L'ECO del Serrasanta | Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia
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| LETTURE |
Alessandro Baricco, Seta
Un uomo di poche parole, Hervé Joncour, un uomo solo Hervé Joncour, un uomo che trascorre la propria vita immerso in unesistenza che non gli appartiene. Una delle cose più tremende che ti può accadere nella vita è quella di stare comodo, per un po, in una sedia che non è tua. Una sedia che prima o poi dovrai abbandonare se vorrai trovare la felicità vera e non qualche parvenza damore. Non si può rimanere immobili per anni a guardare la propria vita che sfuma: sarebbe come rimanere immobili mentre qualcuno affoga in un lago "Il resto del suo tempo lo consumava in una liturgia di abitudini che riuscivano a difenderlo dallinfelicità. Ogni tanto, nelle giornate di vento, scendeva fino al lago e passava ore a guardarlo, giacché, disegnato sullacqua, gli pareva di vedere linspiegabile spettacolo, lieve, che era stata la sua vita". I rimpianti sono come fantasmi che ci seguono e ci incatenano i piedi con ferri sempre più pesanti. Il tempo passa e porta via ricordi, emozioni, passioni ... il tempo passa e porta via un abito di colore arancio, porta via capelli sciolti sulle spalle e sandali di paglia, porta via occhi che non hanno un taglio orientale e che ti guardano fisso, fin dentro lanima, porta via un volto che è come un volto di una ragazzina ... "Morire di nostalgia per una cosa che non vivrai mai" ... era bella Hara Kei, era dolce Hara Kei, era tutto Hara Kei ed un giorno, in silenzio, è diventata niente. Efisso, fin dentro l'i paglia, porta via ochch diventata niente per un uomo che lha amata in silenzio, con discrezione; per un uomo che non lha mai più cercata anche se in fondo, lavrebbe amata per sempre. Oltre le pagine di un libro, oltre la mente di un lettore che dopo un paio dore dimenticherà il suo nome, Hervé Joncour lamerà e lamerà sempre in silenzio, sempre con discrezione, sempre con uno strano pudore misto alla paura di recidere un fiore che cresce alto allombra di un albero. Forse è questo lamore, forse è un guanto bianco nel mezzo della foresta, consegnato da un bambino che non porta un messaggio damore. Ma è comunque un messaggio, perché lamore di cui parla Baricco non è trasporto e non è abitudine, non è dolore e non è gioia: è semplicemente ... Hara Kei ... " Non cè più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante e questo istante è, credimi signore amato mio, questistante sarà, da adesso in poi, sarà, fino alla fine ..."
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