la benedizione della croce, alta attorno ai 3 metri, si concluse la cerimonia religiosa. Dell’evento si conservano ancora talune preziose foto documentarie.

Fino al 24 agosto, di quel sacro legno, innalzato a tutela di Costacciaro più di mezzo secolo fa, e probabilmente servito, anche per il rito canonico delle Rogazioni, e per "scongiurare" il male dal paese, non era rimasto che un braccio, o parte del fusto, lasciato a marcire sul terreno. Ora, la nuova croce potrà, rinnovare l’antica vocazione religiosa della montagna, luogo d’elezione di molti eremiti nel Medioevo. Proprio nell’area sottostante alla croce si spalanca, infatti, lo splendido androne "eremitico" della "Grotta de Sant’Agnese", e non lontano da questo, si distende la località "Ranchi Romito", il cui nome può significare ‘luogo coltivato dell’eremita’.

Non lungi dalla località "Croce de Legno", nel maggio del 1943, persero la vita con il loro aereo, a causa d’una probabile staratura all’altimetro, cinque piloti della Regia Aeronautica. Credo che la ricollocazione della croce potrebbe rendere omaggio anche alla prematura scomparsa di queste giovani vite umane. Alcune lettere, incise su di una targhetta di rame, resa solidale alla croce, spiegheranno, comunque, ai posteri il significato primario, quello religioso, di questa ricollocazione: "A lode di Dio e del Beato Tommaso".

Euro Puletti

 

Iniziativa dell'Università degli Uomini Originari

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