L'ECO del Serrasanta

 

N. 17 - 7 settembre 2003

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Ambiente

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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (62)

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino

Gualdo Tadino come Il Cairo

Un'estate rovente come quella amcora in corso è indizio di una futura tendenza allo spostamento verso nord delle fasce anticicloniche tropicali?


Se cominciassimo quest’articolo affermando che questa, che sta volgendo al termine, è stata una delle estati più roventi degli ultimi due secoli, penso che molti penserebbero: "Bella scoperta!". Eppure non possiamo far altro. Semmai aggiungeremo, alle semplici impressioni che un po’ tutti noi abbiamo avuto, dei dati per misurare con più precisione di quanto quest’estate è risultata più calda e più secca del normale. In ultima analisi, esporremo le opinioni che molti climatologi hanno espresso riguardo a questa anomalia che, purtroppo, potrebbe avere delle repliche nell’immediato futuro.

Un caldo torrido, ma non afoso

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Come potrete osservare dai grafici che compaiono nella pagina, le temperature di quest’estate sono risultate ben al di là della norma. Il mese di giugno è stato circa 4°C più caldo del normale, quello di luglio 2°C e quello di agosto 4°C (tabella 2). L’aumento ha riguardato soprattutto le temperature massime, a causa dell’elevata insolazione, che sono risultate fino a 6°C più alte del normale. Nel mese di agosto, ad esempio, la media delle temperature massime è stata di oltre 33°C, la stessa di una città come Il Cairo. Insomma, un caldo africano (in tutti i sensi!). Fortunatamente, il tasso medio dell’umidità si è attestato su valori fra il 50 e il 60% e di giorno ha oscillato fra il 25 e il 30%: che significa questo? Che siamo ben lontani dai valori di afa registrati quest’anno in moltissime zone d’Italia, specialmente lungo le coste e in Val Padana, dove raramente l’igrometro è sceso ai di sotto dei 70% anche in pieno giorno. Potremmo, dunque, dir tutto tranne che quest’estate sia stata "afosa" per la nostra zona e dobbiamo veramente ritenerci fortunati.

Siccità, ma non emergenza

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Merito della bassa umidità è anche della scarsità di pioggia, per certi aspetti. Quest’estate è piovuto meno del normale: mancano circa 40 mm di pioggia all’appello, anche se la prevalenza di temporali ha fatto sì che ci sia stata una notevole differenza nella distribuzione delle piogge, anche fra due località vicinissime come Gualdo e Palazzo Mancinelli, in cui, ad esempio, sono caduti ben 50 mm di pioggia in più. Nel complesso sono caduti circa 50 mm a giugno, dai 15 ai 35 a luglio (a Gualdo è mancato un temporale che invece ha interessato Palazzo Mancinelli) e fra gli 80 e i 100 mm ad agosto (tabella 1). Anche in questo caso siamo stati molto più fortunati di altre zone d’Italia dove non è caduta nemmeno una goccia d’acqua per almeno quattro mesi, con le conseguenze che noi tutti conosciamo. La cosa che però ci rallegra è che, nonostante il gran caldo e la pioggia non abbondante, gli incendi si sono tenuti per il momento alla larga dalle nostre zone, anche se la mancanza di bonifica dei terreni già interessati da incendi negli scorsi anni - vedi Valsorda - è una vera e propria bomba ad orologeria.

Dove andremo?

Sarà così anche l’anno prossimo? Non si può dire e nessun climatologo serio si azzarda a far previsioni. Quello che è certo è che è confermata la tendenza a lunghi periodi di tempo caratterizzati da condizioni meteorologiche stabili: ad esempio, lunghi periodi di freddo invernale - chi non si ricorda i 40 giorni di gelo fra il 2001 e il 2002? - ondate di caldo interminabili, come quella in corso, piogge torrenziali concentrate in pochissimi giorni - come i 350 mm dello scorso mese di dicembre. Dobbiamo dunque prepararci ad anomalie in questo senso, secondo molti esperti: il tempo sarà sempre meno variabile e sempre più monotono.

Saranno sempre meno i periodi con giorni piovosi alternati a giorni belli e soleggiati: ci sarà una stagione del bel tempo e del gran caldo (da maggio ad ottobre), una delle piogge torrenziali (novembre e gennaio) ed una del freddo secco (da febbraio ad aprile). Insomma: ci sarà un clima simile a quello monsonico dell’Asia. Insomma: il Pian di Gualdo diverrà una savana, tanto per fare un esempio eclatante ma non troppo distante dalla realtà. Questo fino a quando, lo scioglimento dei ghiacciai e della calotta polare, non interromperà la Corrente del Golfo facendoci piombare tutta l’Europa in un nuovo periodo freddo. Questo dicono gli scienziati.

Pierluigi Gioia

 

 

Pierluigi Gioia può essere contattato all'indirizzo E-mail pierluigigioia@protadino.it.

Massimiliano Squadroni può essere contattato all'indirizzo E-mail massy@squadroni.com.

 

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