L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15/16 - 3 agosto 2003

SPECIALE CERAMICA

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Mille in piazza con i ceramisti

 

Dopo la collocazione in sito di due opere di arredo urbano, la consegna dei riconoscimenti ai "ceramisti dell'anno", la relazione dell'analisi congiunturale del settore ed una grande cena in piazza con ospiti e personalità oltre alla grande famiglia dei ceramisti gualdesi.

Sabato 19 luglio piazza Martiri della Libertà ha accolto la grande famiglia dei ceramisti gualdesi per la festa annuale, organizzata dalla Centro Ceramica e dall'Amministrazione Comunale, che è giunta alla decima edizione e nel corso della quale vengono consegnati i riconoscimenti assegnati dal comitato organizzatore, presenti autorità e vari ospiti d'onore tra i quali il presidente della Giunta Regionale M. Rita Lorenzetti, l'on. Giuseppe Giulietti, i sindaci di Fossato di Vico e Valfabbrica Francesco Monacelli e Claudio Passeri, il prof. Edgardo Abbozzo.

Il programma prevedeva la consegna dei premi al neo amministratore della Tagina Ceramiche Mario Moriconi - ceramista dell'anno - il premio alla memoria ai discendenti di Paolo Rubboli nel 130° anniversario della reintroduzione della ceramica a lustri metallici ad opera del medesimo, ed infine un riconoscimento alla giornalista TV Giovanna Botteri, distintasi per le sue corrispondenze di guerra dall'Iraq.

A sorpresa, all'inizio della manifestazione, il presidente Claudio Carini ha poi consegnato un riconoscimento al sindaco Rolando Pinacoli, quale segno di gratitudine della categoria per le sue attenzioni in favore della categoria.

È seguita la esposizione di una analisi congiunturale del settore ceramico da parte dello stesso Carini, i saluti dell'on. Giulietti, il ringraziamento di Giovanna Botteri, ed infine l'intervento della presidente della Regione Lorenzetti che ha assicurato l'attenzione dell'esecutivo regionale per le problematiche esposte.

L'ampia partecipazione di personalità politiche (un esponente politico regionale ha commentato "mi sembra di essere tornato ai tempi del vecchio PCI!") ha forse politicizzato la manifestazione oltre le ragionevoli previsioni degli organizzatori.

Nel pomeriggio si erano svolte le cerimonie di inaugurazione di due elementi ceramici di arredo urbano, dei quali riferiamo dettagliatamente più avanti.

 

ALBUM FOTOGRAFICO

Analisi congiunturale del settore ceramico

Le motivazioni del riconoscimento conferito a Mario Moriconi

Motivazioni delle targhe alle signore Rubboli

Ceramiche in altre due antiche porte

Analisi congiunturale

del settore ceramico

Relazione di Claudio Carini

in occasione della festa dei ceramisti

La festa del ceramista, giunta quest'anno alla sua decima edizione, é divenuta un appuntamento importante per la nostra città. In questo decennio la festa è cresciuta notevolmente in termini di consenso popolare e di considerazione verso il contesto ceramico gualdese per il suo peso a livello economico, sociale e culturale. E' questo un momento di piacevole socializzazione, impreziosito ogni anno dalla presenza di illustri ospiti, ma è anche una valida occasione per riflettere sullo stato attuale del settore e sulle sue prospettive future.

Se si esamina l'andamento del comparto in rapporto allo scorso anno, si può rilevare la presenza di una realtà produttiva immutata nei livelli occupazionali e nel numero complessivo di 68 imprese operanti nel territorio: Una situazione apparentemente buona, in riferimento alla crisi economica mondiale che ha interessato ed interessa non solo la ceramica ma tutte le produzioni manifatturiere "made in ltaly". Andando più a fondo delle problematiche, si riscontra invece uno stato di preoccupazione degli operatori, sia nelle imprese di ceramica artistica-tradizionale, sia soprattutto in quelle artistiche-commerciali.

Com'è noto, le maggiori difficoltà delle nostre imprese derivano dal dover competere nel mercato "globale" con le produzioni provenienti da Paesi extraeuropei, che hanno costi produttivi infinitamente più bassi dei nostri. Una condizione di concorrenza sleale che negli ultimi anni ha arrestato la crescita delle nostre posizioni sui mercati mondiali: situazione poi aggravata dai drammatici fatti dell' 11 settembre. A conferma dello stato di incertezza del settore nell'ultimo anno non ci sono state nuove assunzioni . non sono stati occupati lavoratori interinali e stagionali, qualche azienda ha fatto ricorso alle ferie anticipate, più di una imprenditore ha manifestato il disagio di dover provvedere alla sospensione di personale. Inoltre la forte rivalutazione dell'euro sul dollaro, ha costretto le nostre imprese ad una perdita di ricavi sul mercato americano di circa il 20%, pur di mantenere i rapporti con la clientela in attesa di tempi migliori.

Anche i costi energetici elevati penalizzano il nostro sistema locale rispetto ad altre realtà produttive: l'energia elettrica costa, alle imprese italiane, il 30% in più della media europea; il costo del gas è salito notevolmente negli ultimi anni e la recente revisione tariffaria, introdotta per dare attuazione alla liberalizzazione del mercato del gas metano, ha prodotto ulteriori aumenti per le imprese di ceramica del distretto gualdese, con l'aggiunta di pagamenti arretrati a partire dal gennaio del 2001. Infine, il dilatarsi dei tempi di pagamento delle forniture, completa il quadro di una situazione insostenibile per l'impresa che si trova a corto di liquidità e non può contare più su risorse proprie per fare investimenti nella ricerca, nell'innovazione e nella promozione.

Queste sono solo alcune delle maggiori criticità del sistema locale che contribuiscono a creare un clima sfavorevole al consolidamento ed allo sviluppo delle imprese. L'imprenditore gualdese è comunque ottimista per sua natura e non si rassegna, vuole guardare avanti con rinnovata fiducia nelle potenzialità che ogni impresa è in grado di esprimere anche se noi imprenditori dobbiamo comprendere meglio che, da soli, non è più possibile concepire strategie vincenti di medio e lungo periodo. Siamo consapevoli di poter contare su alcuni punti di forza, che hanno permesso la tenuta del sistema produttivo locale e che occorre sviluppare per il rilancio della ceramica di Gualdo Tadino ai massimi livelli di competitività, quali:

  • gli importanti investimenti strutturali e tecnologici realizzati dalle imprese;

  • l' avvio di esperienze organizzative del sistema di filiera;

  • la laboriosità e la competenza delle risorse umane, titolari e lavoratori;

  • la dinamicità e l'efficienza delle imprese che offrono servizi al distretto ceramico.

Serve tuttavia un piano complessivo di rilancio del settore con specifiche misure di sostegno ed una politica di contenimento dei costi produttivi.

Il Comune di Gualdo Tadino si è impegnato notevolmente, anche nell'ultimo anno ha stanziato 500.000 euro, per sostenere la nostra ceramica e di questo dobbiamo ringraziare l'Amministrazione per aver creduto nelle potenzialità di ripresa del comparto.

Tuttavia vanno programmati altri interventi tempestivi ed efficaci da parte dei vari enti regionali e nazionali. Dentro al "Patto per lo sviluppo dell'Umbria", al quale hanno aderito tutte le maggiori istituzioni regionali e le parti sociali, questi principi sono presenti, ma bisogna trovare le forme giuste e veloci di attuazione degli obiettivi tracciati.

Anche il PlAT è stato considerato uno strumento di rilancio importante per la ceramica però non è facile intravedere la strada da percorrere per ottenere risultati concreti e tempestivi.

Il sistema bancario deve fare la sua parte partecipando ed investendo di più nei progetti aziendali seri e meritevoli. Oggi se non ci fossero i consorzi fidi delle associazioni di categoria, a sostenere il credito, molte imprese si troverebbero in serie difficoltà. necessitano atteggiamenti diversi e servizi bancari più adeguati ai bi sogni attuali delle imprese.

Per superare la fase critica occorre perseguire obiettivi fondamentali immediati ed altri di medio e lungo periodo quali:

Abbattimento dli costi energetici;

  • Decontribuzione per 2 anni a favore dei settori manifatturieri in crisi;

  • Ulteriore sospensione della busta pesante per altri 2 anni;

  • Contenimento di imposte e tasse a livello nazionale e locale;

  • Sostegno alle attività promozionali.

Nella sostanza non si chiedono forme di assistenzialismo ma un'attenzione particolare di tutti i soggetti preposti, pubblici e privati, che possono contribuire al rilancio della ceramica di Gualdo Tadino. Il problema della competitività si può superare puntando sui terni della qualità, del servizio, della ricerca, dell'innovazione e della promozione. Gli strumenti efficaci e le risorse necessarie possono essere messi in campo solo con uno sforzo congiunto di tutte le componenti (istituzioni, banche e parti sociali) interessate ad accrescere la competitività del nostro sistema territoriale.

Se gran parte delle condizioni enunciate si concretizzeranno, la ceramica di Gualdo Tadino, avrà un futuro secolare e le imprese potranno garantire più occupazione, più ricchezza per il territorio e più benessere per tutti.

 

Le motivazioni del riconoscimento conferito a Mario Moriconi

Ha dedicato la sua intera attività lavorativa alla ceramica gualdese: dalla sua esperienza da apprendista pittore nel 1959 presso la Cooperativa Ceramisti, dove era socio il padre Adriano, sino alla carica di Amministratore delegato della Tagina Ceramiche d'Arte assunta quest'anno, dalla sua attività presso la ceramica Monina e la Guerrieri & Luzi sino alla carica di Amministratore delegato, ha sempre messo in evidenza le proprie capacità manageriali e la propria carica umana.

Nell'esperienza presso la Monina conobbe Angelo Barberini con il quale ha costruito un'affiatata coppia di manager che, insieme agli altri soci, ha costruito dal niente la Tagina sino a portarla ad azienda leader a livello internazionale nel settore delle piastrelle. Nel 2003 è divenuto amministratore delegato dell'azienda succedendo al compianto Angelo Barberini, raccogliendo la sfida che le difficoltà del mercato internazionale stanno lanciando alla Tagina e alle altre aziende della ceramica di Gualdo Tadino, dimostrando la propria competenza a dirigere l'azienda ad alto livello.

Competenza e capacità dimostrate anche alla guida del Gualdo Calcio, ereditata anch'essa da Angelo Barberini.

 

Motivazioni delle targhe alle signore Rubboli

A Gina, Livia e Ivana, figlie di Lorenzo Rubboli (1884-1943) quale segno di grato riconoscimento per la produzione delle premiate maioliche artistiche a riverbero della Ditta Lorenzo Rubboli, uniche e apprezzate nel mondo per la particolare tecnica di cottura a muffola di tradizione cinquecentesca, che costituiscono prezioso simbolo del patrimonio artigianale-artistico e storico-culturale della città di Gualdo Tadino.

***

A Edda, figlia di Alberto Rubboli (1888-1975), quale segno di grato riconoscimento per la produzione delle pregiate maioliche artistiche a riverbero della Ditta Alberto Rubboli, uniche e apprezzate nel mondo per la particolare tecnica di cottura a muffola, di tradizione cinquecentesca, che costituiscono prezioso simbolo del patrimonio artigianale-artistico e storico-culturale della città di Gualdo Tadino.

 

Ceramica in altre due antiche porte

 

Illustrazione del prof. Enzo Storelli

10ceramapo1.jpg (32951 byte)La Festa del Ceramista è stata occasione per inaugurare due nuove opere ceramiche pubbliche nel più vasto progetto dell’arredo urbano promosso dal Centro Ceramica Umbra e dal Comune di Gualdo Tadino, realizzate da Sergio Donnini della Vecchia Gualdo e da Fulberto Frillici.

La prima è stata collocata in via Franco Storelli, l’altra realizzata da Fulberto Frillici, è stata collocata in piazza XX settembre sulla parete esterna della chiesa di San Donato.

Il pannello di Sergio Donnini (al centro) in via F. Storelli

Il prof. Enzo Storelli, ispettore onorario per i Beni culturali, così illustra i due interventi:

Il loro significato travalica il puro fatto estetico. Trova nobile seguito con esse l’arte ceramica documentata in Gualdo nel Trecento, sicuramente più remota, presentata nella qualità più alta conseguita dalle nostre odierne botteghe di maiolica artistica, ma si consegue con tali testimonianze anche il recupero della cultura, della storia locale e si riprende un genere di arredo urbano che vide qui significativi esempi nel primo Novecento. Valorizzazione, dunque, di una pratica antica che è stata da sempre un vanto di questa comunità e insieme rivisitazione delle sue vicende, dei suoi personaggi, dei suoi pittori attraverso di essa. Facendo a loro volta opera d’arte, gli artefici di questi complessi lavori ricreano con grande sensibilità e acume interpretativo i linguaggi espressivi di figure emblematiche dell’arte pittorica gualdese. In questo caso di Matteo da Gualdo e di Giuseppe Discepoli, ma il percorso culturale non termina qui. La nostra ceramica ha da sempre fortemente privilegiato la copia d’autore, l’iterazione di modelli pittorici famosi, ma anche delle fonti iconografiche più disparate: peculiarità perdurante come in pochi altri centri ceramici.

10ceramapo2.jpg (27633 byte)In campo, per questa operazione, due note realtà del luogo: la Vecchia Gualdo e la Bottega d’Arte, impegnate la prima, con il pittore Sergio Donnini e la collaborazione di Giampaolo e Fiorella Rondelli a riproporre in maiolica un affresco di Matteo da Gualdo (1488); la seconda, con Fulberto Frillici, a fissare nella ceramica un fatto di storia patria disegnato all’inizio del Novecento da Giuseppe Discepoli.

I primi spettatori che ammirano il pannello

Possiamo rallegrarci con loro per l’esito raggiunto in compiti non lievi. All’Amministrazione Comunale, segnatamente al sindaco Rolando Pinacoli, un sincero plauso per il realizzarsi di una remota aspirazione di questa Comunità.

Il pannello della "Vecchia Gualdo"

10ceramapo3.jpg (34394 byte)Come già nel 1930 Alfredo Santarelli ornò un antico palazzo di Corso Italia con la traduzione in ceramica di una affresco di Matteo da Gualdo sito nella chiesa di San Francesco, casa Cirelli (già dei Durante) si fregia da oggi di un’opera tra le più emblematiche del pittore quattrocentesco gualdese: "La Madonna di Colle Aprico" (1488), affresco entrato a far parte nel 1911 della Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia per acquisto fattone dallo Stato, con provenienza dal territorio di Nocera Umbra.

Fulberto Frillici illustra al sindaco le caratteristiche del suo pannello in piazza XX settembre

Sergio Donnini è stato l’eccellente copista di tale brano pittorico, rendendo efficacemente i lineamenti affilati e sensibili dei personaggi, la fervida inventiva, l’eleganza, la fantasia di tutto l’insieme. Questo limpido lavoro di Sergio, ridente come il colle già sede dell’originale, diviene, tra l’altro, una magnifica introduzione alla preannunciata mostra su Matteo da Gualdo (artista che Federico Zeri acutamente definì "bislacco Modigliani della provincia quattrocentesca").

È stato, in sintesi, ben colto, lo spirito di un’immagine che è un misto di gotico e di rinascimentale e quasi, per lo strano esotismo dell’arte di Matteo, di estremo orientale. Il singolare taglio degli occhi concorre a comunicare questa sensazione. Preziose le screziature oro-rubino dei lustri, curati con competenza e passione secondo tradizione da Giampaolo e Fiorella Rondelli.

Non potevamo sperare in un risultato migliore. Il centro storico si arricchisce di un’autentica perla, affidata da ora al godimento di quanti passeranno per questa strada, oltre che - ne sono certo - alla tutela dell’opera che i cittadini avranno a cuore. Il proseguimento della felice iniziativa dell’Amministrazione Comunale dipenderà insieme da consenso e rispetto. Quanto alla maiolica a lustri metallici, essa continua a esercitare un innegabile fascino e la "Vecchia Gualdo" ne è una riconosciuta vessillifera. Auspico che altre vie della città siano illuminate dalla vaghezza dei veri lustri.

Il pannello della "Bottega d’arte Frillici"

Al pennello e all’esperienza di Fulberto Frillici è stato destinato lo spazio di un antico ingresso tamponato di chiesa di fondazione benedettino - camaldolese (1255), San Donato. La scelta del sito trova ragione nella sua centralità, ma anche nel basilare ruolo svolto dai Camaldolesi nella storia di Gualdo, dalla cessione nel 1237 del Colle di Sant’Angelo, in loro proprietà, per la sua edificazione sino al conferimento a essa - aggiungerei - del titolo di Città nel 1833 da parte di Gregorio XVI, papa Cappellari, proveniente proprio dall’ordine Camaldolese.

10ceramapo4.jpg (36411 byte)La cerchia muraria dell’abitato - è noto - fu eretta per volontà di Federico II di Svevia, di cui Gualdo era alleata. La grande maiolica di Frillici rievoca appunto il colloquio dell’imperatore tedesco con i Benedettini del luogo per la costruzione delle mura castellane.

Gruppo ricordo con il prof. Edgardo Abbozzo, l'on. Giuseppe Giulietti, il sindaco Pinacoli, Fulberto Frillici, il prof. Enzo Storelli, mons. Giancarlo Anderlini, Claudio Carini ed il Dr Mario Giubilei.

Fonte iconografica dell’evento quanto di esso immaginò all’inizio del Novecento il pittore gualdese Giuseppe Discepoli, in un disegno a monocromo color seppia ora in possesso del dott. Giubilei, nipote dell'artista.

Mantenendo la tonalità complessiva dell’originale, lievemente diversificata soltanto nell’armatura del Sovrano e nello sfondo di paesaggio che si apre oltre la bifora gotica, Fulberto ha svolto un’interpretazione attenta, penetrante del vivace testo del Discepoli. L’inserimento della scena entro questo secolare arco chiesastico risulta perfetta. Dalla complessa resa dell’insieme si passi a osservare i vari monaci, Ognuno di essi esprime un sentimento, incentrati come sono con vari stati d’animo sull’autorevole ma serena figura di Federico.

Seguendo questo lavoro ho notato che il soggetto era congeniale al valente copista e che il suo manufatto poteva divenire a buon diritto opera pubblica della Città della ceramica. È questo il motivo del breve apporto che reco, convinto come sono da sempre che se la bellezza non riuscirà a salvare il mondo - come teorizzava il critico d’arte inglese John Ruskin, proclamatore del valore etico dell’ispirazione artistica - contribuirà certo a renderlo migliore.

 

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